Il rumore delle cose nuove apre la Festa del Cinema di Roma – Recensione

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Il rumore delle cose nuove, in uscita nelle sale italiane il 12 novembre 2026, ha inaugurato la 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma.

Il nuovo lavoro di Paolo Genovese, tratto dal suo omonimo romanzo pubblicato da Einaudi nel 2023, si muove tra drammi familiari e riflessioni esistenziali, puntando a raccontare la fragilità e la forza dell’essere umano. La storia de Il rumore delle cose nuove è ambientata nella Milano di oggi, dove tre famiglie intrecciano le loro vite in un labirinto di menzogne e segreti.

Andrea (Stefano Accorsi), fotografo di talento, sogna di diventare padre. Tuttavia, sua moglie Andreina (Vittoria Puccini), segnata dal dolore di un aborto spontaneo, decide di allontanarsi da quel desiderio, spingendo la loro relazione verso un bivio doloroso. Alba (Emanuela Fanelli) vive un’esistenza soffocata accanto a Umberto (Edoardo Pesce), un marito violento e imprevedibile, capace di alternare esplosioni di aggressività a momenti di apparente dolcezza, specie quando indossa i panni del clown per i bambini in ospedale. 

Viola (Claudia Pandolfi) e Ralph (Lino Musella) cercano di gestire una quotidianità complessa: lei, attrice insoddisfatta, lui, tecnico del suono immerso nel lavoro, mentre il figlio Mirko affronta la crudeltà dei bulli a scuola. Tre percorsi diversi, tre nuclei familiari che sembrano lontani, ma che la vita e le bugie accumulate negli anni finiranno per legare inesorabilmente, svelando verità capaci di stravolgere ogni equilibrio.

Il rumore delle cose nuove apre la la Festa del Cinema di Roma - Recensione

Genovese adotta uno stile asciutto e realistico, distante dalla magia dei suoi lavori precedenti, concentrandosi sulle crepe della vita quotidiana e sulle emozioni represse. Il suo approccio predilige un linguaggio più essenziale e meno affascinato dall’incanto, cercando di dare voce a momenti intimi e fragili della condizione umana.

Nonostante queste premesse, la pellicola fatica a decollare. Il racconto corale si disperde in troppi filoni narrativi, accumulando temi – dalla violenza di genere alla fragilità individuale – senza approfondirli come meriterebbero.

Il cast offre interpretazioni solide e partecipi, ma la discontinuità della narrazione e alcune scelte forzate impediscono a Il rumore delle cose nuove di raggiungere l’impatto emotivo desiderato. Un film che invita alla riflessione e sfiora corde universali, ma lascia la sensazione di un’occasione solo parzialmente colta.

Isabella Insolia
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