














Sabato 6 settembre, nella cornice unica e maestosa della Reggia di Caserta, Luciano Ligabue ha scritto un’altra pagina della sua storia con La Notte di Certe Notti, il concerto-evento che ha celebrato i trent’anni di Certe Notti e dell’album Buon Compleanno Elvis. Una festa rock, una celebrazione collettiva e un viaggio lungo tre decenni che ha unito il Liga ai suoi fan in un abbraccio sonoro ed emozionale.
Un inizio simbolico
Il concerto si è aperto con le note registrate di “Certe Notti”, quasi un’invocazione, prima che l’artista facesse il suo ingresso con “I ragazzi sono in giro”. Da lì, un crescendo che ha subito travolto la platea: “Questa è la mia vita” e “I duri hanno due cuori” hanno acceso la folla, con Ligabue che ha preso parola più volte per sottolineare lo spirito di comunità e gratitudine verso chi lo accompagna da sempre.
La festa del rock emiliano
La scaletta ha alternato grandi classici e brani meno prevedibili, con sorprese pensate per i fan di lungo corso. Momenti di pura energia come “Lambrusco e Pop Corn” e “Balliamo sul mondo” si sono alternati a parentesi più intime come “Lettera a G.” e la struggente “Piccola stella senza cielo”, riproposta anche in reprise, che ha regalato uno dei picchi emotivi della serata.
Non sono mancati gli omaggi al percorso live del Liga, come l’intro teatrale di “Happy Hour” e la ripresa di “Quella che non sei” con la stessa intensità dei tour nei teatri. Spazio anche a momenti scenici speciali, come la presentazione dell’acrobata prima di “Balliamo sul mondo”, a sottolineare la natura unica dello show.
Rock, riflessioni e memoria
Il cuore del concerto è stato il tributo a Buon Compleanno Elvis: il titolo omonimo ha risuonato come dichiarazione di intenti, prima di un secondo atto pieno di inni generazionali – “Hai un momento Dio”, “Si viene e si va”, “Il meglio deve ancora venire” – fino al commovente medley “Il mio nome è mai più / Leggero”, accolto da un coro unanime.
Con “Viva!”, “A che ora è la fine del mondo?” e “Tra palco e realtà”, la Reggia si è trasformata in un’arena rock a cielo aperto, dove memoria e presente si sono fusi in un’unica voce.
Il finale: un rito collettivo
Il bis non poteva che essere affidato a “Urlando contro il cielo”, con reprise liberatorio, e alla versione speciale di “Certe Notti” con intro teatrale: un cerchio che si chiude nel segno della canzone-simbolo di un’intera generazione. Sul finale, Ligabue ha presentato i suoi musicisti lasciando al pubblico una frase che suona come una dichiarazione di vita: “Non cambierei questa vita con nessun’altra”.
Conclusioni
La Notte di Certe Notti è stata più di un concerto: è stato un rito collettivo, la celebrazione di un legame che dura da trent’anni e continua a rinnovarsi. Alla Reggia di Caserta, Ligabue ha confermato di essere non solo un rocker ma anche un narratore capace di trasformare le sue canzoni in patrimonio comune. Una notte da ricordare, che ha reso onore a un disco e a una carriera che hanno segnato la musica italiana.
L’annuncio a sorpresa
Dopo il grande successo del 21 giugno alla RCF ARENA di Reggio Emilia (Campovolo) e il tutto esaurito ieri sera alla Reggia di Caserta per la seconda tappa de “La Notte di Certe Nott”, la grande festa non finisce e continua nel 2026 nella Capitale con “Certe Notti a Roma” il 12 giugno 2026 allo Stadio Olimpico (già sold out “Certe Notti a Milano” il 20 giugno 2026 allo Stadio San Siro). I biglietti per la data di Roma saranno disponibili dalle ore 14.00 di mercoledì 10 settembre.
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