Fedez, Disumano: forse meglio la politica [Recensione]

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Disumano è il nuovo album di Fedez, un ritorno tanto atteso, che ovviamente ha creato tantissime discussioni anche grazie alla campagna pubblicitaria. Un modo per capire quanto il rapper si faccia influenzare dalla sua “carriera” extra musicale.

Si dice che i veri artisti siano quelli che riescono ad unire la loro carriera artistica all’impegno sociale e politico, aiutando a portare avanti varie battaglie importanti per far si che la società in cui viviamo diventi un posto migliore per tutti. Ecco, tutto questo è riuscito alla perfezione a Fedez, che negli ultimi due anni, grazie appunto nei suoi impegni, è diventato un punto di riferimento per tutti, soprattutto per i più giovani.

Disumano

La stessa campagna pubblicitaria del suo nuovo album è stata in linea con la sua carriera negli ultimi mesi. Infatti Fedez ha simulato un possibile arrivo in politica, ovviamente smuovendo tutta l’opinione pubblica che tramite articoli, indagini e vari, ha cercato di capire quando e se sarebbe successo, ma alla fine venne fuori, quasi da se, che fosse tutta una grande mossa marketing per promuovere Disumano. Ora che però il suo album è uscito dobbiamo tornare con i piedi per terra, e toglierci, seppure in parte, le sue battaglie dalla testa.

Per molti Disumano sarà l’album di Fedez, intoccabile a prescindere da tutto, ma per me che non sono mai stato un suo grande fan, pur supportandolo nelle sue battaglie, è un modo per tornare con i piedi per terra

Alcune delle tracce presenti in Disumano le conosciamo già, sono: “Chiamami Per Nome” con cui Fedez ha partecipato, duettano con Francesca Michielin, al Festival di Sanremo, “Mille” la hit estiva di maggior successo, in featuring con Achille Lauro ed Orietta Berti e “Bimbi Per Strada” uscita nel 2020. Tre tracce che abbiamo sentito e risentito, tutte e tre apprezzabili a modo loro, a secondo del contesto in cui sono uscite.

In Disumano si mantiene comunque quel Fedez impegnato socialmente e politicamente, che riesce ad infilare qualche riferimento alle sue battaglie e ai suoi “nemici” in ogni traccia, basta anche una frase, ma l’importante è che riesca nel suo intento. Ma se nella prima traccia, “Morire Morire”, troviamo dei riferimenti giusto nel video, mentre senza di esso ci rimane solo un beat cupo e tagliente, con un testo che non è assolutamente da meno, basta ascoltare “Stupido Stupido” per entrare subito nel mood dell’album, infatti nella traccia troviamo un dissing, seppur di una frase, vero J-Ax.

Disumano

La mood della prime due tracce viene interrotta dalle due ballad “Bella Storia” e “Sapore” (in feat. con Tedua), due singoli con delle sonorità diverse, la prima più movimentata, la seconda più calma con delle sonorità “chill”. In Disumano, forse anche in modo scontato, troviamo una traccia dedicata alla figlia di Fedez, traccia che si chiama appunto come sua figlia, “Vittoria”, a seguire “Guarda Cosa mi Fai Fare” che possiamo considerare un po’ come una “hit invernale”, dal sound troppo “estivo”, forse era meglio tenerla per l’estate 2022.

In sette tracce, ad ora, ci sono stati pochi punti salienti, ma ancora non si è arrivati a quello che considero il momento più alto di Disumano, in cui Fedez sembra quasi sfogarsi. L’album poi si spegne, quasi da se, peccato

Altra traccia altra ballad in Disumano con “Meglio del Cinema”, singolo molto adatto agli ascoltatori più giovani dell’artista, soprattutto grazie al video in cui è presente lo youtuber italiano Il Masseo, ma con “Vecchio” (in feat. con Dargen D’Amico) si torna ai riferimenti sociali e politici. Andando avanti però si arriva al punto più alto dell’album, che forse ha fatto sì che esso venga ascoltato anche da chi non avrebbe mai immaginato di ascoltare un album di Fedez, parlo di “Un Giorno in Pretura”.

Un testo in cui si sfoga su tutto e tutti, praticamente un riassunto dei fatti di cronaca e dell’attualità degli ultimi mesi in Italia, non lascia scappare nessuno, e mi stupisce come essa sia ancora molto “nascosta” rispetto alle altre tracce. Ma se “Un Giorno in Pretura” è il punto saliente di Disumano a livello testuale, sul punto di visto musicale abbiamo “La Cassa Spinge 2021” traccia che vede la collaborazione di Myss Keta, Crookers e Dargen D’Amico, sonorità tecno unite al mood delle canzoni di Keta. E dopo questa traccia poteva tranquillamente finire l’album, ma purtroppo continua per altre quattro tracce.

Un album lungo, troppo anche per me che sono abituato ad ascoltarli, una lunghezza che, purtroppo, mette in secondo piano delle tracce che magari in un Disumano più corto avrebbero avuto il giusto spazio, forse sarebbe stato meglio omettere quei singoli che già sono usciti da tempo. Come se non bastasse, a differenza di quanto si credeva quando è stato presentato l’album tramite la campagna pubblicitaria, non siamo davanti ad un concept album cosa che sicuramente avrebbe dato molti punti a suo favore.

Disumano

Un album che non è definibile un capolavoro, ma che di certo traccia una linea, molta calcata, tra il Fedez artista e quello impegnato socialmente/politicamente, un’artista che solo nel momento in cui riesce ad unire al massimo le sue “due personalità” stupisce.

Marco Mancinelli
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