Domenica 6 Luglio i 30 Seconds To Mars suonano all’Arena Flegrea, una band che negli anni si è reinventata e che unisce con linguaggi diversi un pubblico sfaccettato. Attraverso queste premesse si rivela lo specchio di chi ha acceso l’arena ad ogni brano, facendo a volte a turno, a volte in simultanea, cantare tutti.
E’ con Kings and Queens che si apre la serata, brano manifesto che setta subito il tono: quello dell’intro collettivo. L’arena esplode e, durante i cori finali del brano, decine di fogli con su scritto “I imagine, I believe“, precedentemente preparati dai fan, si sollevano al cielo creando un momento corale.
Dopodiché, l’alternanza tra brani nuovi e storici infuoca il pubblico, che balla con Up in the air e Walk on Water, per poi urlare con From yesterday.
E’ durante Rescue Me che salgono i primi fan sul palco: un gesto che fa parte dell’identità della band. Perché una cosa che gli Echelon conoscono bene è il senso di inclusione, promosso attivamente dai fratelli Leto.
Sensazione rinforzata dal canto comune per Hurricane, una delle canzoni dai toni più simbolici e controversi, seguita da A Beautiful Lie, durante la quale i fan si scatenano facendo rimbalzare dei palloncini, e This is War, che fa sentire tutti parte di uno stesso grido.
A seguire, un breve set acustico in cui Jared sfodera la sua voce piena cantando City of Angels, Alibi e la fissa cover Stay.
Poi si riprende carica con Hail to the Victory (brano dal testo molto attuale), Attack e una chicca per i fan storici: The Fantasy, non più suonata in full band dal 2011.
Il finale è costruito per unire tutti: Stuck, simbolo della vena attuale dei 30 Seconds To Mars, e The Kill, brano cardine della loro prima era.
E’ con questa dualità che raccolgono tutti sotto lo stesso inno: Closer to the edge, brano di chiusura cantato in coro con la partecipazione di alcuni fan richiamati sul palco per sigillare e rinforzare ciò che fieramente negli anni gli Echelon hanno predicato: l’appartenenza a qualcosa di più grande, di sentito ed emozionante, ammiccando ancora una volta a ciò che Jared ironicamente professò: “Yes, we are a cult“.
Napoli aspetterà il loro ritorno, promesso durante il live da Jared, per rivivere un’altra volta quell’esperienza collettiva che solo i 30 Seconds To Mars sanno regalare.
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