A Venezia 78 trionfa L’Évenément di Audrey Diwan, film su un aborto clandestino nella Francia degli anni Sessanta. Tre premi anche per il cinema italiano con E’ stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino che prende il Leone d’Argento.
Si è conclusa La Biennale di Venezia 78, la seconda edizione del Festival del Cinema più antico del mondo in era covid-19. A conquistare il Leone d’Oro è stato L’événement di Audrey Diwan, il racconto di un aborto clandestino nella Francia degli anni Sessanta. Dopo Chloe Zhao per Nomadland, per la seconda volta consecutiva vince a Venezia una regista donna. E’ questa la scelta della giuria della kermesse cinematografica italiana presieduta da Bong Joon Ho e composta da Saverio Costanzo, Virginie Efira, Cynthia Erivo, Sarah Gadon, Alexander Nanau e Chloé Zhao.
A festeggiare è anche il cinema italiano, con Paolo Sorrentino che conquista il Leone d’argento – Gran premio della giuria con È stata la mano di Dio. L’opera è stata descritta come una lettera d’amore del regista nei confronti di Maradona, del cinema e della città di Napoli. A Filippo Scotti, protagonista del film del cineasta napoletano, è andato il premio Marcello Mastroianni come miglior attore emergente. Mentre a Il buco di Michelangelo Frammartino conquista il premio Speciale della Giuria.

Oltre Audrey Diwan, anche altre due donne trionfano a Venezia 78. Si tratta di Jane Campion, che conquista il Leone d’argento per la miglior regia per l’opera The power of the dog, western psicologico tra i più attesi nelle sale cinematografiche nelle prossime settimane. E Maggie Gyllenhaal trionfa alla miglior sceneggiatura per The lost daughter, trasposizione sul grande schermo del romanzo di Elena Ferrante “La figlia oscura”.
Coppa Volpi di Venezia 78 per il miglior attore è andata a John Arcilla per On the job: the missing 8 di Erik Matti, miglior attrice è Penelope Cruz per Madres Paralelas dell’attesissimo film di Pedro Almodovar. L’attrice spagnola ha conquistato tutti per la sua intensità e profondità messe all’interno della sua interpretazione.
Il miglior film della sezione Orizzonti di Venezia 78 è assegnato a Pilgrims di Laurynas Bareisa. A plein temps si aggiudica il premio per la miglior regia nella sezione Orizzonti. La giuria ha assegnato anche un premio speciale nella sezione Orizzonti che è andato al film boliviano El gran movimiento di Kiro Russo.
Sempre nella sezione Orizzonti, il premio per la miglior attrice va a Laure Calamy per la sua interpretazione in A plain temps. A Piseth Chhun va il premio per la miglior interpretazione maschile per il film Bodeng Sar (White Building) di Kavich Neang.
Il premio Leone del Futuro–Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis per la miglior opera prima di Venezia 78 va al film Imaculat di Monica Stan e George Chiper-Lillemark.
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