Un’improbabile sicaria romana. Una dark comedy che non potete perdere. È ora disponibile su Amazon Prime Video il film di Daniele Misischia e Arianna Bonardi nei panni di Matildà, distribuito da Direct to Digital.
Matildà (con l’accento sulla A, non dimenticatelo: ci tiene) è giovane, sfortunata e romana. E soprattutto è una sicaria. Ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze: questa è una dark comedy.
Matildà deve il suo nome a Luc Besson (ma lui ne è tuttora ignaro): suo padre infatti è un appassionato del film “Léon” ed è ossessionato dal suo idolo Jean Reno, per questo si improvvisa francofono-romanaccio e ha chiamato sua figlia così.
Ah, sì: anche lui è un killer. Ma la figlia che vorrebbe intrepida, proprio come la protagonista del film, è tutt’altro che una brava killer: è imbranata, detesta il sangue e odia la violenza. E infatti ogni commissione che le viene affidata dal padre si trasforma in un incubo dai risvolti comici e assurdi.

Matildà è una dark comedy squisitamente italiana (e romana!) nata dalla collaborazione tra il regista Daniele Misischia (The End? L’Inferno fuori) e l’attrice romana Arianna Bonardi (Peggio per Me; Il mostro della Cripta). Dopo aver vinto il Digital Media Fest 2019 come Miglior Comedy Sketch e Miglior Attrice Protagonista, oggi approda su Amazon Prime Video Italia come lungometraggio dalla struttura episodica.
Già: perché Matildà è nata come personaggio comico di cabaret, si è trasformata in web serie e ora diventa un film, grazie all’incontro con la società di distribuzione internazionale Direct To Digital, che ha l’obiettivo di valorizzare progetti indipendenti sfuggiti al mercato dell’audiovisivo. Misischia e Bonardi firmano un film fresco e originale che piacerà tanto ai nostalgici quanto agli amanti di un certo humor un po’… particolare.
D’altronde in questa storia «c’è molto di me – racconta Arianna Bonardi, ideatrice e interpreta – dei miei aneddoti di vita e delle mie disavventure come donna e attrice. Matildà è una delle possibili “Arianne” che sarei potuta diventare se mi fossi fatta schiacciare dalle avversità. Per questo sono molto legata a lei e la porto in scena con gran divertimento. In un certo senso Matildà c’est moi».
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