Torino Film Festival 2026: Marilyn Monroe, il cinema d’autore e uno sguardo sul mondo. Al via la 44ª edizione: il programma

| | ,

Dal 24 novembre al 2 dicembre, Torino torna capitale del cinema indipendente internazionale. Centoventi film, grandi ospiti, anteprime e una retrospettiva dedicata a Marilyn Monroe nel centenario della nascita: un’edizione che celebra la memoria cinematografica e guarda alle nuove generazioni.

Il grande cinema torna protagonista a Torino con la 44ª edizione del Torino Film Festival, in programma dal 24 novembre al 2 dicembre 2026 sotto l’egida del Museo Nazionale del Cinema, presieduto da Enzo Ghigo e diretto da Carlo Chatrian. La direzione artistica è affidata a Giulio Base, che rinnova l’identità di una manifestazione da sempre legata alla ricerca, al cinema indipendente e alla scoperta di nuovi talenti.

Sono 120 i film selezionati tra oltre 5.000 opere pervenute: 104 lungometraggi e 16 cortometraggi, con 21 anteprime mondiali, 12 internazionali, 9 europee e 45 italiane. Numeri che confermano la vocazione internazionale del Festival e la volontà di offrire al pubblico uno sguardo ampio sulle cinematografie contemporanee, privilegiando opere originali, autoriali e, in gran parte, presentate in anteprima.

Marilyn Monroe, un mito senza tempo

Il cuore simbolico di questa edizione è dedicato a Marilyn Monroe, di cui ricorre il centenario della nascita. A una delle figure più iconiche e affascinanti della storia del cinema è riservata una retrospettiva di 24 film, che ripercorre una carriera intensa e straordinaria, interrotta prematuramente dalla morte a soli 36 anni.

Il manifesto del Festival utilizza una fotografia scattata da George Barris a Santa Monica nel 1962, appartenente alla celebre serie The Last Photos. Tre stampe originali sono state acquistate all’asta dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e sono esposte alla Mole Antonelliana in uno spazio dedicato all’attrice.

La retrospettiva attraversa alcuni dei titoli più significativi della sua filmografia: da Giungla d’asfalto di John Huston a Gli uomini preferiscono le bionde di Howard Hawks, da Quando la moglie è in vacanza a A qualcuno piace caldo di Billy Wilder, fino a Gli spostati, ultimo grande film interpretato da Marilyn. Non mancano opere successive che ne hanno rielaborato il mito, come Marilyn, Love, Marilyn e Blonde.

Un percorso cinematografico e culturale che restituisce la complessità di un’artista spesso identificata con la propria immagine pubblica, ma capace di lasciare un’impronta profonda nella storia della settima arte.

Torino Film Festival: Una parata di stelle e grandi autori

John Travolta al 44° Torino Film Festival

L’inaugurazione, martedì 24 novembre al Teatro Regio, sarà condotta dal direttore Giulio Base insieme ad Ambra Angiolini. Nel corso della serata verranno consegnate le prestigiose Stelle della Mole a John Travolta, Maria de Medeiros, Stephen Frears, Mike Newell e Margarethe von Trotta.

A seguire, la presentazione in anteprima internazionale di November 1963 – L’assassinio di J. F. Kennedy, ultima opera di Roland Joffé. Interpretato da John Travolta e Robert Carlyle, il film rilegge l’assassinio del presidente americano attraverso una prospettiva inedita, quella della criminalità organizzata di Chicago e dei suoi presunti rapporti con la famiglia Kennedy.

La manifestazione accoglierà numerose personalità del cinema internazionale: da Fanny Ardant a Isabelle Huppert, da Andy Garcia a Pamela Anderson, da Luc Besson a Josh Safdie, da Mike Newell a Stephen Frears, fino a Mira Sorvino e Margarethe von Trotta.

Tra gli interpreti e gli autori italiani figurano Giovanna Mezzogiorno, Anna Foglietta, Valeria Bruni Tedeschi, Asia Argento, Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Fabio Volo, Ficarra e Picone, Mimmo Calopresti e Roberta Torre.

Un parterre prestigioso che conferma la capacità del Festival di mettere in dialogo generazioni, linguaggi e differenti esperienze cinematografiche.

Il concorso: storie, identità e conflitti del presente

Butterlfy al Torino Film Festival 2026
Butterlfy (ph. Rob Baker Ashton)

Il Concorso internazionale lungometraggi propone opere provenienti da diverse aree del mondo, accomunate dall’attenzione alle trasformazioni sociali, ai rapporti familiari e alle fragilità individuali.

Tra i titoli più interessanti si segnala Butterfly di Itonje Søimer Guttormsen, con Renate Reinsve, una storia di legami familiari, segreti e gelosie ambientata a Gran Canaria. Clarissa, dei fratelli Arie e Chuko Esiri, rilegge La signora Dalloway di Virginia Woolf attraverso le contraddizioni della Nigeria contemporanea, mentre The Last Day di Rachel Rose affronta il tema della maternità con Alicia Vikander protagonista.

Non mancano opere che affrontano questioni urgenti e drammatiche: Les Clochettes de Kaboul di Chabname Zariab racconta la condizione dei ragazzi in Afghanistan sotto il ritorno dei talebani; Thirteen in Gaza di Hosam Abu Dan osserva la guerra attraverso l’esperienza di una ragazzina costretta a crescere troppo in fretta; Sugar di Amira Duynhouwer affronta invece il tema della violenza domestica.

Il cinema italiano è rappresentato da L’ora più bella di Ernesto Maria Censori, dramma familiare sul rapporto tra un figlio e un padre segnato dalla violenza, e da Il primo giorno di vita di Leonardo Revelli, figlio unico di Stefano Grasso, con Francesco Gheghi, Valeria Bruni Tedeschi e Valerio Mastandrea, racconto di formazione che indaga il passaggio dall’illusione di essere speciali alla scoperta della propria fragilità.

Particolarmente ricca anche la selezione documentaristica, che spazia dalla memoria storica alle emergenze ambientali, dai conflitti internazionali alle esperienze individuali. Tra le opere italiane spicca Le Angelessse di Roberta Torre, realizzato nelle sezioni femminili delle carceri di Milano Bollate e San Vittore, dove le detenute diventano protagoniste di una rappresentazione teatrale e cinematografica che supera la cronaca per raggiungere una dimensione universale.

Da segnalare anche Mariinka di Pieter-Jan De Pue, documentario girato nell’arco di dieci anni sulla guerra in Ucraina, e La ilusión de un verano sin fin di Alessandra Sanguinetti, progetto sviluppato nell’arco di 25 anni, che riflette sul tempo, sulla memoria e sulla condizione femminile.

Il Concorso cortometraggi completa il programma con 16 opere internazionali, confermando l’attenzione del TFF verso le nuove forme espressive e i giovani autori.

Fuori concorso, grandi ritorni e cinema di genere

torino film festival

La sezione Fuori concorso riunisce opere di autori affermati e progetti particolarmente attesi. Tra questi The Blood Countess di Ulrike Ottinger, con Isabelle Huppert protagonista di una storia vampiresca dai toni grotteschi, e Diamond, diretto e interpretato da Andy Garcia, omaggio ironico e malinconico al noir hollywoodiano classico, con un cast che comprende Vicky Krieps, Brendan Fraser, Dustin Hoffman e Bill Murray.

Grande curiosità anche per Propeller: One-Way Night Coach, esordio alla regia di John Travolta, che porta sullo schermo un racconto autobiografico ispirato ai suoi ricordi d’infanzia e al sogno di Hollywood.

Tra gli altri titoli spiccano Bad Lieutenant: Tokyo di Takashi Miike, Heil Jupiter! di Carlos Reygadas, A Long Winter di Andrew Haigh e Moscas di Fernando Eimbcke.

Il cinema italiano trova spazio anche nella commedia con La notte delle fragole di Alessandro Genovesi, che riunisce Ficarra e Picone insieme ad Anna Foglietta, e con L’ultimo salto di Umberto Carteni, interpretato da Marco Giallini e Max Tortora, una storia di amicizia, desideri e seconde possibilità.

La memoria cinematografica e il dialogo con i classici

Accanto alle novità, il TFF rinnova il proprio legame con la storia del cinema attraverso la sezione Zibaldone, che propone classici, opere contemporanee ed esperienze cinematografiche da riscoprire.

Tra i titoli figurano 12 anni schiavo di Steve McQueen, Piccoli affari sporchi di Stephen Frears, Donnie Brasco di Mike Newell, Dogman di Luc Besson e Pulp Fiction di Quentin Tarantino.

Spazio anche alla storia del cinema italiano con Piccolo mondo antico di Mario Soldati, presentato in versione restaurata, e a quella del Festival stesso con Rondolino Docet di Mimmo Calopresti, omaggio a Gianni Rondolino, fondatore nel 1982 del Festival Internazionale Cinema Giovani, da cui è nato l’attuale Torino Film Festival.

Il cinema come esperienza collettiva e impegno sociale

Il Festival conferma la centralità della sala cinematografica: le proiezioni saranno accompagnate da registi, interpreti, critici e protagonisti della cultura, trasformando ogni appuntamento in un’occasione di incontro e confronto.

Particolare attenzione viene riservata anche ai temi sociali. In collaborazione con la Città di Torino, il TFF celebra il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e il 1° dicembre, Giornata mondiale contro l’AIDS.

Prosegue inoltre la collaborazione con la Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro: l’intero incasso della proiezione di Heysel 85 di Teodora Ana Mihai sarà devoluto a sostegno delle attività dell’Istituto di Candiolo.

Rinnovata anche la partnership con Medicinema Italia, che porterà due film del Festival negli ospedali Gemelli di Roma e Niguarda di Milano, offrendo ai pazienti la possibilità di vivere l’esperienza cinematografica direttamente nei luoghi di cura.

L’accessibilità rappresenta un altro elemento centrale: la cerimonia inaugurale sarà accompagnata da un servizio di interpretariato in Lingua dei Segni Italiana, mentre prosegue il lavoro per rendere sempre più fruibili le proiezioni e gli strumenti digitali.

Non manca l’impegno ambientale, in linea con le buone pratiche della Guida Festival Green promossa dall’AFIC.

Un finale tra cinema e leggenda

Pamela Anderson al Torino Film Festival
Pamela Anderson | Photo credit: Andreas Rentz

La chiusura della manifestazione, mercoledì 2 dicembre al Cinema Massimo, sarà accompagnata dalla consegna delle Stelle della Mole a Pamela Anderson, Fanny Ardant e Mira Sorvino.

A seguire, l’anteprima di Villeneuve: The Rise of a Legend di Yan Lanouette Turgeon, biografia cinematografica dedicata a Gilles Villeneuve, il leggendario pilota canadese della Ferrari, dalla scoperta delle corse fino alla tragica scomparsa sul circuito di Zolder nel 1982.

Una conclusione che unisce cinema, sport e memoria, nel segno di una manifestazione capace di attraversare generi e linguaggi differenti.

La 44ª edizione del Torino Film Festival si presenta dunque come un appuntamento ricco e articolato, nel quale la riscoperta dei grandi maestri convive con la ricerca di nuove voci, il cinema d’autore dialoga con il racconto popolare e le storie individuali diventano strumenti per interpretare il presente.

Al centro rimane la sala, luogo privilegiato dell’esperienza cinematografica e della condivisione. E proprio in questo equilibrio tra tradizione e innovazione, memoria e futuro, si riconosce l’identità più autentica del Torino Film Festival.

Isabella Insolia
Previous

Succederà questa notte, il poster del nuovo film di Nanni Moretti

Matera Film Festival 2026, dal 7 al 15 novembre nove giorni di cinema internazionale

Next

Lascia un commento

Wordpress Social Share Plugin powered by Ultimatelysocial