Un giorno da pirata: talk like a pirate day 19\09\2020!

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“Ciao, Sara vuoi venire ad una festa pirata?”, “Si!”

Ecco come sono venuta a conoscenza di questa meravigliosa iniziativa, il Talk Like A Pirate Day, ovvero la giornata dedicata al parlare e all’essere un pirata!

Il 19 settembre, infatti, è una ricorrenza goliardica di livello mondiale dove si abbandonano gli animi civili per dar vita al proprio pirata interiore. Sono stata invitata dall’associazione Convivio Ludico di Milano e appena me ne hanno parlato ho comprato subito il biglietto aereo.

Che cosa significa essere un pirata?

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La bellissima piratessa total green

Essere un pirata significa divertirsi nonostante le difficoltà, aiutarsi a vicenda, ma soprattutto essere audaci e lottare fermamente in quello che si crede. Il capitano Lorenzo Negri mi ha raccontato che la festa ha origine dall’azione di protesta di quattro studenti di Yale appartenenti al gruppo “Skull and Bones”. Nel 19 settembre 1995 riuscirono ad ammainare la bandiera d’una portaerei americana issando la Jolly Roger come atto di protesta contro i conflitti medioerientali, dichiarando gli Stati Uniti “predatori dei mari”. Anche se la storia è un misto tra politica e leggenda, non ci sono dubbi sullo spirito della festa: essere liberi e aiutarsi gli uni con gli altri.

Proprio per questo motivo, l’animo della festa era lo stesso di una ciurma pirata: ognuno dà una mano in base alle proprie possibilità. In questa occasione gli aiuti che servivano erano di tre tipi: passaggi in macchina per recuperare i membri, aiuto in casa per allestirla e sfamare gli stomaci pirateschi e performance artistiche per dilettare tutti.

Riguardo ai passaggi in macchina…

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Venerdì sera mentre camminavamo nel paesino con i testa i nostri bellissimi tricorni (il mio lo avevo rubato ad uno dei capitani), un signore rimane stupito dal nostro fascino piratesco e si offre di darci il suo pullman. Dopo una breve riunione, concludiamo che assaltare gentilmente un pullman, mettere la musica a tutto volume e lasciare la Jolly Roger sventolante fuori da un finestrino è un’idea fantastica, ma per guidare bisogna essere sobri e nessuno si è offerto volontario al sacrificio. Quindi siamo tornati ai nostri piani originari ringraziando l’autista, mentre una piratessa mi ha rubato il tricorno che avevo faticosamente conquistato.

Sabato mattina, dato che i costumi erano belli belli in modo assurdo, è stata dedicata alle foto e dato che eravamo fantastici verranno utilizzate per il calendario pirata 2021 (le stampe sono già in corso d’opera).

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Il pirata produttore di idromele! Fondamentale in ogni galeone che si rispetti

Durante la festa la ciurma ha dato il meglio di sé. Duelli di spade, canti, balli, meravigliose bolle di sapone e soprattutto giochi di ruolo!

Poiché il fulcro della festa era il parlare come un pirata, è stato organizzato un tavolo di Dialect: un gioco masterless estremamente originale dove bisogna creare un modo di parlare tipico di un posto e l’ambientazione viene scelta dai giocatori ad ogni partita; l’assunto del gioco è che ogni linguaggio racconta la storia del posto dove ha origine. Nel tavolo in cui ho avuto il piacere di partecipare, abbiamo creato uno slang tipico di un insediamento umano su Marte.

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Dialect è un gioco nato dalla fantasia di  Kathryn Hymes e Hakan Seyalioglu.

Amando il genere distopico, per me è stato molto divertente giocare, interpretare e vivere una società sull’orlo del collasso e pronta a tentare la fortuna entrando in contatto con altre realtà sociali.

Ho avuto un po’ di difficoltà nel capire le regole perché non avevo mai giocato a nulla di simile, ma i miei compagni di ciurma pazientemente mi hanno spiegato il gioco e alla fine era più facile di quello che pensavo. Quello che mi è piaciuto di più è l’ambiente che si è creato appena conclusa la partita. Abbiamo creato insieme una società e insieme l’abbiamo fatta finire, ma la loro lingua e modi di dire rimarranno per sempre nei giocatori di quel tavolo.

Se dico\scrivo: “con pochi click una crepa finisce al rosso” solo i giocatori di quel tavolo sanno il vero significato (in poco tempo un traditore verrà spedito nel deserto marziano). Questi modi di dire unici, non sono rimasti al tavolo, ma li abbiamo usati tra di noi per tutta la festa mentre chi non sapeva cosa stavamo dicendo ci guardava sbigottito.

Un tavolo diverso, invece, ha scelto di giocare l’ambientazione “L’isola della morte”

E’ stata scritta appositamente per la giornata pirata: Siete un gruppo di pirati, naufragati su un’isola sconosciuta, fuori dai bordi della Mappa. Verrete mai salvati ? Ritrovati ? Le vostre risorse sono la natura selvaggia dell’isola e quel poco che recuperate dal relitto della Cassa del Morto, il vostro vascello.”

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Il Capitano Gianluca Valli, nonché il Pirata dal tricorno più bello del galeone, mentre spiega le regole del gioco.

Che cosa è successo a quel gruppo pirata naufrago e vagabondo?

Sono riusciti a salvarsi dall’isola grazie a qualche aiuto oppure era un isola deserta? Perchè scoprire che cosa hanno fatto quando tu stesso puoi giocare a Dialect, creare o interpretare la tua avventura e dar luogo ad un nuovo linguaggio con i tuoi compagni di sventura!

Altri pirati, invece, hanno scelto perudo, un classico gioco pirata dove in palio non c’erano monete d’oro, ma una cosa molto più preziosa: il grog. In mezzo al mare, dove il tuo galeone è in preda alla furia della tempesta, il grog è l’unica ancora di salvezza per un pirata!

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Il cantante dei Black Sails era a bordo e ha deliziato la ciurma con la sua voce!

Ma non tutti i membri della ciurma avevano un animo calmo e pacato per rimanere seduti ad un tavolo, infatti alcuni hanno tirato fuori le spade, spavalderia e hanno cominciato a duellare!

Prima del calar delle tenebre, tutta la ciurma si è organizzata per poter affrontare la notte al meglio: fuoco e canti pirata. Ma il fuoco non era un mucchietto di legna lasciati a bruciare in solitaria, spire di fuoco e cerchi luminosi hanno cominciato a danzare. Un pirata, infatti, era un mangiafuoco!

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E’ stato un vero piacere essere un pirata del galeone di Convivio Ludico capitanato da Gianluca Valli e Lorenzo Negri! Arrrrhivederci e al prossimo ammutinamento!

Se vuoi conoscere meglio il Capitano Gianluca Valli, leggi anche: GDR e business, quando il gioco di ruolo incontra il lavoro.

Sara Zambon
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