Caparezza live al Rock In Roma – Photogallery e report

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Il 26 giugno 2026 Caparezza si è esibito al Rock in Roma. Le foto di Salvatore Marando:


Ieri sera l’Ippodromo delle Capannelle si è trasformato in un’esplosione di energia grazie a Caparezza, che ha riempito la grande arena rock con il suo pubblico entusiasta. Tra scenografie spettacolari, luci mozzafiato e ritmi travolgenti, l’artista ha regalato una performance indimenticabile. Dai brani storici alle nuove produzioni, il concerto ha saputo unire vecchi e nuovi fan in un’unica, pulsante atmosfera di gioia e partecipazione. La potenza scenica e la creatività di Caparezza hanno reso la serata un evento memorabile per tutti i presenti.

Per la sua sedicesima edizione il Rock in Roma si è trasformato per una notte in un pianeta pop tra “conscious rap” e fumetto che prende vita sul palco, e l’ha fatto col suo esponente più autoritario, l’iconico Michele Salvemini in arte Caparezza. Il 26 giugno, infatti, si è tenuto alle Capanelle di Roma, dopo 4 anni di attesa dall’ultimo tour, il suo concerto romano per il tour di “Orbit Orbit”. Ora andiamo in ordine, e sappiate che questo articolo non è adatto ai deboli di spoiler.

Una location ormai iconica dell’estate musicale italiana ormai, venerdì si è trasformata in una bolgia di adepti del sommo Capa, che tra realtà (il giusto)  e fantasia (tantissima) ci ha trasportato tutti per 2 ore e mezza circa sul suo pianeta.
Scattano le 22:15, il ragazzo si fa attendere il giusto, e la festa può cominciare. Fa il suo ingresso in grande stile, uscendo da una riproduzione del camper-navicella presente sulla copertina del suo ultimo lavoro, e via.
Si parte per un viaggio pop fluttuante, tra le note di “Orbit Orbit” e statue/strutture di cartapesta partorite dalla mente dello stesso Caparezza, e realizzate, come detto sul palco, da un laboratorio artigianale pugliese definita la “sua fabbrica di giocattoli preferita”,  hanno accompagnato i circa 26mila delle Capannelle.
Tra emozione, balli sfrenati, momenti di riflessione sul tempo e l’età che avanza, un non più tanto saltellante Michele Salvemini, ma sicuramente più riflessivo, ha tenuto incollato lo sguardo del pubblico, che per più di 2 ore ha dimenticato di stare a Roma con 40 gradi, e si è teletrasportato altrove. Un live come pochi in Italia, per contenuto emotivo, dialoghi e scenografie, il tutto magistralmente diretto da un mancato fumettista che ha deciso di disegnare con le parole, con la sua musica, e ancora oggi “è contento della scelta che ha fatto” cit. .

Ma non c’è tempo di commuoversi o pensare troppo durante il concerto, per quello ci sarà tempo dopo (NdR: come per me che ci sono voluti 4 giorni per capire realmente a cosa avessi assistito prima di scrivere in ritardo questo articolo; scusa mamma Shockwave).
Viene annunciato il bis senza troppe sceneggiate, ma ecco che a risalire sul palco non è subito Caparezza, bensì uno dei personaggi del suo ultimo fumetto: Magmarana. Per chi non ha ancora letto il fumetto, capolavoro, questo personaggio rappresenta il “vecchio” Caparezza, il suo alter-ego da affrontare.
Questo essere super energico comincia a saltare e a spronare il rapper a prendersi meno sul serio, e a non rinnegare il suo passato, sempre molto attivo a livello di tematiche importanti ma dai toni più “allegri”. Gli chiede esplicitamente di lasciare almeno per un attimo il “Capa Vecchio” per il “Vecchio Capa”, chiamando sul palco le personificazioni dei suoi album precedenti. Ecco che l’artista pugliese fa finalmente pace col suo passato, non lo rinnega, lo rivive con la una felicità nostalgica. Da questa nuova consapevolezza (ALLERTA SPOILER FINALE) si ottiene un mix di “Fuori dal tunnel”, “Vieni a ballare in Puglia” e “Jodellavitanonhocapitouncazzo” assurdo, intergenerazionele.


Come le storie migliori, anche di fantasia, arriva il momento di salutarsi e Caparezza non è banale neanche in questo. Arriva sul palco un’ostrica gigante da cui estrae una perla rossa, poi un’altra, e altre ancora per tutti i componenti della band. Il senso?

Emozionatevi, pensate, ballate, e se vi sentite persi cercate di esprimere la vostra arte, qualunque essa sia, perché è un momento davvero catartico per le persone. Come l’ostrica fate in modo che gli eventi brutti, le minacce, della vita non vi abbattano, bensì vi permettano di esprimere il vostro meglio, la vostra arte. Perlificate!
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