I grattacieli di basilico dei Settembre – Recensione

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Grattacieli di basilico è il disco d’esordio dei Settembre, duo di origine campane ma romano di formazione ed adozione in bilico tra cantautorato e bossanova.

Angela Cicchetti e Ivan Imperiali provengono dalla stessa regione, la Campania, ma si conoscono a Roma, dove formano la band prima di volare a Londra, dove fanno la gavetta suonando nei locali canzoni della tradizione cantautoriale italiana.

Il loro album d’esordio, I Grattacieli di Basilico, è un lavoro che si distacca dal mainstream musicale del nostro paese per affondare le viscere nel jazz e nella bossanova. Gli arrangiamenti sono delicati mettendo in evidenza la voce di Angela che scivola sinuosa sulle armonie arpeggiate alla chitarra o accennate al pianoforte da Ivan Imperiali.

L’album è stato scritto, prodotto e mixato interamente dal duo mentre il mastering è stato affidato a Julian Lowe, ingegnere dal ricchissimo curriculum proveniente dai celebri Metropolis Studios di Londra.

I Grattacieli di basilico
I Settembre

Il loro lavoro filologico su alcune sonorità della tradizione cantautorale italiana richiama progetti come quello degli Wow o a tratti alcune produzioni di Tosca e Nada. Tutti riferimenti musicali ben solidi per due artisti che hanno percorso tutte le tappe della crescita artistica che da un artista ci si aspetterebbe.

L’ascolto di Grattacieli di Basilico ci trasporta in una dimensione sospesa tra il sogno e la realtà

Un album scritto in quel tempo sospeso dell’alba e del tramonto, come l’inizio e la fine di una storia d’amore dove tutto può ancora succedere.

L’album che dura mezz’ora esce per Oltre Le mura Records ed è stato registrato al Red Temple Studio di Teggiano dallo stesso Ivan Imperiali.

Le canzoni raccontano di storie piccole che diventano universali, Le tue camicie, Due come noi, Luna e Luca, Lenzuola blu sono ottimi esempi della scrittura dei Settembre.

Il loro album ci porta su percorsi che molti artisti in questo momento storico avrebbero paura di prendere dal momento che le classifiche portano altrove, ma seguendo quelle strade ci si ritrova in luoghi che, una volta raggiunti, restituiscono esperienze rare.

Raffaele Calvanese
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