LIBERATO II: canta ancora, ecco il secondo album [Recensione]

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Il nove maggio non è una data come le altre, almeno per la musica italiana. Dal 2019 in poi, infatti, LIBERATO ha reso questa giornata speciale ed anche quest’anno non ha tradito le aspettative. E’ uscito stanotte, 9 maggio 2022, Liberato II, secondo album dell’artista napoletano.

L’attesa è durata tutto il giorno ma alla fine il cantante senza volto, che incarna la nuova wave napoletana, ha rilasciato il suo secondo album, intitolato semplicemente LIBERATO II. Sette tracce che riprendono il filo del suo primo disco e portano avanti la commistione tra elettronica e canzone neomelodica napoletana con sapienti dosi di citazioni prese direttamente dalla tradizione classica partenopea.

Il riorno di LIBERATO è accompagnato, manco a dirlo, da un video splendido di Francesco Lettieri. Il regista napoletano infatti è responsabile insieme al musicista della riscrittura dell’immaginario che ruota attorno al fenomeno LIBERATO, i due avevano collaborato anche per il film ULTRAS che ha intervallato i due album. Il video del primo singolo, richiama il mito della sirena Partenope che si innamorò follemente di un centauro di nome Vesuvio dando vita alla città di Napoli. Il video vede, con splendide ambientazioni e costumi settecenteschi, la partecipazione di Giacomo Rizzo e dell’attrice Tonia Laterza.

liberato ii recensione
LIBERATO II

Una città dunque fondata su un amore impossibile che LIBERATO racchiude nei suoi sette brani che collegano le origini con l’attualità, con i ritmi delle feste di paese che affondano nella cassa dritta di Cicerenella e Nunneover. Ogni video di LIBERATO II richiama le ambientazioni del palazzo reale di Napoli e le porta in una nuova storia. ‘Na storia ‘e ‘na sera e Guagliuncella napolitana sono una perfetta sintesi di come nelle canzoni del progetto di LIBERATO inglese, italiano e napoletano si fondono in un flusso unico di voce artefatta e liquida, capace di rimbalzare senza problemi su frenate ed accelerazioni elettroniche.

Anna è un piccolo capolavoro, la canzone richiama la leggenda fondativa di uno storico palazzo napoletano, appunto Palazzo Donn’Anna. La leggenda di Anna Carafa è molto conosciuta in città e racconta, manco a dirlo, la storia di un amore non corrisposto e di una fine violenta. Il palazzo resta incompiuto per la prematura morte di donna Anna appunto e in continua lotta con il mare che lo usura ma non lo abbatte. Anna Carafa, erede dei vicerè di Napoli è la protagonista stremata del video nel momento in cui si rende conto che il suo amato si è invaghito di un’altra.

Quello di LIBERATO è un progetto molto ambizioso, ricco di citazioni e più complesso di quanto potrebbe apparire in superficie. Il suo legame con la città lo rende multiforme e al contempo rassicurante. La sua musica ha allargato i confini del capoluogo campano espandendo il suo seguito in tutta Italia. Musicalmente il secondo album si dimostra in continuità con il primo e forse più omogeneo senza abbassare l’asticella della qualità. Il connubio con Lettieri contribuisce a fondere immagini e musica ed a rinsaldare il legame che rafforza entrambi. LIBERATO canta ancora, il nove maggio si conferma come un capodanno musicale per la città di Napoli e non solo.

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