Marlene Kuntz: 30 anni di Catartica. Conferenza del 4 marzo 2024

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La conferenza stampa per i 30 anni di “Catartica”, primo album dei Marlene Kuntz, alla sede della Universal Music di Milano, è stata un’immersione tra i cambiamenti musicali, sociali ed ideologici intercorsi dall’esordio della band ai giorni attuali.


La forza dei Marlene Kuntz corrisponde alla debolezza dell’epoca corrente: “I risultati di Catartica sarebbero impossibili al giorno d’oggi” analizza Cristiano Godano. “È stata una lenta progressione, molte band hanno colto il messaggio artistico nel tempo.”
Cristiano Godano e Simone Tesio, fondatori del gruppo, hanno presentato le attività connesse all’anniversario del disco, rispondendo alle domande dei giornalisti accorsi in una delle sale di Universal Music. Ci sarà la ristampa in formato CD, doppio LP e BOX DELUXE in edizione limitata e numerata, con anche un nuovo singolo “Fine Della Danza”, ed un tour che il 12 Marzo partirà da Livorno. “I sold out previsti riflettono un desiderio della gente”.

L’inizio della conferenza è dedicato al racconto degli esordi della band, dall’inserimento di Cristiano Godano, prima come chitarrista e poi come cantante, al primo contratto discografico grazie a Gianni Maroccolo, al Consorzio Suonatori Indipendenti e ad un concorso di Rock Targato Italia, dove arrivarono in finale. “Mi ricapita di riascoltare le registrazioni dell’epoca, eravamo molto bravi comunque eh”, sottolinea Simone Tesio, “isolati nella provincia di Cuneo, portando avanti le nostre idee, cercando di essere onesti con noi stessi”.
Le modalità di “fare musica” erano radicalmente differenti, quindi è inevitabile un confronto tra i due periodi.
Il ping-pong generazionale è stato costante e giustamente riproposto in tutte le sue forme:


“L’unica musica remunerata è quella mainstream, quella che va ad impattare centinaia di milioni di streaming, ma chi li fa? il 95% dei musicisti del pianeta produce musica gratuitamente”.

L’invettiva di Cristiano Godano fa eco all’opinione diffusa dilagante tra gli artisti nell’ultimo periodo. Da Ghemon a James Blake, molti musicisti stanno “denunciando” l’impossibilità di guadagnare con la musica, con un consequenziale appiattimento generale dovuto ad un necessario raggiungimento di numeri, stream e viralità.

marlene kuntz  catartica 2024

Cristiano Godano ne parla con lucidità, avendo vissuto i due differenti periodi musicali, non ha paura di sottolineare il disallineamento economico e creativo. Per questo, eventi come il Festival di Sanremo, diventano degli step imprescindibili se si vuole guadagnare qualcosa: “Di Sanremo ormai hanno bisogno tutti. Una volta Sanremo era molto snobbato, ora i tempi sono cambiati, c’è molto bisogno di Sanremo. Noi ci abbiamo provato due anni fa, come altri 400 gruppi. Ci provano tutti, è diventato l’unico modo per guadagnare qualcosa, l’unica possibilità di comunicare oltre i social”.
Cristiano Godano prosegue in maniera serafica, analizzando negativamente la deriva attuale del mondo social:

“I social sono disastrosi, una roba allucinante. Internet è un mondo magnifico, dimostra quanto la creatività umana abbia dei numeri pazzeschi per esprimersi, il problema è che l’umanità fa prevalere l’aspetto idiota e malevolo.”


Non è la classica risposta di rito, il leader dei Marlene Kuntz non vuole fermarsi all’apparenza, continua a cercare roba nuova “l’algoritmo non mi propone niente, anche se vorrei tanto conoscere nuove band italiane che fanno rock”, ad andare ai concerti “i Maneskin comunque spaccano i culi, li ho visti live e spaccano i culi” senza però trovare nulla di interessante nel “solco” musicale creato da loro, dagli Afterhours e dai Verdena.
Il trittico storico del rock italiano viene riproposto continuamente durante la conferenza.
Come se fossero le ultime ed uniche band italiane a flirtare con il mainstream riuscendo a non snaturare in alcun modo l’essenza della loro proposta musicale ed infatti, quando vengono chiesti “nomi nuovi”, è difficile per tutti trovare delle proposte credibili.

Catartica nasce in epoca Grunge, contestuale a “Nevermind” (il riff di “Smell like teen Spirit” mi sembrava banalotto, ma l’album è un capolavoro” C.G.) e viene riproposta in epoca di tormentoni estivi, con la stessa dignità musicale. Sopravvive nel tempo.


Questo anche grazie e soprattutto ai numerosi concerti della loro carriera.“Impossibile per noi suonare meno di un’ora e mezza, In questo tour proponiamo quasi tutto Catartica più tre pezzi de “Il Vile” e tre pezzi di “Ho ucciso paranoia”. Vogliamo portare la nostra rappresentazione degli anni 90’. Vogliamo fotografare un suono, un’atmosfera”.
Nel descrivere l’approccio live c’è stato spazio anche per:“il ricordo del concerto di Testaccio, suonavamo davanti a 10.000 persone, mi hanno anche rubato una pedaliera durante un cambio palco”.
Il tour di Catartica sarà anche un’occasione per ricordare Luca Bergia (qui la nostra intervista), fondatore ed ex batterista del gruppo, venuto a mancare lo scorso marzo.
Cristiano Godano infatti ha voluto precisare: “Noi dedicheremo il tour a Luca. Troverò un modo per sottolinearlo durante il tour. È stato Luca a volermi nei Marlene Kuntz, mi ha convinto definitivamente durante un concerto dei Public Enemy a Torino”.
Un ricordo malinconico, un ricordo ulteriore associato ad uno sfondo musicale che sottolinea l’attitudine viscerale di una band nata e vissuta con il bisogno di fare musica.

Ecco le date del tour per chiunque voglia vederli live:
CATARTICA 2024 “Complimenti per la festa! Una festa del cazzo”
DATA ZERO – 12 marzo – The Cage, Livorno
14 marzo – Alcatraz, Milano
15 marzo – Orion, Roma – SOLD OUT
23 marzo – Cso Pedro, Padova
5 aprile – Viper, Firenze
11 aprile – Hiroshima Mon Amour, Torino – SOLD OUT
12 aprile – Hiroshima Mon Amour, Torino- SOLD OUT
19 aprile – New Age, Roncade (TV)- SOLD OUT
20 aprile – TPO, Bologna – SOLD OUT
26 aprile – Demodè, Bari
27 aprile – Mamamia, Senigallia (AN)

“Per la data di apertura ci sarà anche Gianni Maroccolo?”


“Non so, lo abbiamo invitato ma è difficile smuoverlo. La montagna però è andata da Maometto, proprio sotto casa sua”.

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