Il valore dei ricordi: Un viaggio nella Memoria

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La memoria è in noi, è ciò che siamo. E’ figlia di una storia che si nasconde tra gli angoli del tempo: il frutto dell’esistenza.

“La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé.“ —  Oscar Wilde

Il valore dei ricordi: Un viaggio nella Memoria 1

Non si può ignorare tutto quello che è stato; costruire sé stessi mantenendo i ricordi rende umanamente consapevoli per il futuro, affinché non si ripetano i medesimi errori. Se dimenticassi l’esperienza del fuoco, del dolore che provoca a contatto con la pelle, molto probabilmente finirei per bruciarmi ancora.

Di fatto, la memoria è la porta d’ingresso dell’esperienza.

E’ il fatidico momento dove “scendiamo a patti” con le nostre sensazioni. Sforzarsi di dimenticare a tutti i costi mette in atto un lavoro che porta solo alla frustrazione. Ognuno di noi ha dei ricordi che scombussolano l’animo. Dimenticarli non farà meno male; solo in apparenza ci sentiremmo meglio ma nel profondo, sappiamo che l’unica via per sentirsi liberi è l’accettazione del dolore.

Accettare ed elaborare i lati negativi della nostra vita è tutt’altro che semplice; essendo per definizione un processo di “rigenerazione” dell’evento stesso.

Ma se ci fa male, vuol dire che è accaduto, perché siamo vivi. Non allontaniamolo dalla nostra mente, diamogli un nuovo valore, un nuovo luogo integrandolo in un modo nuovo nella nostra storia. Così come non possiamo ignorare la memoria individuale, non dobbiamo farlo con la memoria collettiva, ovvero  – secondo lo storico francese Pierre Nora

“L’insieme dei ricordi, più o meno conosciuti, di un’esperienza vissuta o mitizzata da una collettività vivente della cui identità fa parte integrante il sentimento del passato.”

L’apertura dei cancelli di Auschwitz, mostrò al mondo l’altra faccia dell’umano, ricca di oscure e terribili azioni; diventando così, il luogo simbolo della discriminazione e delle sofferenze perpetrate dai Nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il valore dei ricordi: Un viaggio nella Memoria 2

Il 27 gennaio serve a ricordare che ogni giorno esistono tante piccole discriminazioni verso chi ci sembra diverso da noi. La Giornata della Memoria ci ricorda che verso queste discriminazioni non alziamo mai abbastanza la voce e che spesso, per comodità e opportunismo, ci nascondiamo in quella che gli storici chiamano la zona grigia.

Si tratta di una zona della mente e del nostro comportamento, a metà tra il bianco e il nero, tra l’innocenza e la colpevolezza.  

Per evitare che una tragedia come quella dell’Olocausto si ripeta occorre ricordare e soprattutto comprendere. Uno strumento importante per farlo è quello di ascoltare la viva voce dei testimoni e di chi è stato direttamente coinvolto negli avvenimenti. Perché “quelli che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo.”

Un forte esempio di testimonianza del nostro tempo è la Senatrice Liliana Segre – oggi 90 enne –

“Non ho mai perdonato, come non ho dimenticato. Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza, e ci aiuta, in un modo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”

Il valore dei ricordi: Un viaggio nella Memoria 3

Bisognerebbe dunque, ricordarsi di non dimenticare. Praticare “l’arte della memoria”, è indispensabile per noi e per chi ci sarà dopo di noi.

Il mondo prosegue il suo infinito volteggiare, tanti eventi capiteranno e continueranno a capitare fino alla fine dei tempi. Ma finché ci sarà modo di raccontare, di accettare che una parte dell’uomo oltre che profondamente umana è profondamente oscura: non sarà tutto perduto.

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Erica Trucchia
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