Dopo due anni possiamo dire di aver visto un Gran Premio di Spagna più o meno emozionante. Una gara di grande Formula 1, che si è svolta tra strategie sempre incerte e tanti sorpassi (anche se sempre in un solo punto), nel frattempo la sfida al vertice si fa sempre più infuocata.
Il Gran premio di Spagna riaccoglie la Formula 1 con un nuovo layout, precisamente in curva 10 che riduce i punti di sorpasso da due ad uno (in curva 1), ma stranamente abbiamo assistito ad una gara “emozionate”, rispetto agli standard a cui ci ha sempre abituato il circuito di Barcellona. Un GP che inoltre possiamo definire da “vera Formula 1”, almeno quella moderna, strategie sempre incerte e rischiose, contornate da tanti sorpassi (spettacolari e non).
La Red Bull, purtroppo, dimostra ancora di non rendersi conto che si stia giocando il mondiale contro la Mercedes, e questo potrebbe regalarlo alla scuderia anglo-tedesca, a lungo andare. Nella lotta degli altri trionfa la Ferrari, sfiorando il podio (e da tifoso la delusione per averlo mancato, mi mancava molto), mentre la McLaren si è spenta, ma sappiamo tutti che non sia “per sempre”. Ancora più indietro abbiamo le “solite cose”, più o meno.
Il circuito di Barcellona è sempre stato considerato da “esame” per le scuderie, essendo una pista completa. Per questo oggi, non nominerò i piloti, ma le scuderie, prendendo comunque quelle principali
Red Bull – Wake Up (Rage Against The Machine): dopo quattro gare, in cui comunque si è dimostrata una scuderia capace di rompere il dominio Mercedes in Formula 1, mi viene comunque da dirgli, anzi, urlargli “sveglia”. E’ la seconda gara in cui regalano la vittoria non solo a Lewis Hamilton, ma anche alla Mercedes, che grazie ad esse prendono fiducia. Devono diventare cattivi, tutto il team.
Ferrari – Welcome to Paradise (Green Day): rispetto alla scorsa stagione, questa sembra essere il paradiso. Una Ferrari che cresce, il che è importante per la Formula 1, con due piloti di talento che danno tutto, cercando di portare a casa più punti possibili. La lotta è contro la McLaren ed Alpine, ed a differenza di come pensano in molti, è una cosa buona, essendo scuderie storiche. Non c’è bisogno di podi o vittorie per vedere il miglioramento in così poche gare.

McLaren – Salirò (Daniele Silvestri): la McLaren sembra che abbia completato quel percorso di rinascita cominciato nel 2018, ma in questa stagione di Formula 1 sembra che stia correndo con un solo pilota, Lando Norris, mentre Daniel Ricciardo rimane in attesa. Lotta con la Ferrari, facendo riaccendere quella che è definita la rivalità più duratura di sempre in F1.
Aston Martin – Capire un Errore (Fast Animals and Slow Kids): hanno cominciato un’altra stagione “comprando” una vecchia Mercedes, hanno preso un pilota come Sebastian Vettel (che anche se in fase calante rimane comunque un nome pesante), ma nulla, i risultati non arrivano. C’è da capire un errore? Oppure questa volta il piano “prendiamo una Mercedes” non ha funzionato?

Williams – La Guerra è Finita (Baustelle): per la Williams la guerra con le ultime posizioni sembra essere finita (già dallo scorso anno), almeno teoricamente. Infatti nel pratico non si concretizza abbastanza (anche se vedere George Russell in Q2 è diventata quasi una routine), c’è da migliorare sulla gara, anche se dopo il Gran Premio di Spagna sembra che si migliori piano piano anche durante la domenica.
Se il circuito di Barcellona è un esame per le scuderie, la prossima tappa nel calendario di questa stagione di Formula 1 sarà Monaco, un grande esame per i piloti
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