Il Silenzio degli Innocenti. Simbologia e thriller nelle parole di Thomas Harris

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La scrittura semplice ma raffinata, la simbologia utilizzata, la grande caratterizzazione dei personaggi: attraverso questi tre pannelli Thomas Harris compone il trittico “Il Silenzio degli Innocenti

Lo scrittore statunitense, grazie ad una dizione immediata, lascia una possibilità interpretativa sicura al lettore; i discorsi tecnico-professionali e la linearità del racconto generano un’emotività immediata nella persona che decide di assimilare questo romanzo. La struttura della Storia è molto semplice, nel senso che racchiude al suo interno i canoni tipici del racconto: un protagonista (Nel caso di questo romanzo una Signora Protagonista, Clarice Starling) che si avventura al di fuori del suo mondo accademico dell’FBI per combattere un’entità sconosciuta e malvagia in un mondo straordinario. Niente di narrativamente sofisticato.

Tuttavia lo scrittore, grazie al sapiente utilizzo di termini umanistici e scientifici inserisce con delicatezza il lettore all’interno di questa vicenda, trascinandolo successivamente, con cruda veemenza, in una classica lotta tra Bene e Male.

Il collante utilizzato per tenere insieme la Storia ed il lettore è l’altro protagonista: Hannibal Lecter

In Il silenzio degli Innocenti, il Dottore cannibale ha rappresentato una svolta nella composizione dell’archetipo del cattivo delle Storie: egli è l’unione nata tra il Male puro e sadico e la raffinatezza angelica, un assassino seriale internato in un manicomio che letteralmente si diverte a trascinare la mente di una persona, a sua discrezione, verso l’illuminazione o verso l’oblio. Il suo divertimento è controllare emotivamente chiunque, dal più vulnerabile vicino di cella al più potente direttore di una struttura. Il rapporto con l’agente Starling è un incontro/scontro tra il Bene e il Male, tra l’allieva e il suo maestro; questo conflitto freudiano genera un confronto tra due personalità completamente differenti.

Da una parte abbiamo Clarice Starling, studentessa FBI che cerca di lottare incessantemente contro l’oscurità per poter espiare un doloroso ricordo dell’infanzia, dall’altra parte il Dottor Lecter, psichiatra di fama mondiale che mangiava le sue vittime per eliminare chi secondo lui non era degno di stare a questo mondo. Dal primo momento del loro incontro, la raffinata struttura dei dialoghi si mescola sapientemente agli elementi simbolici del romanzo. Innanzitutto il titolo del libro prende il nome da un doloroso ricordo d’infanzia di Clarice: le grida degli agnelli destinati alla macellazione.

Lo straziante rumore attanaglia costantemente la mente dell’agente che non riesce a sentirsi in pace con sé stessa: secondo lei (E soprattutto secondo Hannibal), solo salvando la ragazza tenuta in ostaggio dal cattivo Buffalo Bill riuscirà finalmente a poter vivere in pace, facendo finalmente tacere gli agnelli, innocenti in un mondo brutale.

Il processo di espiazione ne Il Silenzio degli Innocenti gioca il ruolo fondamentale della motivazione all’azione, e la novità narrativa presente in questo romanzo è che questo processo è aiutato nell’essere messo in moto da un antagonista, ovvero il Dottor Lecter.

La simbologia tuttavia trova il suo apice nei continui rimandi alla letteratura e all’arte presenti nel libro

La messa in relazione, da parte di Lecter, del “Supplizio di Marsia” di Tiziano e lo scuoiamento delle vittime ad opera di Buffalo Bill è una trovata intelligente, perché riesce a dare, allo stesso tempo, una presentazione all’atto del nemico e una rappresentazione del carattere colto e spaventosamente razionale di Hannibal Lecter. Altro richiamo, ben più nascosto questa volta avviene alla fine dell’ultimo incontro tra il Dottore e l’agente Starling. Dopo tanti colloqui faccia a faccia tra i due Harris, attraverso Lecter, crea questo momento al di fuori del tempo dove, con il dito indice, riesce a toccare l’altro dito indice della mano di Clarice.

Il richiamo alla “Creazione di Adamo” di Michelangelo appare ora più reale, se si riesce ad avanzare il pensiero verso una chiave psicologica: in questo frame avviene una sorta di passaggio simbolico della Sapienza del Dottore, che trasmigra verso l’agente Starling grazie alla consegna del dossier su Buffalo Bill, che dona la forza necessaria alla protagonista per risolvere il Caso del romanzo.

Dopotutto Thomas Harris, in Il silenzio degli innocenti per poter delineare ogni singolo personaggio della vicenda, non ha lasciato nulla al caso

Ogni dettaglio è importante, come è importante pensare alla “finalità principale di ogni singola cosa”. Questa citazione dei Pensieri di Marco Aurelio racchiude la totale volontà dello scrittore di entrare sempre di più nel dettaglio letterario, come è voluto entrare sempre di più anche all’interno del lato scientifico. In questo caso si sta parlando della spiegazione tecnica della trasformazione della falena “Testa di morto” per poter parlare implicitamente della trasformazione desiderata da Buffalo Bill.

Proprio grazie a questi esempi si capisce come la caratterizzazione del personaggio non debba essere avulsa dal suo reale significato; è per questo che Il Silenzio degli Innocenti è un romanzo scorrevole e interessante: riesce, capitolo dopo capitolo, a unire tutte le tessere del puzzle in un ordine articolato ma semplice, dando complessità a tutti i personaggi che si incontrano durante la lettura: l’egocentrismo di Hannibal Lecter, la dedizione al lavoro di Jack Crawford, la superbia di Frederick Chilton, il potere della trasformazione di Jame Gumb.

Tutte queste caratteristiche faranno crescere l’agente Starling, che si vedrà obbligata ad evolversi in un ambiente ostile per poter finalmente, al termine della vicenda, di “Dormire profondamente e serenamente nel silenzio degli agnelli”.

Luca Bernardini

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1 commento su “Il Silenzio degli Innocenti. Simbologia e thriller nelle parole di Thomas Harris”

  1. Analisi talmente chiara, obiettiva e realistica che in due minuti mi ha fatto ripercorrere l’intero racconto in maniera totale e viva.
    Bravo

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