A distanza di oltre quattro secoli dalla sua morte, Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio, continua ad esercitare un fascino magnetico su pubblico e critica. Lo conferma lo straordinario successo della mostra Caravaggio 2025. Dopo aver conquistato oltre 400 mila visitatori, le Gallerie Nazionali di Arte Antica hanno annunciato una proroga della mostra allestita a Palazzo Barberini che chiuderà i battenti il 20 luglio.
Curata da Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon, l’esposizione – realizzata in collaborazione con la Galleria Borghese, con il supporto della Direzione Generale Musei, Ministero della Cultura e col sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo – offre un’occasione irripetibile per (ri)scoprire l’intensità e la rivoluzione pittorica del maestro lombardo, attraverso un percorso che intreccia arte, storia e inquietudine. Tra chiaroscuri teatrali e sguardi penetranti, ogni tela restituisce l’urgenza di un uomo in perenne fuga, ma sempre fedele alla verità della sua visione.
«Il primo pittore dell’età moderna»

Caravaggio nasce a Milano nel 1571. Le notizie sulla sua giovinezza sono scarse; sappiamo solo che nel 1584 la madre lo affida alla bottega di Simone Peterzano, pittore manierista e allievo di Tiziano.
Le sue tracce riemergono nel 1595, quando arriva a Roma. Dopo un iniziale periodo di difficoltà, si fa notare vendendo quadri a basso costo e ottiene una collaborazione significativa con Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino. In questo contesto incontra il suo primo importante mecenate, il cardinale Francesco Maria del Monte.
La sua ascesa è rapida: Caravaggio diventa presto una figura di spicco nel panorama artistico romano. Proprio quando si trova all’apice del successo, un evento tanto tragico quanto imprevedibile segna per sempre il suo destino: durante una partita di pallacorda ferisce a morte Ranuccio Tomassoni ed è costretto a fuggire. Trova rifugio prima presso i Colonna nel Lazio, poi a Napoli, quindi a Malta, dove nel 1607 viene nominato Cavaliere dell’Ordine. Tuttavia, una rissa lo conduce in prigione e, dopo una fuga rocambolesca, riprende il suo vagabondare tra la Sicilia e Napoli.
Nel 1610, ricevuta la notizia della grazia papale, si mette in viaggio verso Roma. Ma non arriverà mai a destinazione: morirà a Porto Ercole, all’età di 39 anni.
Il percorso espositivo

Luci soffuse e un allestimento essenziale esaltano l’eccezionale nucleo di dipinti autografi esposti a Palazzo Barberini. Strutturato nell’arco di quattro sale, troppo piccole per lo straordinario afflusso di visitatori, le Gallerie Nazionali di Arte Antica hanno realizzato un itinerario che permette ai visitatori di immergersi nell’universo caravaggesco attraverso un connubio di opere raramente accessibili al pubblico e sorprendenti scoperte recenti.
Un’occasione unica e imperdibile per ammirare da vicino 23 capolavori provenienti da importanti istituzioni museali come la Santa Caterina del Museo Thyssen-Bornemisza, la Marta e Maddalena del Detroit Institute of Arts, il Martirio di sant’Orsola della Collezione Intesa Sanpaolo: tutte opere che, per la prima volta, saranno visibili fianco a fianco.
Tra i lavori in mostra spiccano il doppio Ritratto di Maffeo Barberini, riportato alla luce ad oltre 60 anni dalla sua riscoperta e l’Ecce Homo, oggi al Museo del Prado di Madrid, realizzato per la prima volta con l’assenza di un modello.
Le didascalie minuscole posizionate in penombra impediscono di godersi appieno l’esperienza di una mostra senza precedenti, difficoltà che si può superare scaricando l’audioguida direttamente sullo smartphone tramite l’applicazione Audio Culture.
Accostando le opere più celebri a dipinti meno noti, ma non per questo di minore importanza, l’esposizione nasce con l’ambizione di proporre una nuova e approfondita lettura della rivoluzione artistica e culturale del Maestro, mettendo in luce l’innovazione che Caravaggio seppe introdurre nel tessuto artistico, religioso e sociale della sua epoca.
Il meglio di Caravaggio a Roma

La mostra Caravaggio 2025 è aperta al pubblico dal lunedì al mercoledì dalle 9 alle 22 e dal giovedì alla domenica dalle 9 alle 24. Dal 7 luglio il percorso espositivo rimarrà pressoché invariato, fatta eccezione per I Musici, che farà ritorno al Metropolitan Museum of Art di New York, come concordato in precedenza. La prevendita dei biglietti è già attiva e gli appassionati, con l’acquisto di un biglietto speciale, possono approfittare della possibilità di visitare gli ambienti del Casino Boncompagni Ludovisi al cui interno è custodito l’unico dipinto murale attribuito al Merisi.
Meritevole di una visita anche la basilica di Sant’Agostino che conserva la Madonna dei Pellegrini anche se Caravaggio deve la sua fama a due commissioni di rilievo: le Storie di San Matteo custodite nella chiesa di San Luigi dei Francesi e i dipinti della cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo. Opere che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte e nell’immaginario collettivo e che hanno contribuito alla definitiva affermazione di Caravaggio.
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