Saranno cinque i film italiani in concorso a Venezia 78. Sorrentino, Mainetti, Martone, Frammartino e i Fratelli D’Innocenzo concorreranno per il Leone d’Oro.
Annunciata la line up della 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in diretta streaming con il presidente della Biennale Roberto Cicutto e il direttore della Mostra Alberto Barbera.
Sono cinque i titoli italiani selezionati in Concorso a Venezia 78: “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino, “Qui rido io” di Mario Martone, “Il Buco” di Michelangelo Frammartino, “Freaks Out” di Gabriele Mainetti e “America Latina” dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo.

“Da ragazzi, il futuro ci sembra buio. Barcollanti tra gioie e dolori, ci sentiamo inadeguati. E invece il futuro è là dietro. Bisogna aspettare e cercare. Poi arriva. E sa essere bellissimo. Di questo parla ‘È stata la mano di Dio’. Senza trucchi, questa è la mia storia e, probabilmente, anche la vostra”. Paolo Sorrentino
“‘Freaks Out’ nasce da una sfida: ambientare sullo sfondo della pagina più cupa del Novecento un film che fosse insieme un racconto d’avventura, un romanzo di formazione e – non ultima – una riflessione sulla diversità. Per farlo ci siamo avvicinati alla Roma occupata del 1943 con emozione e rispetto, ma allo stesso tempo abbiamo dato libero sfogo alla fantasia: sono nati così i nostri quattro freak, individui unici e irripetibili, protagonisti di una Storia più grande di loro”. Gabriele Mainetti
“Per tutta la vita il grande Eduardo De Filippo non volle mai parlare di Scarpetta come padre ma solo come autore teatrale. Quando suo fratello Peppino lo ritrasse spietatamente in un libro autobiografico, Eduardo gli levò il saluto per sempre. Venne intervistato poco tempo prima di morire da un amico scrittore: ‘Ormai siamo vecchi, è il momento di poterne parlare, Scarpetta era un padre severo o un padre cattivo?’. La risposta fu ancora sempre e solo questa: ‘Era un grande attore’. ‘Qui rido io’ è l’immaginario romanzo di Eduardo Scarpetta e della sua tribù”. Mario Martone
“Per usare un termine cinematografico, potremmo dire che le grotte costituiscono un fuori campo assoluto, anche perché la notte eterna che regna al loro interno sembrerebbe quanto di più ostile alla macchina da presa. Eppure, chi ama il cinema sa bene che il fuori campo, l’invisibile, rappresentano la sua ‘sostanza’ più profonda. Mi colpisce la coincidenza che Speleologia, Cinema e Psicoanalisi abbiano il loro battesimo nella stessa data, il 1895”. Michelangelo Frammartino
“‘America Latina’ è in Concorso al Festival di Venezia. Grazie al direttore Alberto Barbera e ai selezionatori della Biennale. Grazie a chiunque abbia lavorato a questo film. Siete voi il motivo per il quale tentiamo, cerchiamo, guardiamo”. Fratelli D’Innocenzo
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