Walt Disney: figura iconica nell’industria dei media e dell’intrattenimento

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Padre fondatore della Walt Disney Company e di Disneyland, cineasta, disegnatore, produttore cinematografico e magnate dei media, Walt Disney è stato pioniere dei film d’animazione, contribuendo a rendere fiorente la settima arte.

Figura iconica dell’intrattenimento del ventesimo secolo, Walt Disney, con il suo numerosissimo staff, ha creato personaggi famosi dei cartoni animati, come Topolino – per molti il suo alter ego – e Paperino. Durante la sua vita, ha ricevuto un record di ben 59 nomination per gli Academy Awards, vincendo 22 premi Oscar. Nel 1956 ha vinto anche il David di Donatello per il miglior produttore straniero per Lilli e il vagabondo.

Walt Disney biografia

Walter Elias Disney, conosciuto semplicemente come Walt Disney, è nato il 5 dicembre 1901 a Chicago. I suoi genitori erano di origine tedesca, inglese e irlandese. Quando era ancora bambino, la famiglia Disney si trasferì tra Marceline nel Missouri, Kansas City, dove da giovane sviluppò un interesse per l’arte, così si iscrisse prima al Kansas City Institute e successivamente al Chicago Art Institute. Divenne il fumettista per la rivista scolastica. Quando l’America si unì alla prima guerra mondiale, Walt abbandonò la scuola e cercò di arruolarsi nell’esercito. Fu rifiutato perché minorenne, ma in seguito fu in grado di unirsi alla Croce Rossa e alla fine del 1918 fu mandato in Francia per guidare un’ambulanza.

Nel 1919, tornò a Kansas City dove ottenne una serie di lavori, prima di trovare sbocco nella sua area di maggiore interesse: l’industria cinematografica. Stava lavorando per la società di pubblicità di Kansas City Film, ricevendo l’opportunità di iniziare ad occuparsi del campo relativamente nuovo dell’animazione, usando il suo talento da fumettista. Il successo delle sue prime vignette gli permise di fondare il suo studio intitolato Laugh-O-Gram. Tuttavia, la popolarità delle sue vignette non è stata eguagliata dalla sua capacità di gestire un’attività redditizia. Così, a causa degli alti costi di manodopera, la ditta fallì. Dopo il suo primo fallimento, decise di trasferirsi a Hollywood, in California, che ospitava la crescente industria cinematografica americana. Questa sua capacità di superare le avversità era una caratteristica significativa della carriera di Walt Disney.

“Tutte le avversità che ho avuto nella mia vita, tutti i miei problemi e ostacoli, mi hanno rafforzato… Potresti non rendertene conto quando succede, ma un calcio nei denti potrebbe essere la cosa migliore del mondo per te”.

La storia di Walt Disney

Con suo fratello Roy, Walt fondò un’altra compagnia e cercò un distributore per il suo nuovo film “Alice Comedies”, basato sulle avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie. Nel 1927, lo studio Disney fu coinvolto nella produzione di successo di “Oswald the Lucky Rabbit”, distribuito dalla Universal Pictures. Tuttavia Walt non fu in grado di trarre profitto da questo successo, respingendo un’offerta dalla Universal e tornò a lavorare da solo.

Fu proprio in questo momento che creò il personaggio Mickey Mouse (in origine chiamato Mortimer Mouse). I cartoni animati di Topolino con colonne sonore divennero molto popolari e cementarono la crescente reputazione e forza della Disney Productions. L’abilità di Walt Disney è stata quella di dare ai suoi cartoni credibili caratteristiche di vita reale. Sono stati abilmente rappresentati e hanno catturato l’immaginazione del pubblico attraverso il suo uso pionieristico di storie edificanti e caratteristiche morali.

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Nel 1932 vinse il suo primo Academy Award come “migliore cortometraggio con i cartoni animati come tema”. Nello stesso anno ha anche vinto uno speciale premio Oscar per Topolino. Nel 1933, sviluppò il suo cartone animato di maggior successo di tutti i tempi “The Three Little Pigs” (1933) con la famosa canzone Whose Afraid of the Big Bad Wolf.

Nel 1934, Walt Disney iniziò il suo progetto più ambizioso. Voleva realizzare un lungometraggio animato di “Biancaneve e i sette nani”. Molti si aspettavano che fosse un fallimento commerciale. Ma, usando nuove tecniche di ripresa, la produzione è stata accolta con recensioni positive. Ci sono voluti quasi tre anni di lavoro – uscito nel 1937 dopo che la Disney aveva finito i soldi. Ma la grande approvazione dalla critica lo ha reso il film di maggior successo del 1938, guadagnando ben 8 milioni di dollari nella sua prima uscita. Il film ha avuto valori di produzione molto alti, ma ha anche catturato l’essenza di una fiaba sul film per la prima volta. In seguito Walt Disney ha scritto che non avrebbe mai prodotto film per la critica, ma per il pubblico in generale. A chi affermò che le sue produzioni erano un po’ banali, rispose:

“Tutto ok. Sono banale. Ma penso che ci siano solo circa cento e quaranta milioni di persone in questo paese che sono altrettanto sdolcinate quanto me”.

Quel che è certo è che la Disney ha sempre avuto una grande capacità empatica, una capacità di sapere ciò che il pubblico amava vedere.

Dopo il successo di ”Biancaneve e i Sette Nani”, lo studio ha prodotto diverse altre animazioni di successo, come “Pinocchio”, “Peter Pan”, “Bambi” e “Il vento tra i salici”. Dopo l’entrata degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale nel 1941, questa “età dell’oro” dell’animazione svanì e lo studio lottò mentre realizzava film di propaganda non redditizi.

Nel 1941, la Disney ha anche dovuto affrontare un grande sciopero dei suoi scrittori e animatori. Questo sciopero ha lasciato un marchio indelebile su Walt Disney che in seguito sarebbe diventato un membro di spicco dell’organizzazione anticomunista “Motion Picture Alliance for the Preservation of American Ideals” (anche l’organizzazione di destra era considerata antisemita). Tuttavia, negli anni ’50, Disney prese nettamente le distanze dalla Motion Picture Alliance for the Preservation of American Ideals, anche perché era spesso associato alla filosofia anti-lavoro e antisemita che esprimeva. Quel che è certo è che Disney non era antisemita, ma un sostenitore dei repubblicani, anche se non era particolarmente coinvolto in politica. Inoltre, Walt Disney credeva nei benefici di un approccio religioso alla vita, anche se non andava mai in Chiesa e non piaceva agli insegnanti ipocriti. Rispettava le altre religioni e manteneva una ferma fede in Dio.

Dopo una piccola parentesi politica, torniamo ora alla sua professione.

Durante la guerra, c’era molta meno richiesta di animazione dei cartoni animati. Bisognò aspettare la fine degli anni ’40 perché la Disney recuperasse parte del suo splendore e del suo successo. La Disney finì in quegli anni la produzione di ”Cenerentola” e anche di ‘‘Peter Pan” (che era stato accantonato durante la guerra). Negli anni ’50, la Walt Disney Productions iniziò anche ad espandere le sue operazioni in film d’azione popolari. Hanno prodotto numerosi film di successo, come ”Treasure Island” (1950), ”20, 000 Leagues Under the Sea” (1954) e ”Pollyanna” (1960).

Con un’altra innovazione tecnologica, lo studio creò uno dei primi spettacoli specificamente per bambini: ”The Mickey Mouse Club”. Walt Disney tornò persino in studio per fornire la voce. Negli anni ’60, l’Impero Disney continuò a espandersi con successo. Nel 1964, hanno prodotto il loro film di maggior successo “Mary Poppins”.

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Walt Disney: la nascita di Disneyland

Alla fine degli anni ’40, Walt Disney iniziò a costruire piani per un enorme parco tematico. Walt Disney volle che il parco a tema fosse come un qualcosa che non sia stato mai creato sulla terra. In particolare, voleva che fosse un mondo magico per i bambini e circondato da un enorme treno. Disney ha avuto un grande amore per i treni sin dalla sua infanzia, quando ha visto regolarmente i treni passare vicino a casa sua. Dopo diversi anni di pianificazione e costruzione, Disneyland aprì i cancelli il 17 luglio 1955.

“A tutti coloro che vengono in questo posto felice: benvenuti. Disneyland è la tua terra. Qui l’età rivive bei ricordi del passato e qui i giovani possono assaporare la sfida e la promessa del futuro. Disneyland è dedicato agli ideali, ai sogni e ai fatti concreti che hanno creato l’America con la speranza che sarà fonte di gioia e ispirazione per tutto il mondo”.

Il successo di Disneyland ha incoraggiato Walt a prendere in considerazione un altro parco a Orlando, in Florida. Nel 1965 fu progettato proprio un altro parco a tema. Walt Disney morì di cancro ai polmoni il 15 dicembre 1966. Era stato un fumatore accanito per tutta la vita. Dopo la sua morte, suo fratello Roy tornò a guidare la Disney Company, ma la compagnia perse la direzione e il genio di Walt Disney. Gli anni ’70 furono un periodo relativamente incolto per la compagnia, prima di un rinascimento negli anni ’80, con una nuova generazione di film, come “Who Framed Roger Rabbit” (1988) e “The Lion King” (1994).

Articolo apparso inizialmente su Inside Music Italia, a firma della sottoscritta.

Isabella Insolia
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