Deejay On Stage 2020: intervista al vincitore Cristiano Turrini

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Il giovane cantautore romano Cristiano Turrini si è aggiudicato la vittoria del contest Deejay On Stage 2020, il prestigioso contest musicale di Radio Deejay che va in scena ogni estate a Riccione. A premiare il vincitore è stato Linus, direttore editoriale di tutte le emittenti del gruppo Gedi.

La vittoria è andata alla canzone di Cristiano Turrini “Kuala Lumpur”, una ballad evocativa e coinvolgente in cui l’incontro tra le sonorità occidentali e quelle asiatiche dà vita ad un sound caldo e ricercato, che strizza l’occhio al mondo chillout. 

Cristiano descrive così la sua canzone: “Kuala Lumpur” racconta un vano tentativo di fuga dal ricordo di una storia d’amore finita ancora prima di nascere, attraverso un viaggio nei generosi scenari della splendida capitale malese. È un respiro a pieni polmoni, per abbassare il volume dei pensieri e cercarsi altrove.”

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Deejay On Stage Cristiano Turrini

Ciao Cristiano, siamo molto contenti di poter fare una chiacchierata con te! Qual è il tuo ricordo più bello della tua esperienza a Deejay On Stage?

Il Deejay On Stage è stato un bellissimo evento che mi ha dato l’occasione di competere e confrontarmi con altri bravissimi artisti dai più svariati background e generi, spronandomi a mettere in gioco il meglio di me. Mi sono sentito nella “palestra dei grandi”: è stato per me un onore e un orgoglio anticipare su quel palco artisti del calibro di Mahmood e Gabbani.

Ho avuto la fortuna di non vivere questa esperienza da solo ma con il mio staff dell’etichetta discografica Cantieri Sonori. Marco Canigiula e Valeria Leo, oltre che team di lavoro anche amici, mi hanno accompagnato in tutte le tappe e sapere di stare su quel palco con loro lì mi ha dato una carica pazzesca.

Avevamo dei piccoli riti che abbiamo portato avanti per tutte le giornate a Riccione come parcheggiare sempre allo stesso posto, ascoltare durante i viaggi da Roma a Riccione sempre le stesse canzoni e poi tantissime risate. E poi non dimenticherò mai i complimenti ricevuti da Linus sia sul palco ma soprattutto nel backstage…un grande sogno!

Quale pensi sia il punto di forza del tuo nuovo singolo, “Kuala Lumpur”?

Credo sia l’aver confluito più cose insieme, da un testo che possa parlare a tutti ad una sonorità non riconducibile ad altri Ho sempre dato importanza alla mia vocalità dati gli studi che ho fatto e le conoscenze tecniche acquisite. Se prima però basavo tutto sulla tecnica vocale, oggi il mio approccio parte dai testi a da quello che voglio comunicare a chi mi ascolta. In Kuala Lumpur ho cercato di confluire il genere soul/r&b, che mi rappresenta con arrangiamenti pop per arrivare ad un testo più quotidiano quasi indie e che riesca a parlare a tutti.

Quali cover hai portato al contest? Perché hai scelto proprio quei due brani?

Le due cover che ho portato sul palco del Deejay On Stage sono state “Next To Me” e “Fai Rumore”. Ho fatto diversi concorsi nella mia carriera da performer e la scelta nasce dalla volontà di far vedere più sfaccettature della mia formazione artistica ma anche la mia vocalità cercando di diversificare gli stili: il brano in inglese “Nex To Me” dallo stile pop e dal tiro più moderno, per poi scegliere una ballad “Fai Rumore” di Diodato che potesse coinvolgere ed emozionare il pubblico.

Come hai vissuto il giorno dopo la finale di Deejay On Stage? Ti sentivi diverso rispetto al giorno precedente?

Mi sento sempre lo stesso. Vincere un contest così importante è stato molto bello, ancora più bello sentire il mio brano in rotazione su radio Deejay. Il giorno dopo la vittoria di Deejay On Stage siamo rientrati a Roma e nonostante fosse domenica, con il mio team, ci siamo catapultati in studio a lavorare.

Come è nato il singolo “Kuala Lumpur”? In quanto tempo l’hai scritto? 

E’ stato scritto in una giornata di lavoro. “Kuala Lumpur” nasce in un momento importante del mio percorso, in cui ero alla ricerca di un’identità artistica sempre più definita e in equilibrio tra il mercato discografico e la mia vocalità. Come di consueto ero in studio con il mio amico e produttore Marco Canigiula e, guardando un video su YouTube, ci siamo lasciati catturare dai generosi scenari della Malesya.

Nasce così l’idea di voler ambientare “la fine di una storia d’amore” nella meravigliosa cornice della capitale malese. Hanno preso parte alla produzione importanti musicisti: Jacopo Carlini (piano), Davide Gobello (chitarre), Matteo Carlini (basso) e Skywalker. Ognuno di loro ha reso tutto questo possibile.

Con che genere di musica sei cresciuto? Quali sono gli artisti che ascoltavi quando eri più piccolo?

Il mio modello principale tecnico e di espressione è Stevie Wonder. Per quanto riguarda il panorama italiano mi hanno sempre affascinato i Negramaro sia per quanto riguarda gli arrangiamenti che per la scrittura dei loro testi. Mi piacciono anche Marco Mengoni.

E ora ascolti la stessa musica?

Ascolto molta musica e di ogni genere. Per fare questo mestiere è importante non chiudersi solo in quello che pensiamo possa appartenerci ma ascoltare più cose possibili per trovare la propria essenza.

Come ti vedi tra dieci anni?

Sempre con un microfono in mano

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Far arrivare la mia musica ad un pubblico sempre più vasto, in tour in giro per l’Italia, e non sono.

Un consiglio ai giovani ragazzi che vogliono fare musica?

Per costruire una credibilità artistica ci vuole tanto lavoro e il consiglio che mi sento di dare a chi si affaccia a questo mondo è quello di studiare, affidarsi ad un team di professionisti e soprattutto non arrendersi alle prime difficoltà.

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Cristiano Turrini Deejay On Stage

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