Giancane, Gli Ultimi e 1789: live report del concerto al Villa Ada Fest

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Al Villa Ada Festival va in scena una serata nel segno della scena musicale romana. Dal cantautorato ironico e rock di Giancane al punk de “Gli Ultimi”, passando per l’indie del gruppo emergente 1789.

Un’altra serata di musica live al Villa Ada Festival che si svolge sul laghetto del parco romano. C’è il cantautorato rock di Giancane, con i suoi testi ironici e taglienti, il punk de Gli Ultimi ed infine l’indie degli emergenti 1789. Un live che è anche l’occasione, per molti che non conoscono del tutto il cantautore romano e la band punk di Roma, di andare oltre i loro brani usati per la colonna sonora della serie di successo di Zerocalcare uscita su Netflix.

Quella al Villa Ada Festival è una serata che si rivela essere un raduno di chi, negli anni, ha sempre supportato la scena musicale romana, seguendo da sempre Gli Ultimi ma soprattutto Giancane, artisti che hanno a loro volta si conoscono da tempo e lo dimostrano sul palco

Ad aprire la serata sono i 1789, una band emergente che però si dimostra preparata ai concerti di grande portata e che riesce comunque a convincere un pubblico non proprio adatto al loro genere. A seguire è il turno della prima band tanto attesa, Gli Ultimi, che davanti alla loro gente mettono in scena un live fantastico portando sul palco alcuni ospiti come il frontman dei Plakkaggio per “Ragazzo malato” o lo stesso Giancane.

Dopo di loro è il turno dell’headliner della serata, ovvero Giancane, che fin dall’inizio del live mette in scena un concerto nel quale riesce a coinvolgere l’intero pubblico. Un solista che però non lascia nell’ombra la band che lo accompagna lasciandogli anche dello spazio, come nel momento in cui il chitarrista della band, Alessio Lucchesi si cimenta in due cover: prima “La Crisi” dei Blu Vertigo e poi, durante il bis, “L’amour Toujours” di Gigi D’Agostino.

Giancane

La scaletta che Giancane porta è un viaggio tra molti dei suoi vecchi successi, come “Hogan Blu” messa all’inizio del live ed “Ipocondria” quasi a fine della prima parte del concerto. Ci sono però anche delle sorprese, per la precisione due: la prima è l’inedito, con tanto di annuncio di registrazioni del nuovo album, un nuovo brano di cui una parte sarà presa proprio dal live al Villa Ada Festival e poi la nuova versione “punk” della grandiosa “Vecchi di Merda” che purtroppo però non convince abbastanza.

Un concerto, quello al Villa Ada Festival, che ha soddisfatto e che dimostra quanto gli artisti che ne hanno preso parte non abbiano bisogno di chissà quale pubblico per avere successo, perchè esso lo si vede già da quanto la loro gente gli voglia bene

Marco Mancinelli
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