Ketama126: il live report del suo concerto a Villa Ada

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Al Villa Ada Festival 2022, nella particolare cornice del lago di Villa Ada, arriva Ketama126 con la sua tappa di Roma per il tour promozionale del suo ultimo album, uscito a giungo: Armageddon.

Quello andato in scena ieri sera al lago di Villa Ada è stato il mio primo concerto di Ketama126, un’artista che ho imparato, più o meno, ad apprezzare in studio ed ho sfruttato il live al Villa Ada Fest per capire quanto il rapper romano ci sapesse fare live. Nel frattempo il suo ultimo album, Armageddon, stranamente, non sta riscuotendo molto successo e magari proprio grazie ai concerti potrebbe trovare rivalsa.

Un’ora di concerto in cui Ketama126 da priorità ai pezzi presenti in Armageddon come l’apertura con “Intro (Nati per vincere)” e le altri canzoni dell’album come “Ragazzi Fuori”. Non mancano comunque le vecchie glorie come “Love Bandana” con cui il pubblico si infiamma e “Pantani”. Presenti al live ovviamente ospiti che sono stati fondamentali per la carriera di Kety, come Pretty Solero ma soprattutto Franco126 con cui esegue “Dimenticare” e “Stay Away”.

La poca esperienza di Ketama126 per il live davanti al grande pubblico si fa vedere e sentire. Un live che, pur essendo promozionale, non rende giustizia a quello che è l’artista

A differenza del Ketama126 in studio quello in live si dimostra essere totalmente il contrario soprattutto per quanto riguarda le sensazioni. Poco più di un’ora di live che non rende giustizia ad un’artista che di certo non può dire di non avere abbastanza materiale discografico per fare un minimo un’ora e mezza di concerto. Certo, è normale che si dia priorità al nuovo disco, Armageddon, ed il minimo indispensabile, probabilmente, era cercare di fare più nuove canzoni possibili di un album che non sta, purtroppo, non sta riscuotendo molto successo.

Ketama126

Al Villa Ada Festival 2022 dunque va in scena un concerto anonimo da parte di Ketama126 che paga la sua poca esperienza in ambito live davanti al grande pubblico. Inoltre, altro aspetto negativo, la non presenza di una band con cui il rapper romano fece alcuni concerti prima della pandemia abbassa il livello delle esibizioni, visto che, l’artista, fu uno dei primi trapper a portare con se degli strumenti musicali sul palco riuscendo ad essere il più “naturale” possibile.

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