Marco Masini live al Teatro Augusteo di Napoli

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Ieri – martedì 22 novembre – è partito dal Teatro Augusteo di Napoli il tour di Marco Masini in occasione dei suoi trent’anni di carriera!

T’innamorerai di noi – Oltre 30 anni insieme è il nome del tour con cui Marco Masini festeggia i suoi primi 30 (+2) anni di carriera e in effetti il concerto che l’artista fiorentino ha tenuto ieri al Teatro Augusteo di Napoli – primo appuntamento di una lunga tournée in giro per tutta l’Italia – ha ripercorso in lungo e in largo tutta la discografia del cantautore per un totale di due ore di musica e parole.

La rinomata venue ha registrato il tutto esaurito, segno che la voglia di ripartire è tanta, come sottolinea spesso, anzi quasi sempre tra un pezzo e l’altro lo stesso Masini, in particolar modo per anticipare “Che giorno è“, uno dei primi brani in scaletta, uno dei suoi ultimi successi con i quali ha partecipato più o meno recentemente a Sanremo, così come la seguente “Il confronto“.

Ma del resto è impossibile non pensare alla kermesse canora quando si parla di Marco: nel 1990 sul palco dell’Ariston, infatti, il suo primo vero e proprio successo, “Disperato“, mentre nel 2004 la meritatissima vittoria con “L’uomo volante“, entrambe eseguite in questo primo blocco di live.

Lo show prosegue piuttosto spedito, anche a causa della presenza di ben due medley in setlist: se proprio bisogna trovare un pelo nell’uovo, magari sarebbe stato piacevole ascoltare canzoni come “Ti vorrei” e “Principessa” in versione integrale, ma il repertorio è davvero vasto ed è impossibile accontentare proprio tutti tutti.

Dopo un lunghissimo stop forzato dai doverosi ma fin troppo meticolosi ringraziamenti a band, staff, organizzatori locali e nazionali, fino ad arrivare persino a sponsor e merchandising, ecco che arriva il grande attesissimo finale con tre delle hit più famose di Marco Masini, ovvero l’immancabile “T’innamorerai” e le colorite “Bella stronza” e “Vaffanculo” intonate a squarciagola da tutto il pubblico quasi come fossero una sorta di urlo liberatorio!

Lorenzo Scuotto
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