Rhapsody of Fire: Glory For Salvation [Recensione]

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Il nuovo album dei Rhapsody of Fire, Glory For Salvation, rappresenta il secondo capitolo della Nephilim Empire Saga, cominciata nel 2019 con l’uscita di The Eighth Mountain, Ricordo che inoltre, questa saga, è la prima non scritta dall’ormai ex-chitarrista Luca Turilli.

Dopo l’uscita di Fabio Lione dai Rhapsody of Fire sembrava che la band dovesse cominciare cadere nel dimenticatoio visto che era appunto uscito uno dei “membri storici” della band, ma nel 2019, con l’uscita di The Eighth Mountain ed all’entrata in band del nuovo front-man, Giacomo Voli (che sembra sostituire alla perfezione Lione), il gruppo power metal italiano per eccellenza ha trovato nuova linfa vitale, ed il fandom ha ripreso fiducia nei loro confronti.

Con Glory For Salvation i Rhapsody of Fire abbiamo il secondo capitolo della Nephilim Empire Saga, che nel primo capitolo, arrivato nel 2019 con l’album The Eighth Mountain, aveva visto Kreel completare le sette, devastanti, sfide. Ora che è anche tornato nella sua forma umana cercherà vendetta, arrivando, così, alla gloria per la salvezza. Inoltre questa è la prima saga della band power metal italiana non scritta dall’ex chitarrista Luca Turilli, sembra promettere bene.

I Rhapsody of Fire cercano di continuare a tracciare quella linea positiva cominciata nel 2019. Con Glory For Salvation c’è solo da riconfermarsi rispetto al precedente album, senza fare passi da gigante vari

A presentare il secondo capitolo della Nephilim Empire Saga ci pensa “Son of Vengeance”, non proprio il classico brano power metal veloce, ma pur essendo molto lenta presenta molte caratteristiche del genere, dalla presenza dei tanti cori epici alle le orchestrazione che la fanno da padrone, il tutto ovviamente condito da vari riff di chitarra precisi e potenti. La seconda traccia, “The Kingdom of Ice”, è completamente diversa dalla prima, è il classico pezzo power metal che al suo interno presenta vari cambi di sonorità, soprattutto tra le strofe in cui la linea vocale segue alla perfezione le orchestrazioni ed il ritornello dove è la velocità a dominare il pezzo.

Glory For Salvation

La title-track “Glory for Salvation” possiamo definirla come il vero pezzo dei Rhapsody of Fire, abbiamo tutto quello che ci si aspetta dalla power metal band italiana: cori che si uniscono alla linea vocale, batteria veloce, un riff di chitarra tagliente ed un suono di basso messo quasi al massimo. Prima di continuare con le altre tracce c’è “Eternal Show” un breve pezzo in cui Giacomo Voli si “improvvisa” voce narratrice accompagnata dalla chitarra, il tutto si unisce a “Terial The Hawk”, un pezzo fortemente folk che unito alle sonorità metal della band ci riporta quasi alle sue origini.

Le tracce sono le classiche dei Rhapsody of Fire, ed in Glory For Salvation troviamo tutte le caratteristiche che hanno reso storica la power metal band italiana, anche le tracce lunghe e le varie “sperimentazioni”

Sul lato delle classiche sperimentazione dei Rhapsody of Fire abbiamo “Maid Of The Secret Sand” dalle sonorità medio-orientali, seguita poi da “Abyss of Pain II” che è la traccia più lunga di Glory For Salvation. Un singolo in cui troviamo sempre un po’ di tutto, ma che risulta comunque interessante, come per esempio le parti in cui Giacomo Voli passa da linee vocali pesanti e potenti a parti liriche cantante in italiano, inoltre nell’intro ci si ricollega all’inizio del precedente album, The Eighth Mountain.

Glory For Salvation

Non sarebbe un album power metal senza una ballad, ed i Rhapsody of Fire scelgono “Magic Signs” come power ballad, tutto molto sul classico, dal ritornello preceduto dal classico arpeggio della chitarra in clean, alla linea vocale molto estesa vocalmente. All’interno di Glory For Salvation troviamo due versioni di questa traccia, in italiano ed in spagnolo (intitolate rispettivamente “Un’Ode Per l’Eroe” e “La Esencia De Un Rey”. Questo secondo capitolo termina con “Chains Of Destiny”, una traccia che ci riporta al passato sound della power metal band italiana e ci lascia con una domanda di cui troveremo la risposta nel terzo capitolo, ovvero: l’eroe Kreel riuscirà a vedere avverarsi il proprio destino?

Non proprio un capolavoro, anzi, ma Glory For Salvation dei Rhapsody of Fire è il giusto lavoro per continuare il lavoro positivo cominciato nel 2019, insomma, i fan apprezzeranno

Di certo non si poteva pretendere che i Rhapsody of Fire facessero uscire l’album power metal del secolo o dell’anno, fanno il minimo indispensabile continuando, con molta attenzione, a non sbagliare e così, con Glory For Salvation si continua, diciamo, la striscia positiva cominciata nel 2019 che gli permette di ricevere fiducia dai propri fan. Unica pecca è il non avere un minimo di riassunto narrativo di quello che è successo nel primo capitolo, sarebbe stato giusto, anche nei confronti di chi, magari, ha sentito solo questo di album. Potrebbe essere un grande aiuto anche per portare a se nuovi fans.

Glory For Salvation
Marco Mancinelli
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