Neon Noir, Ville Valo: recensione

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Neon Noir è il nuovo album solista di Ville Valo, noto per essere il vocalist e fondatore degli HIM: è in uscita il 12 Gennaio 2023 per Spinefarm. E’ stato anticipato dal singolo The Loveletting.

Ville Valo, nome che potrebbe sembrare un nome d’arte ma è in realtà quello reale, è noto a tutti gli amanti del metal dei primissimi anni ’00. L’avventura artistica degli HIM, band fondata e incarnata proprio da Valo, è stata fondamentale per formare un’intera generazione di amanti della musica: l’estetica decadente, algida, morbosa, del love metal si è fatta strada in sottoculture giovanili – e ancora mi capita di fischiettare In Joy and Sorrow. L’influenza della dolcezza, dell’apertura al sentimento da parte di un uomo etero, alla tenerezza, parte integrante della poetica della band finlandese, hanno ridirezionato in modo drammatico il trend misogino e violento del metal nordico tutto: gli HIM sono arrivati, con il loro funerale del cuore, esattamente al momento giusto. La bellezza androgina stessa di Valo – un personaggio che, in quegli ambienti distanti dal pop, non si era mai visto – si avvicina più a quanto messo in scena da Bowie, od oltreoceano, che alle borchie, catene, petti villosi dei metallari europei.

Sebbene se ne parli al passato, l’ego artistico di Ville Valo è più vivo che mai. Voce scurissima e sensuale, sebbene non capaci di particolari dinamismi, ha saputo scegliersi la propria nicchia espressiva. Ed è così dal lontano 1997, anno di Greatest Love Songs Vol. III, primo LP degli HIM; ed è così nel 2023, all’uscita di Neon Noir.

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Ville Valo, 2022

Lo stile compositivo di Ville Valo non è cambiato. In Neon Noir la melodia la fa da padrona, così come la voce da basso del cantante: si tratta di una collezione di dodici ottime canzoni, nulla di più. Il che non è necessariamente un male, tutt’altro. Come già detto, Valo ha saputo scegliersi la propria nicchia. La intro Echolocate your love è un’energica ballad come tante ne ha composte in carriera, sebbene la produzione risulti estremamente ben fatta, composta da suoni rotondi, bassi avvolgenti ed il giusto dinamismo – insomma, se MTV ancora esistesse come ai suoi grandi fasti, sarebbe potuta essere un’altra Wings of a Butterfly. La seguente Run Away From the Sun è uno struggente ed emozionante invito a fuggire in una dimensione migliore: la voce è protagonista e attrice quasi unica. L’oscurità melanconica, ma energica, e non catchy e facilona come in alcuni degli ultimi lavori degli HIM escludendo Venus Doom, è presentissima anche nella title track e nella bellissima Heartful of Ghost – proprio in quest’ultima pare sentire più un lavoro di squadra che solista, e si dota anche di un’eccellente sound design che si installa su qualcosa che potrebbe più appartenere alle Heart o a Bryan Adams. La componente synth è peraltro abbondante nel love metal di nuova generazione, adeguandosi allo standard attuale che caratterizza tutta la scena: The Foreverlost è un buon esempio di electroballad, così come la successiva Baby Lacrimarium, che però possiede la tenerezza di tante delle primissime composizioni del finlandese. La gioiosa In Trenodia – in greco, orazione funebre – è forse il miglior brano di Neon Noir: l’onestà intellettuale raggiunta da Valo è espressa tutta qui, in un motivetto catchy , e nella voce nerissima sospesa su un ottimo soundscape goth. La suite di chiusura. Vertigo Eyes, di quasi otto minuti, è un interessante viaggio sonoro nell’intera galassia del love metal, un graziosissimo ensemble della teoria sonora e morale dell’uomo Ville Valo – gradevole, in particolare, l’ending in interferenza simulata.

Siamo nel 2023, Ville Valo, ancora bellissimo, si è finalmente disintossicato dall’alcol, ha quarantasette anni e non ha paura di mostrarli tutti. Neon Noir è un album onesto, diretto, e prodotto di un’ottima penna non affatto arrugginita, come certa stampa vorrebbe mostrare; il divo darkettone è cresciuto, artisticamente e personalmente, ha contribuito a formare una generazione, ma non ha intenzione di fermarsi. La data di Vienna è già sold out: ci vediamo l’anno prossimo, Ville.

Giulia Della Pelle
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