21 anni fa vidi un ragazzo buttarsi da una scogliera insieme alla sua band. Da allora quasi niente è stato come prima. Comprai quel disco a scatola chiusa. Bastava Why Does It Alway rain on me, il singolo che fece conoscere a me ed a gran parte del mondo i Travis, band scozzese guidata da Fran Healey. A distanza di altri dischi e singoli di successo planetario, i Travis tornano con un album che ripesca dalle radici e si intitola 10 Songs.
Fran Healey ha dichiarato a proposito di questo album ” mi piace pensare che una persona abbia scritto dieci canzoni in un ‘epoca storica in cui si impiegano dieci persone per scriverne una sola“. Questa dichiarazione è un po’ la metafora di quello che rappresentano band come i Travis nel panorama musicale internazionale.

Forse senza i Coldplay, i loro figliocci, i grandi stadi sarebbero stati i loro, e invece la carriera della band scozzese si è mossa sempre nelle strade battute dagli underdog, anche se nel loro caso si tratta pur sempre di outsider di successo che hanno messo a segno varie hit internazionali.
10 Songs ci riavvicina alla forma canzone nel senso più artigianale del termine. I suoni sonno caldi e le melodie sempre riconoscibili. La voce di Healey si muove sinuosa e calda rassicurando l’ascoltatore.
Un album del genere non è per chi cerca la sperimentazione. Piuttosto queste dieci canzoni sono per chi vuole cantarle dall’inizio alla fine, per chi le vuole tenere nel lettore della sua auto al ritorno verso casa, da cantare col proprio partner in una domenica di sole autunnale rubando l’ultimo mare della stagione.
I Travis forse non si butteranno più da quella scogliera ma le loro canzoni sono ancora in grado di farci sporgere da quei dirupi che tutti ci portiamo dentro, ed a volte anche grazie a canzoni come quelle della band scozzese riusciamo a guardare dritti negli occhi.
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