A partire da domenica 30 marzo, su Rai 1 andrà in onda per quattro prime serate una nuova serie tv destinata a conquistare il pubblico: «Costanza» è un progetto ambizioso e ben riuscito, che mescola con sapienza melodramma e giallo. Coprodotta da Rai Fiction e Banijay Studios Italy, si tratta dell’adattamento del romanzo «Questione di Costanza» scritto da Alessia Gazzola.
Messinese di nascita e veronese d’adozione, l’autrice amatissima de «L’allieva» ha scelto proprio la città dell’amore per ambientare le vicende di Costanza Macallè, giovane madre single di Flora e paleopatologa (la paleopatologia è la scienza che studia malattie del passato esaminando resti umani) che, grazie ad un assegno di ricerca, si trasferisce a Verona.

«L’idea ha iniziato a prendere forma mentre guardavo il Tgr del Veneto – svela la scrittrice – un team di paleopatologi giunto a Verona per ricostruire le vicende di Cangrande della Scala. Il passo successivo è stato assicurarmi che nessun romanzo fosse stato scritto se questa branca della medicina sconosciuta ai più».
Massimo Del Frate, produttore di Banijay, sottolinea la costanza e la volontà che hanno caratterizzato la realizzazione di questo progetto: «È partito da lontano e, negli anni, si è arricchito di nuovi valori e personalità. Passione e creatività sono stati il nostro motore». Alla regia ritroviamo Fabrizio Costa che ha saputo intrecciare con maestria due storie parallele, distanti 800 anni l’una dall’altra eppure accumunate da affinità profonde.
Miriam Dalmazio, la Nina della fiction «Studio Battaglia», interpreta la protagonista «Non avevo mai provato prima la sensazione di sentirmi tanto aderente a un personaggio: siciliana, 30 anni, capelli rossi, madre», spiega l’attrice. La sua è una figura unica nelle sue scelte: sa essere assolutamente normale e allo stesso tempo fuori dagli schemi. Complice il trasferimento vive un’evoluzione profonda, passando da una chiusura verso il pubblico maschile a una riscoperta della sensualità e della passione, elementi che si riflettono anche nel suo lavoro.
Verona infatti è anche la città in cui vive il padre di Flora, Marco – interpretato da Marco Rossetti, che di recente abbiamo avuto modo di apprezzare in serie come «Doc» e «Blackout» – architetto di successo ignaro dell’esistenza di sua figlia. Marco, dal canto suo, è un uomo che ha costruito attorno a sé una corazza di perfezione, destinata a sgretolarsi nel momento in cui deve fare i conti con il primo vero amore e l’inaspettata paternità.

Accanto ai protagonisti, spiccano personaggi come Ludovico (Lorenzo Cervasio), un giovane appassionato di filologia che sa essere presente e di sostegno senza risultare invadente, e l’affascinante Federica, interpretata da Giulia Arena, la cui relazione con Costanza va oltre il classico ruolo di antagonista. Il suo personaggio, infatti, si rifiuta di entrare in dinamiche di rivalità, scegliendo invece di proteggere Flora, complicando ulteriormente la posizione di Marco. Completano il cast Eleonora De Luca, Franco Castellano, Caterina Shulha e Davide Iacopini.
Uno degli elementi più affascinanti della serie è la commistione tra passato e presente. Mentre cerca un difficile equilibrio tra la vita privata e un lavoro impegnativo, Costanza affronta l’incarico da cui dipende il suo futuro professionale: ricostruire la storia di Selvaggia di Staufen (Bianca Panconi), figlia illegittima di Federico II di Svevia (Kaspar Capparoni), i cui resti sono stati ritrovati nei pressi del suggestivo Castello di Montorio. Man mano che le ricerche procedono, Costanza dà voce alle avventure di Selvaggia attraverso un podcast in cui narra un mistero che si tinge di sfumature da thriller storico.
Oltre all’intreccio narrativo, la serie affronta temi di grande attualità tra cui la precarietà della ricerca accademica, la fuga di cervelli dal Sud al Nord e la solidarietà tra donne. La mancanza di fondi per la ricerca scientifica si riflette nelle scelte dei personaggi, mentre il confronto tra i diversi modi di vivere le relazioni amorose crea una scala di grigi che ben rappresenta la complessità della vita reale.
Con un mix riuscito di colpi di scena, commedia romantica e riflessione storica, «Costanza» si preannuncia come un appuntamento imperdibile per gli amanti del genere.
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