Esplodere per liberarsi, l’urlo della Tundra.

| |

OhDio è il nuovo disco della Tundra, la Band Pisana ritorna a dare alle stampe un album a cinque anni di distanza dal loro primo lavoro. Il disco esce per Edac Music Group ed è distribuito da Believe Italia.

Qual è quella sensazione che ci fa arrivare a fine giornata spossati e con l’amaro che risale su per la gola. Quell’idea di aver dato tutte le nostre energie per uno scopo che non ci appartiene. Quel tipo di malessere che ci fa pensare di essere intrappolati in un sistema che si prende il meglio delle nostre possibilità restituendoci solo briciole di vita, di gioia e di soddisfazione. Ebbene, questo miscuglio amaro e incandescente è racchiuso dentro OHDIO, il nuovo disco della Tundra.

La band alternative-rock di Pisa nata nel 2019, trova nella dimensione live la sua forma più congeniale. Nel corso degli anni pubblica l’EP Tundra e il disco Nuvole rosa, ragni e guai (2021), arriva in finale a 1M NEXT, vince Arezzo Wave Toscana e portando la sua musica in tutta Italia. Nel 2024 entra in studio con Giulio Ragno Favero per registrare OHDIO, secondo album che segna il passaggio a sonorità post-punk più definite, pubblicato a marzo 2026 e anticipato dai singoli PadroneZero catene e Milioni.

Undici brani, 33 minuti e 22 secondi, che iniziano con la noia e finiscono con un funerale. In mezzo: macchine, case, lavoro, nemici, Dio e soprattutto quella sensazione costante di essere sempre un passo indietro rispetto a ciò che si desidera davvero. 

È la stessa band a raccontarci cosa ha mosso la loro voglia di mettere in musica questo tipo di sensazione “Oh Dio” per noi sono due parole perfette per riassumere i temi del disco.  Le abbiamo fuse in una singola parola, per schiacciarne l’intonazione, per non avere vie di fuga: perché nel tempo di un respiro si riassuma la reazione a quel casino che ci rende disperati e immobili, rassegnati.

Esplodere per liberarsi, l'urlo della Tundra. 1

Un album che raccoglie l’urgenza propria dei live della band: suonare per trasformare la tensione in energia condivisa. La musica come rito distruttivo e catartico, come transizione dal buio alla luce. Un lavoro rumoroso, di dinamiche che esplodono e poi si ritraggono, che prende la frustrazione e la restituisce amplificata, senza mediazioni né filtri. Non cerca risposte né offre consolazioni: alza la voce, si irrigidisce, resta addosso. Chiede solo di essere attraversato, dall’inizio alla fine. È una musica che non predica resilienza né invita a guardare il bicchiere mezzo pieno, ma accetta rimpianti e rabbia come parte integrante dell’esperienza umana. Una chiamata implicita all’ascoltatore: sfogarsi insieme.



La Tundra con OhDio intercetta un malessere generazionale condiviso da gran parte del mondo, basta vedere i movimenti sociali e di opinione nati in particolar modo dal Covid in poi. Il quiet quitting o le grandi dimissioni, giusto per citarne due, sono facce della stessa medaglia che è catturata nella musica dell'ultimo lavoro della band di Pisa. Un discorso che si sviluppa in musica ma che esce dal disco per arrivare alle persone passando dall'energia sprigionata sul palco, nessuno di questi pezzi può essere efficace senza l'altro. Ciò ribadisce quanto la musica sia un mondo da tenere insieme a tutto il resto che la circonda, esattamente come ha fatto la Tundra nel suo ultimo lavoro.
Raffaele Calvanese
Previous

Fulminacci al Palapartenope di Napoli – Photogallery

Annibale, manuale d’istruzioni per imparare a lasciare andare.

Next

Lascia un commento

Wordpress Social Share Plugin powered by Ultimatelysocial