Formula 1 d’autore: pagelle del GP di Ungheria

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La Formula 1 arriva in Ungheria, a Budapest, all’Hungaroring, come terza tappa del mondiale. Un’altra gara noiosa, con l’unico “colpo di scena” arrivato prima dell’inizio della gara. Per il resto molti piloti hanno corso nell’anonimato, anche quelli che nelle prime due gare ci avevano sorpreso.

Sembrava che potesse essere una gara divertente quella di Formula 1 in un’Ungheria visto che sul circuito di Budapest nella mattinata era scesa molta pioggia. Ma ci sono voluti pochi giri, il tempo che molti piloti passassero alle gomme da asciutto, per far sì che la gara diventasse la solita, noiosa, gara, dominata dalla Mercedes senza troppe emozioni nel resto della griglia. Quindi preparatevi, ci sarà molto poco da dire.

Lewis Hamilton (Mercedes) – Domination (Pantera): gara dominata, ancora, non mi ero neanche accorto che si fosse fermato ai box per quanto andasse forte.

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Max Verstappen (Red Bull) – Fortunate Son (Creedence Clearwater Revival): ok, di tutti i “botti” che ha fatto Max Verstappen in Formula 1 quello che ha “messo in scena” oggi, prima della gara, durante il giro del Warm-Up, è quello che mi ha fatto rimanere più “scandalizzato”. Ma è fortunato, e riesce ad arrivare secondo con un pezzo della macchina riparato letteralmente con il nastro adesivo.

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Valtteri Bottas (Mercedes) – Con Passo Pesante (Folkstone): mentre il suo compagno di squadra volava, Bottas sembrava non averne. Certo, rimane sempre lì, a giocarsi la vittoria. Un passo “pesante”, che almeno in questa occasione, è stato il risultato di una partenza sbagliata.

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Lance Stroll & Sergio Perez (Racing Point) – Our Truth (Lacuna Coil): di solito non faccio mai il complottista, cerco sempre di ragionare e di non farmi prendere da teorie complottistiche, ma in nel caso della Racing Point, beh, non si può scappare, soprattutto se ci si trova davanti all’evidente Mercedes del 2019. Ed è incredibile come davanti a certe evidenze si è comunque dovuti arrivati ad un reclamo da parte di un team (Renault). La verità la sappiamo tutti e probabilmente non verrà mai fuori, uccidendo una stagione di Formula 1 finita già dall’inizio.

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Alexander Albon (RedBull) – 90MIN (Salmo): non sono proprio 90min, ma gli applausi gli si devono fare lo stesso. Una grande rimonta, messa in ombra dal secondo posto del compagno di squadra con la macchina “rotta”.

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Sebastian Vettel & Charles Leclerc (Ferrari) – Io Mi Rompo i Coglioni (Bugo): e cosa si dovrebbe dire davanti ad una cosa del genere? Davanti ad una macchina che non va e per un bel po’ di giri rimane dietro e poi arriva dietro ad una Haas? Davvero ragazzi, per questa stagione è finita senza che sia cominciata la stagione. Ci vediamo nel 2021.

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Daniel Ricciardo (Renault) – Good Times (Ghali): una gara finita come doveva finire visto il mezzo a disposizione.

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Carlos Sainz & Lando Norris (McLaren) – Catene (The Zen Circus): McLaren un po’ incatenate durante la gara.

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Kevin Magnussen (Haas) – The Miracle (Queen): è successo il miracolo, una Haas a punti anche se penalizzata. Incredibile, soprattutto dopo una partenza in cui tutte e due le auto sono rimaste in zona podio.

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Daniil Kvyat (AlphaTauri) & Esteban Ocon (Renault) – Ghost (Slash ft. Ian Astbury): dei fantasmi in giro per l’Hungaroring.

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Kimi Raikkonen & Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo) – Cosa Succede in Città (Vasco Rossi): sta sicuramente succedendo qualcosa in casa Alfa Romeo, soprattutto davanti ad un Kimi che per la prima volta Formula 1 (a prescindere da penalità e cose varie), parte ultimo.

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Romain Grosjean (Haas) – Sincero (Bugo ft. Morgan): non voglio essere sincero, sarei troppo cattivo.

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George Russell (Williams) – Domani (Articolo 31 ft. Paolo Folli): io spero sempre in un domani della sua Williams a punti, soprattutto vedendo le prestazioni in qualifica.

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Nicholas Latifi (Williams) – Abitudine (Subsonica): non riesce ancora ad abituarsi alla Formula 1.

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Pierre Gasly (AlphaTauri) – Fight Fire With Fire (Metallica): il team sembra aver combattuto il fuoco con il fuoco, finendo molto male.

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Marco Mancinelli
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