Il 7 ottobre viene rilasciata su Netflix la terza e ultima stagione di Derry Girls, commedia di Lisa McGee riguardante la situazione in Irlanda del Nord negli anni 90.
Purtroppo si è arrivati alla conclusione di questa commedia familiare; Erin, Michelle, Claire, Orla e James però non sembrano essere cambiati, ritrovandosi sempre in qualche sventura ma riuscendo sempre (o quasi) a scamparla. E se siamo abituati alle solite dinamiche non possono che continuare i battibecchi tra nonno Joe e Gerry.
In questo finale di stagione, mentre tutta l’Irlanda del Nord si prepara a votare per L’accordo del Venerdì Santo, i protagonisti compiono diciott’anni, così, il 10 aprile 1998, hanno potuto far parte della storia del loro paese. La volontà dei personaggi, quella di voler dare un cambiamento al proprio futuro, è stata lasciata in mano a Ian McElhinney con un commovente discorso su un mondo che vuole migliorare, andando incontro all’ignoto. Lui, nonno Joe, che un futuro ormai lo ha avuto non può far altro che accompagnare i protagonisti di Derry Girls a costruire il loro di futuro.

Soprattutto a Derry, la vita in quegli anni non è stata facile, infatti la città tra il 1969 e il 1972 si dichiarò zona chiusa dalle forze britanniche.
Ed è proprio a Derry che avvenne Bloody Sunday. In seguito nella Maiden City le violenze andarono ad attenuarsi fino a metà anni 90, anni in cui si trovano i nostri protagonisti. Ma gli anni 90 sono percettibili anche grazie alle colonne sonore presenti in Derry Girls: dai Cranberries, alle Spice Girls sino a Fatboy Slim, al quale sarà dedicata anche una puntata.
Sicuramente la riuscita di Derry Girls è dovuta alla leggerezza e a una realtà che a Derry non eravamo abituati a vedere: la classica vita degli adolescenti, pronti a mangiarsi il mondo tra una delusione d’amore e un brutto voto a scuola, facendoci dimenticare per un secondo la dura realtà che la città offriva in quel periodo, e a volte affrontandola anche con sfacciataggine.
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