Addio a Gigi Proietti, simbolo di leggerezza e carisma dello spettacolo italiano

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Nel giorno del suo compleanno, che sempre aveva trattato con grande ironia, ci lascia tragicamente Gigi Proietti, attore e “mattatore” dello spettacolo italiano

Volto tra i più famosi del teatro e della televisione italiana, si è spento nella nottata di oggi 2 novembre 2020 dopo essere stato ricoverato in terapia intensiva in seguito a gravi problemi cardiaci. Massimo riserbo da parte della famiglia che non ha fatto trapelare ulteriori indiscrezioni.

“Che dobbiamo fa, la data è quella che è, il 2 novembre”

ironizzava sul giorno del suo compleanno l’attore romano, a conferma di una leggerezza e ironia che, nel tempo, erano stati tratto distintivo e unico tanto dei suoi personaggi quanto del “Luigi” della vita di tutti i giorni.

Studente di giurisprudenza in giovane età, l’estro artistico di Gigi Proietti emerse fin da subito con i suoi impegni prima con la musica e poi con il teatro, dove trovò il successo e l’iniziazione lavorando con il gruppo sperimentale di Calenda con cui salì sul palco per spettacoli come Il Mercante di Venezia, Le Mammelle di Tresia e Il Misantropo di Molière.

Negli anni 70 farà invece il suo debutto nei cinema da protagonista con film come Gli ordini sono ordini (1970), Meo Patacca (1972), Conviene far bene l’amore (1975). Non solo cinema, però, nella sua carriera. Di fatto l’eclettico Gigi Proietti durante la sua carriera fu capace di comparire, oltre che tra i palchi teatrali e gli schermi cinematografici, persino sul piccolo schermo sia da attore che da conduttore (Fantastico 4, 1983) mostrandosi come un’artista completo, duttile ed in grado di portare le sue qualità artistiche attraverso ogni medium della recitazione.

Nel 2003 da una sua idea nasce il Silvano Toti Globe Theater, palco che nel verde di Villa Borghese a Roma imita il Globe Theater Londinese e che vedrà lo stesso Gigi Proietti come suo direttore per un lungo periodo

Si spegne così, nella giornata di oggi, il volto di Gigi Proietti, simbolo di quella Roma “leggera e ironica”, volto che con il suo “cinismo alla romana” ha invaso e portato qualità per ben 50 anni su palchi, grandi e piccoli schermi senza soluzione di continuità, divenendo un vero e proprio “mattatore” della scena italiana non che uno degli emblemi maggiori dell’intrattenimento “all’italiana” di qualità.

Leggi anche: Perché della cultura non possiamo farne a meno (Link)

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