Da Scorsese alla Aniston – Le dichiarazioni che hanno infastidito il mondo Marvel

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Nelle ultime settimane alcune dichiarazioni negative sui film del mondo Marvel hanno scosso non solo i fan, ma anche gli addetti ai lavori. Cerchiamo quindi di fare chiarezza per capire se davvero siano nati degli attacchi a questa realtà o se, semplicemente, esista una situazione di equivoci e di scambi di significati, veicolati a volte da una fanbase fin troppo sensibile a determinate critiche.

Iniziamo perciò analizzando le frasi di Jennifer Aniston. L’attrice, intervistata da Variety per parlare del suo ritorno nel mondo delle serie televisive, in una lunga serie di domande in grado di spaziare da Friends al movimento MeToo, ha espresso una critica al cinema attuale, che vi riportiamo in originale

Why did you decide to return to TV?
It wasn’t until the last couple of years when these streaming services were just sort of exploding with this amount of quality that I actually started to think, “Wow, that’s better than what I just did.” And then you’re seeing what’s available out there and it’s just diminishing and diminishing in terms of, it’s big Marvel movies. Or things that I’m not just asked to do or really that interested in living in a green screen.
The movie business has changed dramatically.
It’s changed so much. I think we would so love to have the era of Meg Ryan come back. I just think it would be nice to go into a movie theater, sit cozy. I think we should have a resurgence. Let’s get the “Terms of Endearment” back out there. You know, “Heaven Can Wait,” “Young Frankenstein,” “Blazing Saddles,” “Goodbye Girl.”

A una lettura attenta si nota come la critica dell’attrice non sia diretta al mondo Marvel in sé per sé, quanto ad un sistema cinematografico che vede l’assenza di produzioni di altro tipo. Dire “Marvel” diventa, in senso iperbolico, parlare non solo di film supereroistici, ma anche dei vari action movie dove il green screen ha un ruolo decisamente importante. Parlare di impoverimento del cinema, per la Aniston, è riferirsi alla diminuzione di altre tipologie di produzioni, per questo cita e spera in un ritorno di film nello stile che ha reso celebre la commedia, come Frankenstein Junior e altre pellicole.

Da Scorsese alla Aniston - Le dichiarazioni che hanno infastidito il mondo Marvel 1

Differente è invece la situazione delle dichiarazioni di Martin Scorsese. Il regista, produttore e attore ha infatti parlato più volte dell’argomento nelle scorse settimane, andiamo perciò a vedere le dichiarazioni più interessanti. Alla domanda se avesse visto film Marvel, il cineasta ha risposto così

I tried, you know? But that’s not cinema.
Honestly, the closest I can think of them, as well made as they are, with actors doing the best they can under the circumstances, is theme parks. It isn’t the cinema of human beings trying to convey emotional, psychological experiences to another human being.

Una dichiarazione molto forte e netta, in primis per la definizione di “non cinema”, e in seconda battuta per definire questi film come incapaci di veicolare emozioni verso le altre persone. Le parole di Scorsese hanno scatenato non solo le ire dei fan, ma anche delle risposte tutt’altro che concilianti da parte di personaggi legati a questo mondo, come James Gunn. Il regista di Guardiani della Galassia ha infatti risposto su Twitter

Martin Scorsese is one of my 5 favorite living filmmakers. I was outraged when people picketed The Last Temptation of Christ without having seen the film. I’m saddened that he’s now judging my films in the same way. That said, I will always love Scorsese, be grateful for his contribution to cinema, and can’t wait to see The Irishman.

Per Gunn quindi l’errore di Scorsese è di voler giudicare dei film, diversi tra loro e appartenenti solo allo stesso genere, senza averli visto, dando quindi un giudizio che diventa un vero e proprio pregiudizio, bollando tutto ciò che viene prodotto nel mondo Marvel come “non cinema”.

Da Scorsese alla Aniston - Le dichiarazioni che hanno infastidito il mondo Marvel 2
Mandatory Credit: Photo by Buckner/Variety/REX/Shutterstock (7734764an) Director Martin Scorsese ‘Silence’ film premiere, Los Angeles, USA – 05 Jan 2017

Mentre la marea della polemica è salita, coinvolgendo suo malgrado anche Jennifer Aniston, di cui abbiamo parlato poco sopra, Scorsese ha rilasciato altre dichiarazioni in grado di infiammare gli animi. Durante la conferenza stampa di The Irishman, il suo prossimo film, Scorsese ha avuto modo di rispondere a domande sul tema Marvel, ancora così caldo

It’s not cinema, it’s something else. We shouldn’t be invaded by it. We need cinemas to step up and show films that are narrative films.
Theaters have become amusement parks. That is all fine and good but don’t invade everything else in that sense. That is fine and good for those who enjoy that type of film and, by the way, knowing what goes into them now, I admire what they do. It’s not my kind of thing, it simply is not. It’s creating another kind of audience that thinks cinema is that.

Scorsese parla così di invasione dei cinema, di sale ormai appannaggio di questo genere di film, e ciò porta inevitabilmente il pubblico a porsi delle domande su queste dichiarazioni, soprattutto a fronte di soli quattro film Marvel usciti quest’anno (tre del Marvel Cinematic Universe e uno prodotto da 20th Century Fox): possibile che anche Scorsese si riferisca, quando parla di “film Marvel”, ad un unico genere che è quello supereroistico? La critica di Martin Scorsese sembra dirigersi così in una direzione ben più ampia del solo Marvel Cinematic Universe, attaccando un genere che effettivamente sta spopolando, come successo, per portare un esempio concreto, con il periodo d’oro dei Western.

Rimane, al netto delle parole di Scorsese, un dato oggettivo: per quanto il cineasta abbia il pieno diritto a esprimere la sua opinione, e per quanto sia una opinione da tenere in considerazione in virtù di un apporto al mondo del cinema che pochi possono testimoniare, il cinema supereroistico proviene da un anno a dir poco d’oro, a partire da Avengers Endgame che non solo ha superato lo storico record di Avatar come miglior incasso globale, ma che ha davvero portato al cinema e coinvolto una intera generazione, culmine di un percorso che ha riportato gli eroi in una nuova età dell’oro nell’immaginario popolare. E, in questo finire del 2019, Joker sta dimostrando che il cinema supereroistico non è solo un “parco a tema”, ma può parlare alle masse veicolando messaggi tutt’altro che banali e semplici, come dimostrato anche dalla vittoria a Venezia.

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