Nasceva oggi Jules Verne, padre della fantascienza

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Ricorre oggi l’anniversario di nascita del padre del racconto fantascientifico: Jules Verne. I suoi racconti hanno appassionato i lettori di tutto il mondo.

Ricorre oggi il 193esimo anniversario di nascita dello scrittore francese più famoso del mondo, padre della fantascienza. Jules Verne ha condotto i lettori di tutto il mondo al centro della terra, ventimila leghe sotto i mari e persino sulla luna.

Era un venerdì, quando l’8 febbraio 1828, a Nantes in Francia nasceva Jules Verne, scrittore visionario, inventore dei più bei racconti futuristici degli ultimi due secoli.

Cresciuto in un ambiente borghese, il suo futuro sembrava segnato dal percorso di avvocatura che il padre aveva in mente per lui, che faticavano ad accettare per il figlio un futuro da scrittore.

Fortunatamente, il destino aveva in serbo altro: Jules Verne sarebbe divenuto il padre del racconto fantascientifico.

Jules Verne era nato in una famiglia borghese, cresciuto in un quartiere esclusivo, crebbe a pane e Robinson Crusoe sognando di viaggi incredibili. Le sue idee erano notevoli se pensiamo che molte delle sue idee originali abbiano predetto il futuro. La fantascienza di Jules Verne, si serviva del linguaggio dell’epoca ottocentesca proponendo scenari futuristici apparentemente lontanissimi e impossibili.

jules verne
racconti di fantascienza: collana voyages

I racconti visionari di Verne vennero notati nel 1862 da Pierre Jules Hetzel, editore francese conosciuto anche per le sue straordinarie illustrazioni dei romanzi di Jules Verne oltre ad essere stato editore anche del grande Victor Hugo. A giocare un ruolo determinante nella sua carriera, fu il manoscritto Cinque settimane in pallone” con il quale colpì l’editore che, astutamente, intravisto il potenziale di quella penna visionaria, lo legò a sé professionalmente per il resto della sua vita, offrendo a Verne un contratto di 20.000 franchi annui in cambio di due romanzi all’anno.

Questo tipo di contratto permise a Jules Verne di affermarsi con una certa tranquillità nel panorama letterario senza però alcune difficoltà, come quella di dover sottostare al classico lieto fine, che secondo Hetzel avrebbe fatto affezionare più lettori, trasformando Verne in un intrattenitore delle masse con racconti ottimistici e pieni di avventure. Per assicurare al suo editore una produzione letteraria di tale dimensione, Jules Verne prese la decisione di ritirarsi in un’abitazione più tranquillo, lavorando a ritmi serrati dal 1863 fino al 1905, anno della sua morte.

Prima ancora di essere considerate fantascienza però, le sue opere, erano prima di tutto enciclopediche. Tra gli obiettivi di Jules Verne vie era quello di rendere il lettore consapevole del mondo. Jules Verne si servì di tutte le sue conoscenze in materia di geologia, biologia, astronomia. Studio i mari e gli oceani, senza limitarsi al visibile, concedendosi anche qualche studio in materia di astronomia.

Come affermò anche Hetzel, obiettivo della raccolta dei Voyages era:

“descrivere tutte le conoscenze geografiche, geologiche, fisiche ed astronomiche accumulate dalla scienza moderna e raccontate in una forma divertente e pittoresca una storia dell’universo”

Di enorme impatto furono le illustrazioni, aggiunte per volere di Hetzel stesso dopo aver considerato l’idea di poter e dover pubblicare i racconti in un formato più grande e con copertina illustrata. All’epoca, stampare libri in copertina cartonata, rivestita, rilegata e persino illustrata era un vero pregio. Un lusso, che conferiva valore all’opera. Sotto questo punto di vista, il merito delle vendite, conferendo ancora oggi a Jules Verne il merito di essere l’autore francese più letto al mondo fino a i giorni nostri, è tutta da attribuire alla lungimiranza ed alla, come la definiremmo oggi, tecnica di marketing di Hetzel.

Oggi queste copertine di grande impatto visivo sono state riprese da Rba Italia per la ristampa dell’intera collezione “Viaggi straordinari” a cui già in tantissimi si sono abbonati.

I lettori dell’ottocento impazzirono per questi racconti scientifici a metà tra finzione e realtà. I personaggi di Verne esploravano l’inesplorato. Il capitano Nemo, resta ad oggi, uno dei personaggi più amati ed attuali. Ancora oggi, gli abissi, rappresentano un mistero, nonostante la tecnologia avanzata di cui disponiamo. A quei tempi l’elettricità nonostante fosse conosciuta, era sbalorditiva ancor più se accostata a macchinari capaci di esplorare gli abissi marini. Il Nautilus di 20 mila leghe sotto i mari, ha conquistato tutti, ancor più perché molte di quelle tecnologie immaginate, si sono tramutate in tecnologie credibili, realizzabili e realizzate come le bombole di ossigeno attaccate alla schiena come uno zaino, inventate più avanti, nel 1934.

Nasceva oggi Jules Verne, padre della fantascienza 2
copertina edizione feltrinelli

Il mare diventa il rifugio di Jules Verne che lo portano lontano dai problemi della vita. Lontano da un matrimonio complicato e da un figlio ribelle e problematico e ispiratore dei suoi racconti.

Che lo si ritenga un grande pioniere o no, c’è da considerare che, indubbiamente, Jules Verne è stato un uomo che non si è fermato a tramutare in parole le sue idee fantasiose. Jules Verne era prima di tutto un uomo curioso di sapere, tanto da studiare e informarsi su tutto ciò che la tecnologia e le innovazioni scientifiche avevano da offrire, arricchendo le sue conoscenze ad una visione credibile basata su tecnologie in fase di sviluppo come i velivoli ad elica che diede l’ispirazione per “l’Albatros”.

I suoi progetti hanno ispirato molta della tecnologia di cui disponiamo e che diamo per scontato: sottomarini, dirigibili, elicotteri, aerei, mongolfiere.

Come disse anche il grande Italo Calvino:

“Tutta la sua opera mira all’enciclopedia. Si parla sempre dell’impareggiabile fantasia di Verne nel prevedere le invenzioni scientifiche. In realtà era un grande lettore di riviste scientifiche, che arricchiva di quello che via via veniva a sapere sulle ricerche in corso.”

Secondo Ray Bradbury “senza Verne, molto probabilmente non avremmo mai concepito l’idea di andare sulla Luna”.

Il 16 marzo 1905, Jules Verne ha un ictus. Muore otto giorni dopo, lasciando alla società una finestra aperta sul futuro, ricca di spunti con solide basi scientifiche, portando le sue idee all’attenzione di tutti con i suoi romanzi passati alla storia.

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