Odiavo Amalfitano, poi l’ho visto al Monk – Live Report

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Amalfitano torna live con il suo ultimo progetto da solista “Sono morto x 15 giorni ma sono tornato perché l’amore è”


L’ultima fatica del cantautore romano, all’anagrafe Gabriele Mencacci Amalfitano, è uscito il 24 ottobre 2025 e porta con se il racconto di amori e di profondi concetti, di punti di vista nuovi, fresci, a volte anche opposti e di rinascita.

Breve premessa doverosa. Ammetto di aver visto Amalfitano per la prima volta, senza conoscere niente del suo progetto, a luglio di quest’anno in una cornice estiva di concerti a Roma. Lì non ho capito subito la sua attitudine, la sua essenza, i suoi testi e perché la gente attorno a me cantasse a squarciagola cose come “Azzurrisssssimoo, all’odore di limone…” in uno stato di benessere assoluto. Insomma, mi piace scoprire e conoscere musica nuova ma su di lui avevo messo una pietra sopra e non volevo approfondire.

Mesi dopo, sempre nella casualità di eventi che si sono susseguiti in questo 2025, mi ritrovo in una compagnia che al nostro primo incontro mi dice quasi in coro “tu sei troppo un tipo a cui potrebbe piacere Amalfitano” e da lì comincia l’avventura.


Eccoci adesso a raccontare del live che ha aperto il suo INDOOR TOUR questo 18 dicembre al Monk di Roma e che nel 2026 passerà per: il Duel Club di Napoli il 9 gennaio; l’Officina degli Esordi di Bari il 10; in Santeria Toscana (Milano) il 16; allo Spazio 211 di Torino il 17; presso il Glue di Firenze il 30; al Locomotiv Club di Bologna il 31; il 5 febbraio al Mood Social Club in provincia di Cosenza; Taranto al Mercato Nuovo il 6; l’Astro Club di Fontanafredda (PN) il 20 per terminare il 21 febbraio allo Spazio Marte di Cesena.

Si parte senza fronzoli, senza aperture pompose, comincia a suonare la band al buio e dopo pochissimi minuti di compagnia strumentale per la sala teatro sold out del Monk, ecco che appare Amalfitano. Il pubblico si scalda subito con i primi pezzi, tratti anche dai primi album, e si percepisce subito che il live sarà molto intimo ed informale. L’ex voce e chitarre dei Joe Victor rompe subito gli indugi e conferma le sensazioni, affermando che tornare a suonare a Roma e al Monk per la non so quale volta è sempre pazzesco e sa di casa. Ecco, un live che sa di casa, di serata con gli amici ed una bottiglia di vino.


Il nuovo album viaggia leggero, la passione di Gabriele avvolge e cattura tutto l’ambiente. Non ci sono distrazioni inutili, scenografie o coreografie pompose (il massimo è stato un pezzo cantato al buio con una lampada da cantiere, per farvi capire). C’è solo passione e calore. Arriva il momento acustico con canzoni come “L’Iliade”, che fa riscaldare ed abbracciare il pubblico. Però niente, non c’è tempo per rilassarsi, il momento più intimo sfocia in un accenno di stage diving e continua con “Maddalena” cantata in un cerchio tra il pubblico. Insomma, Amalfitano è così come lo vedi e si presenta ai suoi live semplice, a tratti grezzo ma super sincero ed è questa la sua forza.

L’apertura di questo tour è stata un’ora e mezza di inno all’amore, in tutte le sue sfaccettature anche le più profonde e di cui si parla meno, senza mai dimenticarsi di amare se stessi prima di tutto.

Caro Amlfitano, scusa se non ti ho capito subito, ma sappi che dopo il tuo live questo fragilissimo, cuore pesantissimo, ha sentito una fortissima presa a bene.

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