È morto all’età di 84 Christo pioniere di un arte apparentemente impossibile.
Christo, per capirci, è quel personaggio che utilizzando una quantità smisurata di nylon ha ricoperto edifici, monumenti storici, siti naturali. Fondatore della Land Art, branchia esuberante della arte site-specific, ha sperimentato per tutta la vita una serie di imprese titaniche non senza ricevere critiche e disseminare incomprensioni.
Christo che muore per cause naturali nella sua casa di New York, è nato nel 1935 in Bulgaria per vivere successivamente in varie capitali europee, tra cui Praga, Ginevra, Parigi e arrivando infine sull’altra sponda dell’oceano, in America.
Compagna di vita l’artista Jean Claude Denat con la quale progettò e realizzò la maggior parte delle sue opere. Jean Claude e Christo rappresentano una coppia fortissima di avventurieri artistici e romantici amanti, i quali nascondevano la loro forza nella capacità di lavorare in sinergia confrontandosi e battagliando fino all’ultimo per vedere realizzate le loro gigantesche fantasie.
Il personale approccio artistico dei due artisti si fonda sull’assunto di base di impacchettare massicci contesti specifici, siano essi naturali o urbani, con l’intento di cambiarne radicalmente l’aspetto e lasciare un segno decisivo. Le opere di Christo hanno sempre richiamato nei luoghi d’intervento una grande quantità di spettatori, ogni volta rapiti dalla curiosità della nuova opera conclusa. I due artisti europei impacchettavano utilizzando il materiale più industriale e popolare che la società contemporanea abbia inventato, cioè il nylon.
L’intervento ha una ricaduta del tutto opposta: nascondendo l’oggetto questo acquisisce una piena ed inedita visibilità. Le loro opere hanno sempre avuto una durata limitata nel tempo, poiché l’idea è quella di cambiare continuamente contesto, intervenendo per un tempo circoscritto, e questo per ispirarsi alle tribù nomadi che dispiegano le loro tende in territori diversi a seconda del loro itinerario.

Ecco quindi, che tra le numerose opere realizzate, ricordiamo a titolo esemplificativo Impacchettamento del Reichstag a Berlino, Impacchettamento del Pont-Neuf a Parigi, ed infine Surrounded Island opera realizzata in Florida presso le isole della baia di Biscayne, in cui 11 isolette furono circondate da una cornice rosa di nylon galleggiante. Christo e Jean Claude hanno sempre prestato la massima attenzione all’impatto ambientale dei loro interventi, cercando di limitarlo al minimo, utilizzando materiali ecologici e riciclandoli totalmente dopo l’uso.
L’artista dopo la scomparsa della moglie, ha lavorato anche in Italia. Nel 2016 ha realizzato presso il lago di Iseo The Floating Piers, passerella galleggiante e quindi praticabile, stesa sopra le acque del lago. Tra settembre ed ottobre verrà ricoperto l’Arco di Trionfo a Parigi ultimo progetto su cui l’artista stava lavorando.
“Io chiamerei questo tipo di arte piuttosto God Art, arte per Dio, visto che il punto di vista migliore per godersela è quella del padreterno.” (Christo)
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