Post Tarantella è il primo album in studio dei Romito, band napoletana che mescola la tradizione partenopea con la sperimentazione musicale e il rock più sanguigno. Il disco esce per Soundfly records/Self.
A distanza di quasi sei anni dal primo ep Majorana che ha fatto conoscere i Romito al pubblico non solo campano, ma anche nazionale, la band napoletana torna con Post Tarantella con un lavoro capace di mettere a frutto l’esperienza raccolta in anni di concerti non solo live ma anche in studio. Non è un caso infatti se la produzione del disco è stata affidata a Carlo De Luca, chitarra della band.
Un disco non è solo un insieme di brani arrangiati in modo organico, in molti casi, se ha ancora senso pubblicar e un album nella forma canonica quello è proprio da ricercare in un discorso che non si può ridurre ai singoli brani. Una sorta di concept disseminato nei diversi rivoli musicali del lavoro più grande. Post Tarantella è proprio questo, un modo di mettere il sale sulle ferite e di vederle cicatrizzarsi.
La musica dei Romito è sempre stata questa, sin dal primo singolo Viern, che anticipò Majorana. Un urlo primordiale ricondotto a forme musicali capaci di fare da eco agli antri più nascosti della nostra anima, quelli dove si vanno a nascondere le delusioni e i dolori, la musica entra in queste stanze chiuse e rende i mostri più piccoli, in modo da poterli affrontare.
La stessa band parla del disco come di un viaggio sonoro attraverso il dolore e la rinascita. Nove canzoni che raccontano il processo di guarigione, proprio come un post-operatorio, quando ogni ferita inizia a chiudersi e si riscopre la forza di rimettersi in piedi. Non ci sono protagonisti in questa storia, le canzoni si concentrano sulle sensazioni comuni a tutti noi come il tormento e la speranza. Ogni brano è un colore del caleidoscopio della vita, una tappa del percorso interiore di rinascita dopo un dolore.

È da sempre così, le canzoni provano non tanto a far guarire ma a rendere le esperienze belle e brutte un racconto condiviso. Non è un caso se attraverso i loro brani Vittorio Romito e soci hanno saputo raccogliere consensi non solo nella loro terra ma anche in contesti nazionali. Con Majorana nel 2019 la band si classifica tra i semifinalisti del Premio De André, esibendosi al Bloom Recording Studios, ed è tra i due vincitori del premio nazionale Musica contro le Mafie, grazie al quale si esibisce a Casa Sanremo durante la settimana del Festival nel febbraio 2020. Con lo stesso brano sono risultati vincitori del premio 1MaggioNext conferito da iCompany e del Premio Botteghe D’Autore.
L’album è stato anticipato dal singolo Verimmo che succere e da uno show al teatro Trianon di Napoli in cui la band ha suonato per intero il nuovo album in anteprima. I conoscitori della band hanno riconosciuto subito uno dei brani presenti nel nuovo disco, Musica che la band eseguiva già dal vivo dai tempi del primo Ep. Nell’album anche un featuring nel secondo singolo Generazione in cui il gruppo duetta con PeppOh. C’è posto anche per una cover di Era de Maggio vero e proprio standard della canzone napoletana, la tradizione partenopea si insinua anche in altri due brano come Novanta e ‘a cchiù bella ‘e tutt’e belle che rivisitano ‘o surdato nnammurato e la smorfia napoletana legata al numero che rappresenta la paura.
La formazione dei Romito negli anni ha consolidando un affiatamento che si può ritrovare sia nei live che nelle composizioni in studio. Nel disco, oltre a Vittorio Romito alla voce, le chitarre sono di Andrea Pasqualini e Carlo De Luca, Nicola Papa al pianoforte e i synth, alla batteria Walter Marzocchella, al basso Michele Vicidomini e ai fiati Michele Gargiulo. Il disco è stato registrato da Jex Sagristano e Ciro Galante al Soundinside Basement Records di Frattaminore. La scrittura dei brani è di Vittorio Romito e Vincenzo Vigna.
Post Tarantella riprende un discorso intrapreso in un mondo così vicino eppure lontanissimo. Le canzoni cercano di ricucire questo strappo umano e generazionale e portano di nuovo la musica al centro del racconto come a dire ora verimmo che succere…
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