Il racconto del concerto dei Negrita alla Casa della Musica di Napoli mercoledì 9 aprile per il tour di supporto al nuovo album “Canzoni per anni spietati”.
















































































Mercoledì 9 aprile, la Casa della Musica di Napoli è stata travolta dall’onda rock dei Negrita, tornati sul palco più carichi che mai. Il concerto, parte del tour promozionale del nuovo album “Canzoni per anni spietati” (USM/Universal), ha regalato ai fan una serata vibrante, sospesa tra potenza vintage e intensità emotiva.
Sul palco, Paolo “Pau” Bruni, Enrico “Drigo” Salvi e Cesare “Mac” Petricich, affiancati da Giacomo Rossetti (basso), Guglielmo Ridolfo Gagliano (tastiere) e Cristiano Dalla Pellegrina (batteria), hanno mostrato di essere ancora una macchina da guerra live, impeccabile ed esplosiva. L’apertura affidata alla nuova “Nel Blu (Lettera ai Padroni della Terra)” — potente brano ispirato a “Masters of War” di Bob Dylan — ha subito acceso il pubblico, introducendo anche il sentito omaggio “Song to Dylan”.
Il live è stato un perfetto equilibrio tra i classici intramontabili e le nuove tracce. Da “Che rumore fa la felicità?” a “Brucerò per te”, passando per “In ogni atomo”, “Ho imparato a sognare”, e l’immancabile “Rotolando verso Sud”, ogni pezzo è stato accolto con cori e applausi. Un momento speciale è stato “Radio Conga”, impreziosita dalla presenza dell’amico Roy Paci, che ha infiammato ancora di più l’atmosfera.
Tra le nuove canzoni spiccano anche “Non esistono innocenti amico mio” e “Ama o lascia stare”, a dimostrazione di come i Negrita non abbiano perso la voglia di raccontare il mondo con uno sguardo disincantato e critico. La band, pur rimanendo fedele al proprio stile, mostra una maturità artistica che si traduce in una performance densa di contenuti e vibrazioni.
“Il libro in una mano, la bomba nell’altra” è forse la perfetta sintesi dell’intero live: poesia e lotta, rabbia e sogno. I Negrita si confermano non solo una delle rock band più amate e longeve d’Italia, ma anche dei veri e propri liberi pensatori, che usano la musica come veicolo di idee.
A chi c’era resterà il ricordo di una notte di rock autentico. A chi se l’è persa, non resta che sperare in un bis presto: perché i Negrita, dal vivo, sono ancora una botta di vita.
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