Sword of Trust: in memoria di Lynn Shelton.

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Un omaggio alla regista scomparsa lo scorso 15 maggio all’età di cinquantaquattro anni. Sword of Trust è l’ultimo dei suoi film, rilasciato nel 2019.

È stata una malattia del sangue a portarsi via Lynn Shelton, figura talentuosa del cinema indipendente. La notizia è stata riportata dal suo partner, il comico Marc Maron, e dal suo agente Adam Kersh. Secondo quanto dichiarato da Maron il Covid-19 non ha nulla a che vedere con la morte della Shelton, che era stata male per una settimana prima che un disturbo non specificato la portasse via.

Nata a Oberlin (Ohio) il 27 agosto 1965, Lynn Shelton iniziò la propria carriera da regista nel mezzo dei suoi trent’anni. We Go Way Back, suo primo lungometraggio, risale al 2004. Altri suoi successi a livello cinematografico sono Humpday (2009), Your Sister’s Sister (2011), Touchy Feely (2013), Outside In (2017) e il più recente Sword of Trust (2019).  
Lynn Shelton è anche conosciuta per aver diretto alcuni episodi di serie celebri tra cui Mad Men, New Girl, Shameless, Santa Clarita Diet, GLOW, Little Fires Everywhere, Master of None e The Good Place. Shelton non fu solo regista ma anche sceneggiatrice, montatrice e attrice, lavorando con personalità come Megan Griffiths, Joe Swanberg, Colin Trevorrow e molti altri.

Sword of Trust è una commedia nella quale la stessa Lynn Shelton recitò, anche se in un ruolo marginale.

La trama è tratta da una sceneggiatura scritta dalla stessa Shelton in collaborazione con Mike O’Brien. Del cast fanno parte Marc Maron, Jon Bass, Michaela Watkins, Jillian Bell, Toby Huss, Dan Bakkedahl, Whitmer Thomas e Benjamin Keepers.

La trama ruota attorno all’eredità che Cynthia (Jillian Bell) riceve da suo nonno: una spada. Per lei e la sua compagna Mary (Michaela Watkins), appena arrivate in Alabama, questa notizia rappresenta una vera sorpresa che le lascia anche con un po’ di disappunto, dato che erano sicure di ricevere in eredità la casa dell’anziano scomparso. Dopo aver scoperto che il cimelio da loro posseduto ha un valore storico importante decidono di rivolgersi al banco dei pegni gestito da Mel (Marc Maron) e dal suo aiutante Nathaniel (Jon Bass). Il proprietario non è interessato, almeno inizialmente; sarà il suo assistente a fargli cambiare idea dopo aver comprovato tramite ricerche su Internet l’effettivo valore della spada, scoprendo che sono in presenza di un oggetto raro per il quale alcuni appassionati sono disposti a spendere una fortuna.

Da qui ha inizio la loro ricerca verso l’acquirente adatto che li condurrà ad approcciarsi con persone al limite della stravaganza: cospiratori, revisionisti storici e suprematisti bianchi.

C’è persino un terrapiattista in questo eccentrico microcosmo, ma si rivela interno al gruppo dei protagonisti: Nathaniel, che rivelerà le proprie cospirazioni ad una perplessa Cynthia.               
Essendo la trama incentrata sulle vicissitudini riguardanti la spada, non rimane molto spazio da dedicare ai background dei protagonisti. Ed è qui che emerge il punto di forza di Sword of Trust, che riesce a far intendere la complessità dei vari personaggi anche con pochi elementi a disposizione. Mary e Cynthia parlano del loro desiderio di diventare madri, mentre Mel ha alle spalle un trascorso di droghe pesanti e una storia d’amore finita male con Deirdre (Lynn Shelton), che appare nei minuti iniziali della pellicola. Dal modo in cui ne parla, è evidente che Mel non è ancora riuscito a mettere da parte i suoi sentimenti per l’ex-fidanzata.
Sword of Trust riesce ad essere un film leggero e gradevole ma senza peccare di superficialità. La semplicità di questa pellicola è ciò che la rende ancora più funzionale nel suo intento comunicativo; è una commedia che non ha bisogno di artifici particolari – colpi di scena o sensazionalismi vari – per dimostrare la propria efficacia a livello d’intrattenimento.

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