Martin Scorsese – spegne 78 candeline l’eccezionale membro della New Hollywood

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Si sta avvicinando alla soglia degli 80 anni, eppure Martin Scorsese continua ad avere la stessa mente geniale e la stessa voglia di mettersi in gioco dei suoi inizi.

È considerato uno dei membri più validi della New Hollywood, ovvero il periodo di grande rinnovamento che ha caratterizzato l’industria cinematografica statunitense, avvenuto in particolare tra gli anni ‘60 ed i primi anni ’80.

Tra i temi ricorrenti spesso al centro dei suoi film sono la violenza come caratteristica essenziale della natura umana e il conseguente senso di colpa che ne deriva, e poi il peccato e la religione. Il suo stile è invece caratterizzato da sequenze virtuosistiche e da violenza iperrealista.

Durante la sua carriera cinematografica Martin Scorsese ha instaurato sodalizi artistici con attori particolarmente noti come Daniel Day-Lewis, Harvey Keitel, Joe Pesci e Robert De Niro. Ha riscosso però un incredibile successo di pubblico e di critica grazie al legame umano e professionale con Leonardo di Caprio.

Ed è per questo che vogliamo ripercorrere la sua scintillante carriera attraverso 3 dei film che hanno reso Martin Scorsese dei simboli del cinema statunitense.

The Departed, 2006

Martin Scorsese

Cominciamo con The Departed, un film che riscosse un particolarmente soddisfacente successo di critica e di pubblico, e che gli valse sia il premio Oscar che il Golden Globe come miglior regista nel 2007, oltre a ricevere altri prestigiosi riconoscimenti come Miglior film, Migliore sceneggiatura non originale e Miglior montaggio.

Martin Scorsese torna a realizzare un film gangster, ambientato nel mondo della criminalità irlandese-americana di Boston. The Departed è infatti il remake del film di Hong Kong del 2002, Internal Affairs.

South Boston, il dipartimento di polizia dello stato del Massachusetts ha dichiarato guerra alla criminalità organizzata con il chiaro intento di scardinare l’impero del potente boss mafioso Frank Costello agendo dall’interno.

Per questo motivo il giovane poliziotto Billy Costigan (Leonardo di Caprio) viene scelto per infiltrarsi nella banda guidata da Costello. E mentre Billy lavora per guadagnarsi la fiducia del boss, un altro giovane poliziotto, cresciuto anch’esso per le strade di “Southie,” Colin Sullivan, si sta facendo strada in polizia. Dopo aver conquistato un posto all’interno della Squadra Speciale Investigativa, Colin viene scelto per distruggere la banda di Costello.

Ma quello che la polizia non sa è che in realtà anche lui infiltrato, lavora per Costello e tiene aggiornato il boss su tutte le mosse della polizia.

Il personaggio interpretato da Matt Damon è liberamente basato sull’agente corrotto dell’FBI John Connolly, mentre il personaggio interpretato da Jack Nicholson, chiamato come l’omonimo mafioso italo-americano, è ispirato alla figura di James Bulger, un boss della mala irlandese di Boston inserito nella lista dei 10 criminali considerati più pericolosi dall’FBI la cui storia è stata raccontata in Black Mass, con il volto di Johnny Depp.

Qualche curiosità sul film.

Martin Scorsese e Leonardo DiCaprio sono alla terza collaborazione e hanno deciso di girare il film subito dopo aver letto la sceneggiatura.

Leonardo DiCaprio ha rinunciato al ruolo di protagonista in The Good Shepherd, ruolo assegnato poi a Matt Damon che si era liberato prima dalle riprese di The Departed.

Martin Scorsese ha raccontato che, in una delle scene chiavi del film, Jack Nicholson ha puntato una pistola vera contro Leonardo DiCaprio e che la reazione di quest’ultimo è stata registrata in tempo reale.

Nonostante il film sia principalmente ambientato a Boston, le riprese si sono in realtà svolte a New York.

Shutter Island, 2010

Martin Scorsese
Locandina del film.

Passiamo ora a Shutter Island.

Nonostante sia un thriller di ormai 10 anni fa non vogliamo anticiparvi niente che sia troppo lungimirante. Tra l’altro è stato uno dei film più discussi del regista: il pubblico infatti si spaccò a metà. Chi lo riteneva un film affascinante e complesso nella sua trama e chi invece ha pensato che fosse solo un’apparenza ingannevole.

Sta di fatto che Scorsese è un regista eccezionale, infatti ogni suo film è un capolavoro, o almeno ci va vicino.

Nel 1954, l’ufficiale e detective Teddy Daniels, affiancato dall’ufficiale Chuck Aule, deve investigare la sparizione di una paziente dall’ospedale psichiatrico di Shutter Island: Rachel Solando, una madre colpevole di aver ucciso i propri figli. Teddy ha insistito per essere assegnato al caso, e dietro alla sua insistenza ci sono motivazioni personali: vuole trovare un certo Andrew Laeddis, apparentemente legato ad un episodio drammatico della propria vita.

Presto, però, Teddy si chiede se il motivo per cui è stato assegnato al caso non abbia a che fare con un piano perverso di esperimenti e sinistre operazioni sui pazienti. L’inizio delle indagini è promettente, ma col procedere dell’investigazione l’ospedale gli vieta l’accesso a documenti importanti e sembra mettergli i bastoni tra le ruote.

Inoltre, durante un uragano, le comunicazioni con la terraferma vengono interrotte, e le cose si complicano. Teddy comincia a dubitare di tutto: della propria memoria, del proprio partner, e addirittura della propria sanità mentale.

Vi do un indizio su come evolveranno le cose. Pensate alla trama di Inception, alla dimensione in cui è ambientato il film.

Shutter Island è un film enigmatico, intricato, affascinante, a tratti noir, ma anche trasparente in un certo senso. Si districa tra mistero, allucinazioni e storia del cinema così come anche storia recente.

“Sai, questo posto mi fa pensare. Cosa sarebbe peggio? Vivere da mostro o morire da uomo per bene?”.

È una delle frasi finali del film, pronunciata dal protagonista ed interpretato da Leonardo di Caprio, che con la sua convincente interpretazione riesce ad instillare il dubbio anche nello spettatore.

The Wolf of Wall Street, 2013

Martin Scorsese
Leonardo DiCaprio nella copertina del film.

Il film è stato positivamente accolto dalla critica, ricevendo ben 5 nomination agli Oscar ma purtroppo senza riuscire a portarsi nemmeno una statuetta a casa.

La pellicola, adattamento dell’omonima autobiografia pubblicata negli Usa nel settembre 2007, narra l’ascesa e la caduta di Jordan Belfort, spregiudicato broker newyorkese interpretato da Leonardo DiCaprio alla sua quinta collaborazione con Scorsese. Fulcro della pellicola è la sua vita fatta di eccessi che lo porteranno poi a una rovinosa caduta.

1987: Jordan Belfort (Leonardo DiCaprio) inizia la sua carriera come apprendista broker a Wall Street sotto la guida dell’eccentrico Mark Hanna (Matthew McConaughey). È quest’ultimo che lo introduce a uno stile di vita esagerato basato sul sesso e sull’assunzione di droghe di ogni tipo per aiutare la mente a raggiungere importanti risultati. Jordan impara anche a compiere azioni disoneste che gli consentono di guadagnare molti soldi, e ben presto ottiene la licenza di broker. Il giorno stesso della sua assunzione, però, si verifica il cosiddetto “lunedì nero”.

“Lasciate che vi dica una cosa. Non c’è nobiltà nella povertà. Sono stato un uomo povero, e sono stato un uomo ricco. E scelgo di essere ricco tutta la vita, dannazione!”

Tamara Santoro
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