Contratiempo, il thriller che non ti aspetti – Recensione

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Scritto e diretto da Oriol Paulo, Contratiempo è un sorprendente thriller spagnolo del 2016 con un finale sconcertante. E’ disponibile nel catalogo Netflix

Ammetto, ho sottovalutato il cinema spagnolo, Almodóvar a parte, s’intende, lui è uno dei maestri della settima arte contemporanea. In queste settimane di quarantena ho approfittato a recuperare quei lavori che in questi anni ho sempre messo da parte, favorendo opere italiane, statunitensi o britanniche. Così, tra film e serie tv mi sono avvicinata alle produzioni iberiche, rimanendo piacevolmente stupita della riuscita. Tra le migliori produzioni cinematografiche c’è sicuramente Contratiempo, un crime di alto profilo, capace di mantenere lo spettatore col fiato sospeso, regalando un finale inatteso e impensato.

Non abbiamo bisogno di effetti speciali se gli attori – pochi – sono capaci di rendere giustizia ad una bellissima sceneggiatura e se un regista sa, come e dove, posizionare la telecamera. Contratiempo è proprio questo: uno script in grado di catturare l’attenzione dello spettatore dal primo minuto, lasciando poco a poco alcune informazioni che aiutano ad indagare, pensare, ipotizzare. Ma la cosa più sconvolgente che hai pensato non è minimamente paragonabile alla realtà. Alla fine basta questo: una stanza, due attori all’interno, alcuni flashback e una storia creativa ben raccontata, in cui l’apparenza inganna.

L’uomo d’affari e di successo Adrian Doria (Mario Casas) si trova in una stanza d’albergo chiusa a chiave con il cadavere della sua amante, la fotografa di moda Laura Vidal (Barbara Lennie). Tutti gli indizi sono contro di lui, nessuno sembra in grado di aiutarlo. Ed è proprio in una situazione così complicata che il legale di Doria assume Virginia Goodman, esperta preparatrice di testimoni dai capelli grigio-argento.

contratiempo

La donna, elegante, sicura ed empatica, entra, poco alla volta, nella vita di Adrian. Una volta che lui capisce di fidarsi della donna e poiché un testimone invisibile – Il Testimone Invisibile è proprio il titolo del remake italiano – dell’ultimo minuto sta minacciando di presentarsi al processo con nuove prove dannose, i due iniziano a studiare una strategia difensiva, e per farlo hanno tre ore di tempo. La Goodman in realtà non crede ad una parola della storia di Doria e così inizia ad ipotizzare una versione alternativa a quella del suo cliente. Chi avrà ragione?

Un incidente d’auto in una stradina tortuosa e solitaria innesca una serie di eventi imprevisti.

Il racconto parte da quando tutto è iniziato. Adrian e Laura, dopo essere stati vittime di un incidente in cui un ragazzo ha perso la vita, concordano sul fatto che Adrian si sbarazzerà del corpo del giovane mentre Laura chiederà aiuto per spostare l’auto. Il soccorso gli viene dato da Tomas Garrido (Jose Coronado), un uomo di mezza età del posto che rimorchia l’auto della donna e l’accompagna a casa sua, dove c’è la moglie (Ana Wagener).

Laura, confusa e shockata dall’accaduto che l’ha coinvolta con l’amate, in quella casa prende atto di una verità che colorerà tutto ciò che verrà dopo. Mentre la narrazione gioca su ripetuti cambi di marcia, raccontando eventi che si sono svolti contemporaneamente, il filo della verità si fa sempre più sottile, fino a disintegrarsi.

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Nel corso della storia, Adrian e Virginia Goodman si scambiano numerosi punti di vista in cui gli eventi tornano regolarmente nella stanza d’albergo. Proprio lì, dove tutto è partito. Durante il confronto, Goodman testa continuamente Adrian per assicurasi che la sua storia, durante il processo, regga. Ogni volta che si palesano incongruenze, insiste e sottolinea più volte l’importanza dei dettagli, come se volesse scoprire una verità ancora celata. Vengono presentati abilmente vari scenari possibili: alcuni reali, alcuni bugie e alcuni immaginati.

Contratiempo è la potenza dei flashback. Un thriller con una bella combinazione di colori monocromatici ed una fotografia maestosa ed inquietante allo stesso tempo.

Ogni sequenza si muove sapientemente tra il presente ed il racconto di Doria, che dà al film una spinta veloce e coinvolgente, scena dopo scena. E, come ogni buon thriller, è teso. Fino alla fine. A rendere tutto più bello e, talvolta, divertente è senza dubbio la scelta della sceneggiatura di regalarci quel tête-à-tête tra il businessman e la donna. Dunque, Contratiempo è un concentrato di suspense e colpi di scena, dove lo spettatore non potrà fare altro che indagare e fare ipotesi. Una pellicola ideata per tenere nascosta la verità fino alla fine. Un progetto elegantemente confezionato, capace di sostenere i numerosi remake.

Isabella Insolia
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