Al mondo c’è sempre bisogno di amore e lo dimostra la nuova serie “Modern Love”, scritta e diretta da John Carney, che si basa sulla omonima rubrica del New York Times interamente dedicata a racconti di storie d’amore. Modern Love è una serie pura dal carattere antologico dove i personaggi e le storie cambiano al cambiare degli episodi. La prima stagione si compone di otto episodi – di trenta minuti– la cui unica linea narrativa è la linea verticale, ovvero quella legata al singolo episodio, ad eccezione dell’ultimo episodio che assume una funzione di “finale di stagione” raccontando inizi e conclusioni delle altre storie. La serie non vuole dare una spiegazione o una risposta alla domanda “cos’è l’amore?” quanto piuttosto raccontarlo in ogni sua forma e dimensione: a partire dall’amore tra due amici (Cristin Milioti e Laurentiu Possa), simbolo di protezione, premura e affetto incondizionato, passando per l’amore di una coppia gay (Andrew Scott e Brandon Kyle Goodman) che decide di adottare un figlio da una senzatetto (Olivia Cooke) o da un amore perduto e poi ritrovato nel tempo (Catherine Keener, Dev Patel e Caitlin McGee), e arrivando alla perdita dell’amore, il lutto, con la storia di un amore adulto (Jane Alexander e James Saito) che però ricorda molto quello tra due giovani innamorati.

Eppure in tutte queste storie ce ne sono due che rimangono nella mente di chi guarda: la prima viene raccontata nel terzo episodio e parla di Lexi (Anne Hatheway) e del suo disturbo bipolare che non le permette di stabilire rapporti profondi e costanti con chi le è accanto; la seconda, raccontata nel sesto episodio, è la storia di Maddy (Julia Garner) che inizia ad avvicinarsi ad un ingegnere che lavora insieme a lei perché ricorda e rappresenta tutto ciò che vorrebbe e che non ha da quando ha perso suo padre. Nonostante la struttura narrativa sia per sua natura lontana dalla logica di affezionamento dello spettatore con i personaggi, Modern Love riesce comunque ad appassionare il suo pubblico con racconti e prospettive diverse, senza scadere nella banalità del sentimentalismo e nella trappola dei luoghi comuni, raccontando invece l’amore quotidiano attraverso storie condivise e attuali.
Claudia Mustillo
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