Joan Miró (1893-1983): un Carnevale di costellazioni surrealiste

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Molto spesso l’arte di Joan Miró attira numerose critiche, in quanto identifica uno stile ben riconoscibile, da molti considerato infantile e, per questo, di scarsa qualità.

Sebbene la maggioranza delle persone oggi prediliga un’arte prettamente figurativa e quindi in grado di mostrare la bravura di chi la realizza a partire dal disegno e incentrata nella riproduzione della realtà, ci sono alcune personalità dell’arte contemporanea per cui vale la pena fare uno sforzo di comprensione.

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Foto ritratto Joan Miró.

Joan Miró, infatti, ha approfondito con la sua arte la corrente francese del Surrealismo, fondata da André Breton nel 1924, ma interpretata da questo artista in modo del tutto personale al punto da essere stato definito da Breton stesso come:

Il più surrealista di noi tutti.

André Breton

Questa corrente mirava ad esprimere gli aspetti più insidiosi della psiche umana, portandone alla luce una realtà fatta di inconscio e sogno. Joan Miró ne approfondì i temi, utilizzando un linguaggio sempre in evoluzione dal punto di vista figurativo e ricchissimo di immaginazione. Per lui divenne fondamentale esprimersi tramite un’arte che si allontanasse dagli stilemi accademici della pittura convenzionale.

Joan Miró precursore del Surrealismo

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Joan Miró, Il Carnevale di Arlecchino, 1924-1925.

Il Carnevale di Arlecchino è una delle prime opere di stampo surrealista che eseguì Miró. Il dipinto si presenta come un microcosmo di organismi bidimensionali molto stravaganti. Secondo alcuni, tale opera fu realizzata addirittura prima dell’uscita del Manifesto Surrealista di Breton. In ogni modo, questa tela fu probabilmente presa ad esempio in quanto chiarificatrice degli obiettivi di questo movimento.

Nel quadro si delinea l’idea inconscia che Miró aveva del Carnevale, come un colorato e multiforme circo. Alcuni elementi sono riconoscibili e attinenti alla realtà, come le figure del gatto, del tavolo, del pesce. Altri invece sono totalmente frutto della sua fantasia.

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Particolare Arlecchino, Joan Miró, Il carnevale di Arlecchino, 1924-1925.

La figura centrale dovrebbe rappresentare proprio Arlecchino, simbolo all’epoca della sfortuna in amore; la maschera, inoltre, presenta un foro nel busto, alludendo probabilmente alla difficoltà economica a cui doveva far fronte il pittore all’epoca, al punto da non avere neanche cibo per sfamarsi.

L’ambiente in cui vengono inserite queste figure, pur essendo surreale, mostra comunque un legame con la realtà attraverso la raffigurazione di elementi a noi noti come la finestra, la scala a pioli (indica la fuga dalla realtà), le pareti della stanza. La sfera verde, poco sopra al tavolo rappresenta un mappamondo, mentre il triangolo nero fuori dalla finestra simboleggia la Tour Eiffel.

Joan Miró ed il suo amore per il cielo

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Joan Miró, Costellazione Amorosa, 1939-1941.

Tra il 1939 e il 1941 si dedicò alla creazione della serie intitolata Costellazioni, dichiaratamente ispirata al cielo, che MIró tanto amava guardare per distrarsi dalla paura di una guerra che avrebbe portato, di lì a poco, l’Europa al baratro: la Seconda Guerra Mondiale.

Mi sono chiuso dentro di me di proposito nel silenzio dello studio alleviando il dolore attraverso la costante ricerca della bellezza dell’universo. La notte, la musica e le stelle hanno iniziato ad avere un valore sempre più rilevante nei miei lavori quando si trattava di motivi per i miei quadri.

Joan Miró

Questa serie di opere, infatti, è caratterizzata da toni giocosi e vivaci, colori che volutamente si allontanano dalla realtà per prenderne le distanze. Spirali, occhi, cerchi, stelle e figure astratte fanno da padrone in tali composizioni. Linee spezzate si incrociano delineando profili di figure che a volte a tutti noi capita di vedere in cielo; dei grandi occhi si spalancano dall’alto e ci guardano attentamente. Sono figure di un’altra realtà, quella inconscia? Siamo noi stessi persi nella vastità del cielo che ci sovrasta?

Lo spettacolo del cielo mi sconvolge. Rimango sconvolto quando vedo, in un cielo immenso, un quarto di luna o il sole.

Joan Miró
Guarda anche il video sulla nascita della “Fundació Pilar i Joan Miró” a Mallorca.
Eleonora Turli
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