Esordio distopico per i Flying Moon in Space [Recensione ]

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Viaggi interstellari e sonorità psichedeliche: questo è l’esordio bomba dei Flying Moon in Space, prodotti per l’etichetta indipendente inglese Fuzz Club Records.

Sono la nuova scoperta di quest’anno, complicato da affrontare ma dalle novità eccellenti. Il progetto nasce a Lipsia in Germania e vede un collettivo di 7 musicisti visionari, con l’intento di creare un muro di suoni e improvvisazioni infinite. Dopo un tour europeo carico di adrenalina e viaggi cosmici, la band è pronta a fare il suo salto, con il primo full-lenght in studio, dalle forti sonorità acide. Tutto prettamente studiato a tavolino. All’interno viene accostato il sound krautrock, con tinte e richiami post rock, che vanno in sintonia con band del calibro di Goodspeed You! Black Emperor e i tedeschi Neu!. Punti di riferimento forti e elaborati per il gruppo.

Con il singolo “The Observer” uscito lo scorso mese, diamo il giusto assaggio di questo lavoro pazzesco e maturo, una traccia interessante che si culla dolcemente, nelle qualità vocali di spessore che completano la struttura. Troviamo anche un videoclip illuminante, curato da Polza. Artista atelier tedesco. Inoltre non perdiamo di vista la grande apertura di “Universe” dove il basso ipnotico si infrange su una tempistica storta e tribale, con sbalzi deliranti durante la sua intera durata. In “Faces” danziamo su un loop fastidioso, che si libera nell’aria, in una base electro dance che prende il sopravvento, molte influenze anni 80 si collegano al grande lavoro in fase di produzione. Un chiaro esempio di sperimentazione in tutto il suo percorso.

flying moon in space recensione

Con rumori di ingranaggi arrugginiti, la breve traccia“Baustelle” si collega a “Steam Water Solid”, una delle composizioni più belle e raffinate. Il timbro del brano è di matrice new wave stile Joy Division, padrini indiscussi di quell’era. Le chitarre quasi scordate trascinano nel suo vortice allucinato e fuori dal tempo vitale. Una composizione sporca e complicata da apprendere.

Where Lover Meets” segna il battito di una nuova vita, i delay fiabeschi si incastrano con un feedback temporale, che ci porta indietro nel passato e riprende le tematiche kraut / noise della ripetitiva “Ardor”. Una parte vocale riverberata a dovere, segue la base di fondo monotona ma nello stesso momento geniale. Risulta una delle take più lunghe di tutto il lavoro, al suo interno troviamo un circo di anime erranti e tutto il bagaglio di effettistica che completa la band. Nella parte finale un’insieme di voci dissonanti e fuori di testa chiudono la struttura del brano. Chiudiamo con “Next Life” altro brano dolce, molto personale e orecchiabile, la composizione è molto scorrevole, con una batteria precisa e impeccabile.

Una bella novità questo nucleo sperimentale dei Flying Moon in Space, che rompe gli equilibri al suo ascolto, un disco non semplice da ricordare. La band viene da un lungo e accurato studio, su tecniche virtuose che portano l’ascoltatore a qualcosa di nuovo che mette i brividi.

Voto: 7

Esordio distopico per i Flying Moon in Space [Recensione ] 1

LINK UTILI:

Bandpage Facebook: https://www.facebook.com/flyingmooninspace

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCC9JlwKFhvtyPPJv3QLPOmg

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