Michele Bravi – un concerto che sa di promessa di una nuova alba

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Sono l’estate e alcune location particolari a fare da cornice al tour estivo di Michele Bravi, progetto pensato per ridare speranza al settore dello spettacolo in attesa del tour autunnale, un concept fatto soltanto di piano e voce.

Noi di Shockwave Magazine abbiamo assistito alla terza data, inserita all’interno del cartellone del festival estivo Teramo Natura Indomita.

Il concerto comincia con La promessa dell’alba, canzone apripista anche dell’album La geografia del buio, con un testo tra i più profondi e coraggiosi che Michele Bravi abbia mai scritto. Prima di continuare però decide di fare un gesto importante che di solito gli artisti lasciano alla fine di un concerto: il suo pubblico e gli addetti ai lavori.

Dopo infatti quasi due anni dall’ultimo concerto i lavoratori dello spettacolo possono finalmente tornare al loro posto. Spesso infatti dimentichiamo che dietro un palco c’è tutto un lavoro che neanche immaginiamo, sono sempre i primi ad arrivare e gli ultimi ad andarsene.

Per Michele Bravi però il pubblico è altrettanto importante. È stato anche il suo pubblico, la sua community come la chiama lui a dargli la forza per ricominciare, per ripartire. Ed è proprio il contatto con il pubblico a farla da padrone.

Michele Bravi
Le prossime date del tour LIVE PIANO E VOCE di Michele Bravi a cui si aggiungono quelle di Assisi (3 Settembre), Bolzano (7 Settembre) e Biella (11 Settembre).

Il live piano e voce prosegue con Tanto per cominciare e con Quando un desiderio cade, canzone particolarmente adatta al periodo che stiamo vivendo, che sottolinea come in periodi di buio sia importante trovare la luce.

Perché nella vita di sicuro non c’è proprio niente

E a volte non lo sai nemmeno da cosa dipende

E va capito che la rabbia passa e tutto serve

E qualunque cosa accada l’importante è sempre

Che quando un desiderio cade

Allora tu esprimi nuove stelle

Ritornello di Quando un desiderio cade.

Nella scaletta del concerto c’è anche spazio per qualche cover, tra cantautori italiani e non, che però Michele Bravi riesce a fare sue.

Prima di cantare Maneggiami con cura, Michele ci chiede di mettere via i telefoni, di pensare a qualcuno o a qualcosa e di trovare poi il coraggio un giorno di condividere con qualcuno questa canzone e di mostrare le nostre fragilità.

Michele infatti ci confida un segreto: quelle dieci canzoni sono nate perché qualcuno ha avuto il coraggio di confessarsi con lui e lui è riuscito poi ad aprirsi. Maneggiami con cura è infatti una canzone meravigliosa proprio per questo.

Prima di andare avanti Michele ci chiede di descrivere cos’è per noi l’amore. Dopo un primo momento di silenzio c’è qualcuno che risponde mistero, paradosso e chi ‘lei’. Allora Michele inizia a cantare Mantieni il bacio, di quell’amore che ci salva dalla ferita del mondo, e poi dedica Tutte le poesie sono d’amore a ‘lui’, la persona che gli ha insegnato cos’è l’amore.

Il concerto sta per finire. C’è solo il tempo di Ricordami, canzone che fa parte della colonna sonora di Coco, film della Disney e di chiudere in bellezza con quelle che sono forse le canzoni più belle di Michele: Il diario degli errori e La vita breve dei coriandoli.

Quello di Michele Bravi è stato un concerto diverso dal solito, speciale, quasi ‘privato’, come se Michele avesse organizzato un concerto singolo per ognuno di noi spettatori.

Ne avevo avuto l’impressione già in conferenza stampa ma ieri sera ne ho avuto la conferma. Michele Bravi è una persona trasparente. Quando lo guardi e lo ascolti parlare gli pipi letteralmente vedere l’anima, un’anima complessa, a volte fragile, ma bellissima.

Ti guarda negli occhi e ti racconta di come sta, di quanto è grato, quasi come se si confessasse come un libro aperto. Racconta alcuni aneddoti della sua infanzia come quando andava con la nonna a fare la spesa e gli comprava gli ombrellini di cioccolato. Ride quando sente di persone che lo definiscono un cantante triste.

E allora finisce un altro concerto e io mi sento più leggera, più spensierata. Grazie Michele per essere semplicemente te stesso, così autoironico e umile e per avermi regalato non una, ma tante lezioni di vita.

Tamara Santoro
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