Endeavours è il nuovo album del cantautore italoamericano Joseph Martone. L’album, prodotto da Taylor Kirk, esce a febbraio 2026 con l’etichetta indipendente italiana Rivertale Productions.
Strade polverose, vicoli bui, il blues e il folk americani che si fondono con la provincia italiana. Joseph Martone è una sorta di crocevia col destino umano e musicale di chi ha sempre vissuto all’incrocio dei venti. Nel suo DNA c’è sicuramente la strada, chilometri percorsi in lungo e in largo dagli Stati Uniti all’Italia, al sud dello stivale, alla provincia di Caserta dove ha costruito attorno alle sue radici un progetto che è prima di tutto di vita oltre che musicale.

Endeavours contiene tutto questo ma anche di più. Un album che fonde il folk col blues ma anche la tradizione e i temi del cantautorato italiano. Ascoltando il suo album, prodotto da Taylor Kirk che era già stato produttore dell’album di debutto “Honey Birds”, si ritrovano le sonorità e le melodie tanto care ad artisti come Nick Cave e i Calexico, passando anche da Mike Patton. La voce graffiata di Joseph sa adattarsi ai diversi brani e ai registri di volta in volta mutevoli delle diverse liriche. Luce ed ombre si alternano con sapienza in un album che sembra arrivare da un luogo di provincia, che sia americana o italiano poco importa, quello che conta è l’urgenza che trasudano un album molto lontano da quelli pensati a tavolino per essere comodamente incasellati in qualche categoria particolare. Ma, in fondo, è la vita vissuta ad essere così difficile da incasellare con tutti i suoi controsensi e le sue contraddizioni, per questo catturare uno spirito simile in un album è un dono che pochi musicisti hanno.
Martone, nel suo ultimo album Endeavours, attinge dai suoni e dai ritmi di entrambe le culture di origine, l’Italia e gli Stati Uniti, per creare il suo stile musicale caratteristico. I suoi brani sono esplorazioni sincere, spesso dure che ripercorrono la sua infanzia e l’adolescenza, che riportano a galla visioni del suo passato e ci descrivono un palcoscenico affollato di personaggi che hanno contribuito alla sua storia. Amore e dolore, amici e famiglia, il tempo che passa e i ricordi che tornano a galla inevitabilmente quando si invecchia, tutto condensato nell’universo musicale ed umano in cui Joseph si muove. Raccontare i rapporti lacerati e le ancore di salvezza, come l’immaginifico vigneto di famiglia da dove tutto parte e tutto ritorna, dove anche in tempi bui la vita impone di portare a termine un raccolto, una storia di esistenze intrecciate che ciclicamente riaffiora. Un’esperienza di vita che non risparmia dolore, ma che sa anche regalare bellezza a chi è in grado di fermarsi e coglierla.
Registrato in parte in in Québec e in parte in Italia all’Auditorium Novecento di Napoli e Al Mare Studio di Ravenna con collaborazioni prestigiose come Fabio Rondanini dei Calibro 35 alla batteria e Francesco Giampaoli degli Hugo Race Fatalists al basso. Joseph Martone consolida il sodalizio autoriale con Ned Crowther (The Fernweh, Smokey Angle Shades), e si avvale dell’importante produzione di Mike Dubue e Taylor Kirk della band canadese folk-blues Timber Timbre. Endeavours ci restituisce tutto l’universo di chi vive all’incrocio dei venti, che siano amorosi o amicali, che siano familiari o personali tutto si tiene in un melting pot di lingue e radici che seppur diverse e lontane sono difficilissime da districare. La musica, in questi casi, è il solo collante capace di raccontare e in qualche modo spiegare tutto quello che altrimenti sarebbe difficile raccontare.
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