Presentato a Bologna durante la trentunesima edizione di Visioni Italiane, in occasione dei vent’anni della casa di produzione Mammut Film, Kemp, My best dance is yet to come di Edoardo Gabbriellini è un ritratto intimo, lirico, di Lindsay Kemp, icona della danza e del teatro performativo del Novecento.
Un dibattito introduttivo, condotto da Gian Luca Farinelli insieme agli autori e produttori, Ilaria Malagutti, Francesco Merini, Michele Mellara e Alessandro Rossi, apre la proiezione. Mammut Film fonda a pieno le proprie radici nella città emiliana: Bologna non diventa soltanto il luogo in cui le idee prendono vita, bensì lo stesso terreno in cui vengono restituite. L’obiettivo è di costruire un parametro culturale condiviso, un gesto nato con e per la comunità. È in questo contesto che prende forma il ritratto di Kemp, figura leggendaria dell’arte performativa del Novecento, mimo, coreografo, danzatore, attore e regista, capace di vivere ogni gesto come atto totalizzante, poetico.
Il film rifiuta la struttura lineare della classica biografia, si sviluppa invece come un flusso ipnotico di materiali d’archivio, interviste e repertorio scenico. Non una biografia tradizionale: Kemp si propone come esperienza sensoriale, viaggio nella mente e nel corpo di un artista che è stato capace di fare della metamorfosi la propria ragione d’essere.

Kemp, maestro di contaminazioni, ha vissuto nell’eccesso. Alcol, fumo, allucinogeni, improvvisazioni visionarie: tutte esperienze riversate in arte, in energia scenica. Le stesse esibizioni seguivano il concetto di trasfigurazione: il corpo che diventa linguaggio, la parola che si dissolve nel gesto.
Sperimentatore eccentrico e provocatorio, Lindsay Kemp ha saputo travalicare i confini del teatro e della danza influenzando artisti di livello mondiale. Ha lasciato tracce indelebili nella musica di David Bowie, Kate Bush; anche nel cinema, grazie all’amicizia e alla collaborazione con Derek Jarman.
Il documentario esplora l’ultimo anno della vita di Kemp a Livorno, e intreccia ricordi, riflessioni, il desiderio di continuare a portare in scena la propria arte. Più che celebrare un’artista, l’opera racconta la personale filosofia di vita di Kemp: il corpo, come veicolo di libertà.
La programmazione di Visioni Italiane si tiene a Bologna, al Cinema Modernissimo, dall’11 al 16 dicembre.
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