Le serie tv che incoraggiano le donne

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Le serie tv che hanno donne come protagoniste sono solo una conquista degli ultimi anni. Se poi il loro è un ruolo importante con un messaggio forte allora i casi possono contarsi sulle dite di una mano.

Dagli anni ’70 in poi le donne sono state oggetto di stereotipi e pregiudizi sia sul grande che sul piccolo schermo.

Basti pensare a Wonder Woman, la supereroina in cui ogni donna potrebbe immedesimarsi. E invece no. Perché i supereroi erano in netta maggioranza. Da Wonder Woman a Vita da strega il passaggio è breve e inappropriato. Siamo tornati nel Medioevo, a quando le donne erano accusate di stregoneria e bruciate sul rogo.

Per assurdo, il primo passo verso il cambiamento si ha con Morticia Addams, l’esempio perfetto della moglie al pari del marito.

Negli anni ’90 le protagoniste sono Pamela Anderson con Baywatch e Angela Lansbury nei panni della Signora in Giallo. Ma a quanto pare fisico da urlo e quoziente intellettivo non potevano coesistere nella stessa donna. Per fortuna possiamo dire che ad oggi quei tempi sono ormai superati.

Di seguito trovate le serie che noi di Shockwave Magazine abbiamo selezionato per voi, assolutamente da non considerare come in una classifica dalla migliore alla peggiore. Le prime tre serie vedono come protagoniste tre delle sole sei donne che portarono sulla testa il peso della corona inglese nella lunga storia di una delle monarchie più longeve di sempre.

Reign, 2013 – 2017

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Di lei non se ne parla molto, ma non per questo vuol dire che sia meno importante. Sto parlando di Maria Stuarda, regina di Scozia.

La sua intera esistenza è sempre stata in pericolo, sin da quando è stata messa alla luce, Divenne regina a soli sei giorni dalla nascita e per scappare dalle guerre anglo-scozzesi fu data in sposa all’erede al trono di Francia, per stringere un’alleanza con un paese cattolico.

Una volta tornata in Scozia si trova a dover combattere ancora contro i lord protestanti, uomini non si sarebbero mai inchinati al sesso debole, soprattutto non volontariamente e che pensano che una donna al potere sia contro natura.

Victoria, 2016 – 2019

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XIX secolo. La principessa Vittoria è l’unica erede legittima al trono del Regno Unito alla morte del suo predecessore.

Al momento della sua ascesa al trono, appena maggiorenne, Vittoria si ritrova a governare su un territorio di enormi dimensioni e a contrastare gli squilibri interni tra il partito Whig e quello Tory. La sovrana potrà contare sull’appoggio di Lord Melbourne e del cugino di primo grado Alberto, che in seguito diventerà suo marito e principe consorte.

Vittoria dovrà anche dimostrarsi in grado di bilanciare il suo ruolo come Regina e i suoi obblighi verso suo marito e i suoi bambini, gestire diverse tragedie all’interno dei rami inglesi e tedeschi della famiglia reale, ed affrontare relazioni internazionali con la Francia e crisi simili, come la Guerra Anglo-Afgana e la Grande Carestia in Irlanda.

The Crown, 2016 – in corso

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È la monarca che ha regnato più a lungo sul trono d’Inghilterra e del Regno Unito che col tempo è diventata un’icona, un punto di riferimento per il suo popolo, The Crown racconta la storia della regina Elisabetta II dal 1947 agli inizi del XXI secolo.

In particolare, la prima stagione copre gli anni che vanno dal matrimonio tra Elisabetta e Filippo di Edimburgo, fino allo scoppio della crisi di Suez nel 1956; la seconda stagione prosegue la narrazione degli eventi, comprendente i mandati a primo ministro di Anthony Eden e Harold Macmillan e lo scandalo Profumo, fino al marzo 1964, anno di nascita del principe Edoardo, ultimogenito di Elisabetta e Filippo.

La terza stagione narra gli eventi che vanno dall’elezione di Harold Wilson alla carica di primo ministro, nell’autunno 1964, al giubileo per celebrare i venticinque anni dall’ascesa al trono di Elisabetta II nel 1977, trattando nello specifico del matrimonio in continua crisi fra la principessa Margaret e Antony Armstrong-Jones e delle prime vicissitudini amorose del principe Carlo. La quarta stagione narrerà gli eventi dal 1977, anno del primo incontro tra Carlo e Lady Diana Spencer, al 1990, anno delle dimissioni di Margaret Thatcher, prima donna a ricoprire la carica di primo ministro del Regno Unito.

Le prossime tre serie sono completamente diverse tra di loro ma hanno un punto particolarmente importante in comune: tutte raccontano storie potenti, di donne coraggiose.

Le regole del delitto perfetto, 2014 – 2020

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Incentrata sulle vicissitudini personali e professionali dell’avvocato e docente Annalise Keating e delle relative implicazioni sulla sua cerchia di fedeli collaboratori e studenti, Le regole del delitto perfetto è stata acclamata dalla critica sin dal suo esordio. In particolare il ruolo della protagonista è stato ampiamente apprezzato grazie alla straordinaria interpretazione Viola Davis, che si è aggiudicata un Premio Emmy e due Screen Actors Guild Awards.

The Handmaid’s Tale, 2017 – in corso

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Ambientata in un futuro non lontano, in cui il tasso di fertilità è in calo a causa di malattie e inquinamento, la serie descrive una società organizzata da leader assetati di potere, in cui le donne sono brutalmente soggiogate e non possono lavorare, leggere o maneggiare denaro.

A causa dell’infertilità e del crollo delle nascite, le donne fertili, ribattezzate “Ancelle”, sono assegnate alle famiglie elitarie dove subiscono stupri rituali da parte del proprio padrone con lo scopo di dargli dei figli.

Big Little Lies, 2017 – 2019

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La serie vede protagoniste cinque donne madri alle prese con i problemi più o meno normali a cui la vita le sottopone.

Celeste (Nicole Kidman), Jane (Shailene Woodley) e Madeline (Reese Witherspoon) sono le protagoniste principali della serie e tutte hanno un oscuro segreto da mantenere. Celeste subisce abusi e violenze dal marito, Jane è una ragazza madre, il cui bambino è frutto di uno stupro mentre Madeline divorziata e risposata con Ed, soffre perché la figlia più grande sta crescendo sotto l’influenza dalla nuova moglie dell’ex-marito.

Le loro vite già problematiche saranno sconvolte da un omicidio, avvenuto durante un evento di beneficenza organizzato dalla scuola locale.

La serie, ambientata a Monterey, cittadina costiera della California dove tutti si conoscono e in cui i gossip sono all’ordine del giorno, ha riscosso il successo del pubblico a livelli stellari tanto da vantare 5 premi Emmy e 4 Golden Globe tra i numerosi riconoscimenti.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Big Little Lies c’è Little Fires Everywhere.

Little Fires Everywhere

Ambientata in un’idilliaca cittadina dell’Ohio, fondata sulle convinzioni dell’ordine e dell’utopia, il cui equilibrio è talmente precario che l’arrivo di due outsider sconvolgono in poco tempo la vita di una famiglia all’apparenza perfetta.

A creare scompiglio a Shaker Heights sono Mia Warren, interpretata da Kerry Washington e sua figlia Pearl (Lexi Underwood). Mia è un’artista squattrinata, di origini afroamericane, che si sposta spesso per trovare l’ispirazione in posti diversi, e che ha cresciuto sua figlia da madre single.

A rappresentare i canoni della perfezione è invece Elena Richardson, interpretata da una straordinaria Reese Witherspoon, giornalista part-time, sposata con un avvocato dal ruolo marginario, e con ben 4 figli a cui pensare.

Le prossime due serie che vi segnaliamo sono invece italiane, di produzione Rai.

Bella da morire, 2020

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Perfetta per chi ama risolvere i misteri e per chi vuole ottenere giustizia.

In Italia una donna su tre ha subito violenze fisiche o sessuali.

Riceviamo 11 denunce al giorno per stupro, più del doppio per maltrattamenti.

Ogni anno circa 100 vittime di femminicidio, praticamente una ogni 72 ore.

9 volte su 10 l’assassino è un maschio.

Sono gli uomini ad avere un problema con le donne.

Al centro della trama c’è una storia di femminicidio, tema tragicamente attuale. Bella da morire è una serie Rai che vede come protagonista una straordinaria Cristiana Capotondi, non estranea a ruoli di spessore e spesso coinvolta nella lotta per i diritti delle donne.

In questo caso veste i panni di Eva Cantini, un’ispettrice di polizia che lascia la sua vita per fare ritorno a Lagonero, il tranquillo paesino dove è cresciuta per stare accanto alla sorella Rachele, giovane ragazza madre dal carattere esuberante.

Eva è una donna dal temperamento forte e determinato e competente nel suo lavoro, come la descrive il questore facendo affidamento sulle opinioni dei suoi ex colleghi.

Vivi e lascia vivere, 2020

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Lo stimolo perfetto per alzarsi e ripartire dopo una caduta.

Vivi e lascia vivere è una delle fiction di successo della Rai. Vede protagonista Elena Sofia Ricci, in una storia a dir poco sconvolgente che può essere ispirazione per altre donne.

Vivi e lascia vivere è la storia di una donna, Laura, che si trova a dover affrontare un grosso ed improvviso cambiamento nella sua vita. E una donna in queste situazioni ha soltanto due alternative: toccare il fondo e rialzarsi più forte di prima o riprendere in mano la propria vita.

Dopo aver scoperto infatti che suo marito è fuggito per scampare alla finanza, Laura è costretta a mentire ai suoi figli e a trovare il modo di diventare una donna indipendente sfruttando quelle che sono le sue doti e coinvolgendo altre donne coraggiose nel suo nuovo progetto.

L’ultima è un po’ in contrasto rispetto a quanto detto all’inizio di questo articolo, ma per un valido motivo.

Supergirl, 2015 – 2021

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È vero che la protagonista è una supereroina, ma è molto di più. Supergirl narra la storia di Kara Danvers (Melissa Benoist), cugina del più famoso supereroe in calzamaglia che non deve nascondersi nei panni di una casalinga ma che anzi combatte ogni giorno per non essere sminuita.

Kara è una giornalista, quindi sempre alla ricerca della verità e per di più un faro di speranza per tutti i cittadini di National City. Particolarmente da apprezzare è che il suo capo è sempre una donna. Kara è anche una rifugiata, scappata dal suo pianeta poco prima che questo morisse, ed è impegnata anche nella lotta per i loro diritti.

Tamara Santoro
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3 commenti su “Le serie tv che incoraggiano le donne”

  1. Tengo a precisare che questo messaggio non vuole essere anti-femminista, però in riferimento a quanto scritto all’inizio dell’articolo, vorrei solo fare presente che, per quanto Angela Lansbury non sia fisicamente paragonabile a Pamela Anderson (ma non è neanche una brutta donna), la serie “La signora in giallo” ha aiutato molte donne ad identificarsi nel ruolo di Jessica Fletcher, in quanto affermata scrittrice, donna indipendente e libera di viaggiare.
    Scrivere “Per fortuna possiamo dire che ad oggi quei tempi sono ormai superati” parlando di una serie che ha toccato due decadi mi sembra molto riduttivo. Non capisco perché si debba sempre criticare (anche quando non ce n’è veramente bisogno) quello che è stato fatto in passato, quando invece bisognerebbe parlare di come siamo ancora messi oggi: programmi tv che rendono le donne ridicole, pieni di persone ignoranti che le sminuiscono e serie tv che rasentano l’impossibile e il patetico a livelli esponenziali!
    Serie come “La casa nella prateria”, “La tata” o “La Signora del West” dovrebbero essere fonte di ispirazione e soprattutto di svago.
    Grazie per l’attenzione.
    Saluti,
    Federico

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    • Buongiorno,
      il mio “Per fortuna possiamo dire che ad oggi quei tempi sono ormai superati” non era riferito al ruolo di Angela Lansbury, (su cui non ho nulla in contrario, anzi) ma piuttosto sulla rigida dicotomia tra fisico da urlo e quoziente intellettivo, visto che all’epoca era inammissibile pensare che potessero coesistere nella stessa donna.
      Spero di essermi chiarita e le auguro una buona giornata.

      Rispondi

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