Spore: il thriller noir di Alessia Di Giovanni nell’Italia del 1987

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Spore è il nuovo film di Alessia Di Giovanni, prodotto da Studio Creativecomics con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e Film Commission Lombardia e distribuito da Emera Film. L’opera cinematografica è disponibile sulla piattaforma streaming Chili

Alessia Di Giovanni porta sullo schermo la storia di due amiche nell’Italia del 1987. Quello che racconta la regista è l’anno in cui si va verso il tramonto del comunismo nel mondo occidentale, e di conseguenza anche la fine della guerra fredda e l’ascesa delle istanze neoliberiste. In questa fase si risolse il conflitto militare fra sogno americano e mito sovietico, ma imperava ancora lo scontro culturale e generazionale. Inoltre, proprio nel 1987, gli italiani furono chiamati alle urne per votare al referendum contro il nucleare dopo il disastro di Chernobyl, avvenuto l’anno prima.

«Questa non è una punkzine, ma un manuale di sopravvivenza. E’ un modo per fare rete, per dire noi ci stiamo provando qui, ora. Unico credo, quello hardcore del do it yourself. O, come si dice da queste parti: Fali da sparti’. Meglio male che niente! Abbiamo deciso di uscire col primo numero proprio in occasione del concerto contro la centrale nucleare, rispondendo al loro veleno radioattivo con delle “spore” culturali, come quelle che certi funghi disperdono nell’ambiente per rigenerarsi a chilometri di distanza. Chi l’ha detto che la muffa fa male?»

E’ da questi presupposti che si dirama la sceneggiatura di Spore. Ci troviamo nei pressi del fiume Po e sullo sfondo della centrale elettronucleare Enrico Fermi di Trino – uno dei quattro impianti italiani di produzione di energia elettrica da fonte nucleare – dove siamo partecipi delle storie di Giulia (Alice Croci), una ragazza punk ribelle che vuole vivere a suo modo, vuole essere se stessa in una società che giudica e per questo viene punita con lo stupro.

Giulia è segretamente innamorata della sua migliore amica Zippo (Liliana Benini), una writer straight edge che suo malgrado viene invischiata nella vendetta della sua migliore amica, che non accetta di essere vittima di una violenza ignobile. Accanto a Giulia e Zippo, ci troviamo spettatori anche della storia di Laura (Valentina Lodovini), sorella di Giulia ed ex brigatista appena uscita dal carcere che in casa nasconde una pistola che Giulia ruba per realizzare la sua vendetta.

Spore, il cui titolo nasce dalla fanzine che le due protagoniste fondano, racconta la rabbia interiore verso una politica assente e indifferente ai cambiamenti ambientali e alle tante, troppe, morti dovute alle radiazioni della vicina centrale nucleare di Trino. Questi sentimenti di malessere fanno da contorno alla violenza subita da Giulia e alla conseguente vendetta dopo lo stupro.

L’architettura del racconto è affidata ad un lungo flashback, in cui ci troviamo a vivere il passato, il presente ed il futuro di Giulia e Zippo, dall’abuso all’omicidio sbagliato, fino alla loro fuga. Una narrazione la cui struttura ha il fine di mettere insieme tutti i tasselli del puzzle. Il fumetto è il fulcro delle vicende passate e presenti, le parti animate – ad opera delle due illustratrici Darkam e Monica Barengo – sono imperanti nel corso delle sequenze e nella tragicità degli eventi. Giulia infatti affida proprio alla sua matita i ricordi confusi della sua storia, provando a dare un senso al suo vissuto.

Spore è la terza opera di Alessia Di Giovanni, da sempre attenta ai temi del corpo delle donne e della violenza di genere. Nell’opera viene raccontata la giustizia fai da te, provocata da una mancanza di fiducia nelle istituzioni e nella società in cui abitano luoghi comuni e una profonda indifferenza.

La giustizia privata viene vista come unico strumento di sopravvivenza, l’autotutela è l’unico mezzo che Giulia vede per risolvere un abuso, il suo abuso. Ma presto scopre che la vendetta non è come l’aveva pensata, che quella giustizia che aveva ideato insieme a Zippo non era la soluzione al suo malessere che le trascinate in un vortice senza via d’uscita.

«Cercavo di fare la cosa giusta e invece ho finito per fare del male all’unica persona a cui volevo veramente bene»

Alessia Di Giovanni con Spore non fa altro che ricordarci che il ruolo dello Stato e delle forze dell’ordine è quello di essere baluardi a difesa della sicurezza. Bisogna spingere per potenziare il loro lavoro, ma non si può pensare di sostituirli, dando vita ad un far west con solo dei vinti e senza vincitori.

Isabella Insolia
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