Nel Contagio, il nuovo libro di Paolo Giordano – Recensione

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È uscito il 26 marzo 2020 il saggio Nel contagio di Paolo Giordano per Einaudi.

Con il romanzo pluripremiato “La solitudine dei numeri primi” pubblicato da Mondadori, nel 2008 Paolo Giordano fa il suo ingresso nel mondo letterario. In qualità di scrittore-scienziato, Giordano condivide attraverso un nuovo scritto, questa volta sotto forma di saggio, le sue riflessioni sulla pandemia e sui suoi effetti.

“La matematica può aiutarci perché non è la scienza dei numeri ma delle relazioni: descrive i legami e gli scambi tra fattori diversi. È soprattutto un’infezione alla nostra rete di relazioni.”

Paolo Giordano, Nel Contagio

Soprattutto ci ricorda che pur essendo un virus che prima o poi domeremo, è ciò che porta con sé che dobbiamo custodire. Non lascerà solo una scia di morte e distruzione, bensì consapevolezze e realizzazioni perché “quanto sta accadendo non è un accidente casuale né un flagello. E non è affatto nuovo: è già accaduto e accadrà ancora.”

Ciò con cui vi imbatterete leggendo questo saggio – Nel Contagio – e che, forse, non si è sentito né visto dall’inizio della pandemia ad oggi è la semplicità di espressione. Pensando alle espressioni matematiche i più affezionati a Venditti esploderanno in un “la matematica non sarà mai il mio mestiere” ma non abbiamo bisogno di essere scienziati per capire il linguaggio di Paolo Giordano. La sua matematica del contagio è un linguaggio basico ed efficace fatto di metafore elementari ma potenti.

A Giordano va il merito di aver preso il linguaggio tecnico-scientifico e di averlo scomposto come si fa con le espressioni personificando un’entità invisibile e attribuendo a ogni essere umano una capacità.

Fino ad ora si è detto più volte che siamo tutti potenziali untori. E se non lo fossimo tutti cambierebbe il nostro approccio al problema? O vogliamo omologarci nel bene e nel male finché Covid non ci separi? Se la distinzione che Propone Giordano fosse valida (e questo solo il tempo lo dirà) gli umani non sarebbero più un agglomerato di anticorpi troppo deboli per salvarsi dalla pandemia.

Potremmo dividerci in SIR: i Suscettibili, coloro che potrebbero ancora contagiare o essere portatori, gli Infetti, coloro che hanno già contagiato, e i Rimossi, coloro che non possono più contagiare. In che categoria può collocarsi ognuno di noi? È proprio questo dubbio che potrebbe e dovrebbe allertarci riflettendo su un numero impressionante: i Suscettibili sono sette miliardi e mezzo, in teoria. Nella pratica l’assenza di un vaccino ci rende tutti Suscettibili.

Quindi come si ferma davvero il contagio se un vaccino non c’è? I vaccini hanno il potere di farci passare da Suscettibili a Rimossi senza passare dall’intermezzo che è la malattia. Ridurre il numero di Suscettibili è al momento impossibile e la nostra unica arma diventa la prudenza. La prudenza, come in un passaggio di stadio da liquido a gassoso ci trasforma da socievoli a sofferenti. Neanche la consapevolezza che tutto passerà ci consola.

nel contagio paolo giordano

Cosa ci insegna quindi di diverso Nel Contagio che già non sapevamo?

Forse niente di veramente nuovo ma è sicuramente un promemoria, un promemoria per il dopo. Un piccolo diario scientifico e filosofico del perché è importante essere prudenti e ponderare bene le piccole scelte giornaliere per stare meglio, tutti, nel mentre e nel dopo, per non far sì che il contagio sia prima di tutto una mancanza di solidarietà e che mai come ora vale quella meditazione di John Donne che decanta “nessun uomo è un’isola”.

In un momento storico in cui il diritto di parola è sacro più della partita di calcio della domenica, guardando al titolo penserete: “Ecco un altro che dice la sua sul Covid”. Vi ricrederete perché a differenza di molti laureati in scienze della vita che si improvvisano virologi, Giordano, che vanta un dottorato in fisica, non impone la sua parola come verità assoluta dal dietro le quinte del comitato tecnico-scientifico sbandierato su tutti i canali. No.

Nel Contagio vuole essere non una riflessione in stile flusso di coscienza alla Joyce ma una raccolta di riflessioni, quasi fosse un piccolo diario. Breve, semplice, senza paroloni, frasi shock e nuove verità da indagare o acclarare a suon di like e polemiche. Giordano cerca di porre ordine matematico nel caos delle emozioni.

Chiara Sciarra

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