Achille Lauro: LAURO parla per tutti noi [Recensione]

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Dopo la sua presenza al Festival di Sanremo, Achille Lauro torna con il suo nuovo album “LAURO”. Lui lo definisce il ultimo lavoro in studio, l’ultimo dopo due anni di continue uscite discografiche in cui ha sempre cambiato stile, superando sempre ogni aspettativa

A quanto pare LAURO sarà l’ultimo album di Achille Lauro (anche se di questo non sono convinto), ed appunto per questo permettetemi di ripercorrere il “come” si è arrivati alla fine di tutte quelle uscite discografiche che, se messe insieme, possono essere definite una saga musicale. Il primo, grande, cambiamento avviene ad inizio 2019, quando Lauro abbandona la scena trap e partecipa al Festival di Sanremo con il singolo “Rolls Royce”, ma il tutto passa inosservato, ed anche il suo album 1969, il primo del viaggio tra i generi, ebbe successo solo dopo. Poco tempo dopo la sua partecipazione al festival comincia la “metamorfosi” che tutti conosciamo, quella dell’Achille trasgressivo, quella del “Achille Lauro non porta nulla di nuovo”, ma mantenendo un basso profilo.

Achille Lauro lauro recensione

Il vero boom di Achille arriva all’edizione 2020 del Festival di Sanremo, quando decise di attirare tutta l’attenzione su di se, e sappiamo tutti come andò. Da quella “Me ne Frego” Lauro cominciò quella che ho chiamato “saga discografica”. Achille comincia a viaggiare sul serio tra i generi musicali, passando prima dal rock in 1969 alla dance anni ’90 con 1990, ed arrivare, pochi mesi dopo, a 1920, in cui presentò il suo jazz/swing. Con LAURO l’artista romano completa il percorso cominciato a Sanremo, o meglio, va ancora più nel dettaglio della sua esperienza al festival.

Proprio come l’edizione del Festival di Sanremo appena passata, in LAURO ogni lettera corrisponde ad un genere musicale, ma non solo, infatti l’album è diviso in due aeree

Anche senza “anno” preciso come titolo dell’album Achille Lauro mantiene sempre la stessa formula anche per LAURO. Questa volta però non si concentra solo su un genere, ma su più generi, ognuno di essi indicati da una lettera ben precisa (proprio come fu per il Festival di Sanremo 2021), ed in più, per andare più nel dettaglio, Achille decide di dividere in due parti l’album: una prima parte più personale, ed una seconda che viaggia tra il punk-rock ed il grunge.

La prima traccia, “SOLO NOI”, una ballad rock e probabilmente una delle più personali dell’album, con cui Achille Lauro si racconta, anzi, racconta la sua generazione, quella che come lui ha vissuto in periferia, di cui, nonostante tutto, ne ha nostalgia. Con “LATTE+”, Achille Lauro ci offre un funky con cui si riavvicina allo stile cinematografico che propose con la colonna sonora di Baby 3, “Maleducata”.

Il secondo singolo, che uscì dopo il Festival di Sanremo, “MARILU’” è un brano con cui Achille Lauro racconta la storia appunto di Marilù. Lauro la definisce una poesia dedicata ad una ragazza che vuole ribellarsi, che non vuole seguire i consigli dei genitori per essere il più possibile se stessa ed imparare a vivere la vita. Come dicevo, questo sembra essere l’ultimo album di Achille, e quindi ecco che c’è bisogno di una canzone autobiografica, ovvero la title-track, “LAURO”, una traccia piena di riferimenti alla sua carriera, dalle sonorità punk rock, che si ripresenteranno più volte nel corso dell’album. In questo album troviamo anche un Lauro impegnato socialmente, qualcosa di nuovo per lui, e la testimonianza è “FEMMINA”, che lancia un messaggio semplice e diretto: essere, per la bellezza dell’essere e non dell’apparire.

In LAURO non c’è spazio per la calma, Achille Lauro vuole che si mantenga l’attenzione al massimo, ma viene difficile in un album in cui le tracce sono un mix di emozioni forti che non lasciano modo di ragionare

In LAURO ci sono tre tracce, tutte si seguito, che fanno alzare il livello dell’album velocemente e che probabilmente, se non fossero state messe una dietro l’altra, non avrebbero prodotto lo stesso effetto, anzi, volendo esagerare, sono tre brani che vanno ascoltati insieme. Il primo è GENERAZIONE X, un pezzo punk-rock, che non da solo voce alla generazione di Achille Lauro, ma a tutte quelle che urlano, come scritto nel testo, “stiamo bene così”.

Poi arriva, quasi di colpo ed inaspettata, “BARRILETE COSMICO”, pezzo pop-punk che riprendere sonorità anni ’60. Un pezzo ironico ma allo stesso tempo forte e pieno di riferimenti, da quelli cinematografici a quelli calcistici (Il titolo prende ispirazione da Maradona, che venne nominato Barrilete Cosmico dal cronista Victor Hugo Morales durante la partita Argentina-Inghilterra del 1986). L’ultima traccia di questa “trilogia” è “PAVONE”, sensuale e trasgressiva, che però riesce ad essere “nobile”, anche nel suo essere sporca, e da questa, per citare il ritornello di “BARRILETE COSMICO”, non atterriamo più.

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Se LAURO è veramente l’ultimo album di Achille Lauro allora c’è bisogno prima della malinconia, e poi della profondo riflessione di cosa sia stato e di cosa potrà diventare

Dopo le forti sensazione del tris di tracce di cui prima ho parlato Achille Lauro ci lascia con due ballad, “STUPIDE CANZONI D’AMORE” e “SABATO SERA”. Due brano molto differenti tra loro, il primo molto più semplice, sia musicalmente che testualmente, che possiamo definirlo quasi “bambinesco”. Invece la seconda ballata, nonché ultima traccia di LAURO, è molto più profonda, è musicalmente negli anni ’90 e con un testo che arriva come un pugno nello stomaco, insomma, una ballad “da grandi”. Prima di andare a fare delle riflessioni penso che sia importante avvisarvi che, se ne avrete la possibilità, per avere una visione completa dell’album, sia giusto sentire la deluxe edition, perchè è proprio grazie alle varie intro (che furono già usate per Sanremo) che si riescono a capire, fino in fondo, i vari brani ed i vari collegamenti alle lettere (di cui ho già parlato in questo articolo).

Finito l’album ci sono da fare delle riflessioni, serie e senza che ci si faccia prendere dalle emozioni, la prima è sicuramente quella sulla questione “ultimo album”: LAURO è veramente l’ultimo lavoro in studio di Achille Lauro? Ecco, la risposta è grosso “no”, o meglio, lo è ma per chi lo segue da tanto tempo. Probabilmente Achille resterà fermo per molto tempo aspettando tempi migliori per ripartire con i concerti, ma lui sa di averci lasciato tutto il necessario per “vivere” in attesa di vederlo sul palco, anzi, forse ci ha dato anche troppo. Ma penso che la vera domanda è quella di dirsi se l’artista ha raggiunto il suo picco artistico, e se quando tornerà riuscirà fare di meglio, ma per questo meglio aspettare, perchè potremmo rimanerci male.

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Marco Mancinelli
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