Soundtrack -Viaggio nelle colonne sonore di film & serie TV #5: Breaking Bad

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Soundtrack è un modo diverso di approcciarsi alla musica, visto che le serie tv ci fanno compagnia nella nostra vita quotidiana perché non esplorarle da un altro punto di vista che è quello delle colonne sonore che le rendono più emozionanti e che ci fanno sognare? In questo quinto appuntamento analizziamo la chimica perfetta della musica in una delle serie tv cult: Breaking Bad.

BREAKING BAD: TRAMA

Raccontare la trama di Breaking Bad è un po’ come ripassare la storia di Biancaneve, quasi tutti la conoscono e sanno come finisce. Il racconto della discesa agli inferi di un tranquillo professore di chimica (Brian Cranston) che, dopo aver scoperto di avere un tumore, inizia a fabbricare Metanfetamina diventando uno degli spacciatori più temuti di tutta Albuquerque con il nome in codice di Heisenberg. Al suo fianco Jesse (Aaron Paul), un giovane drogato che costruirà con il professor Walter White un rapporto di amore odio in una dinamica affettiva padre/figlio affascinante.

In Breaking Bad, serie lanciata da Vince Gilligan nel lontano 2008, pioniera di molte altre dopo l’exploit di Lost nel 2004, quello che colpisce e rimane impresso non è l’esaltazione del male o le distese interminabili di deserto ma i personaggi.

Ognuno di loro è così ben descritto, così ben delineato che si fa fatica a staccarsene quando arriva il momento. Ci troviamo ad amare Mike, il poliziotto in pensione divenuto un killer, Saul, un avvocato “azzeccagarbugli” che riesce sempre a tirare i suoi assistiti fuori dai guai, Hank, paladino della giustizia. Il tutto è corredato da un’ironia di sottofondo che non guasta e pur raccontando omicidi e crimini terribili il sottile filo di leggerezza rende il tutto godibile e geniale. Iconica la figura di Tio Hector Salamanca e il suo mitico campanello in una versione fumettistica di un cattivo originale. Cinque serie, un finale netto e preciso: la serie si classifica come una delle migliori di sempre.

La soundtrack di Breaking Bad

Come tutte le serie di più di dieci anni fa, andate in onda in chiaro, anche Breaking Bad precorre i tempi e ci regala una colonna sonora senza precedenti che sarà difficile da eguagliare ancora per molti anni a venire. La cura maniacale voluta dal regista e produttore Gilligan e dal music supervisor Thomas Golubić  fanno sì che tutti risulti perfetto, collegato, “scientifico” così come la purezza della Meth blu prodotta da White.

La stessa sigla composta da Dave Porter che si è occupato delle musiche originali, doveva racchiudere in sé, la schizofrenia del protagonista e un richiamo ai ritmi del luogo in cui si svolge la serie: il New Mexico. Ogni brano è scelto e posizionato nella casella giusta e rende indimenticabile ogni momento della serie che accompagna. Come dimenticare Who’s gonna save my soul now? Quando Jesse e Walter si accorgono di essere andati troppo oltre, si guardano indietro e… : “chi salverà la loro anima ora?”

Breaking Bad

Ogni brano è lì per descrivere e catapultarci in un’atmosfera altra come un viaggio in macchina “in the desert” con la musica che è parte della scena e non solo cornice con A horse with no name e con White che sta ascoltando direttamente dalla radio questa canzone. O è perfettamente calzante per caratterizzare un personaggio. Gale, il chimico che verrà sacrificato per proteggere l’identità di Heisenberg, ha delle passioni segrete come quella di cantare e ballare canzoni d’epoca, per lui c’è Crapa Pelada del Quartetto Cetra.

<<It can also be selecting source music – songs that are playing in an environment. If you have a simple thing where [the character] is in a bar or in a hotel room or any place that might have music playing, we establish the different options that work within that. And then most importantly, we make sure that everything is cleared, that everything is legally able to be utilized>>.

Thomas Golubić

 In alcuni momenti il racconto è svolto solo da immagine e musica, i segreti sono svelati e l’inquadratura di una pianta incriminata alla fine della quarta stagione sulle note di Black ci descrive la trasformazione di Walter da “White” a “Black”. Altro momento di svolta del personaggio interpretato da Bryan Cranston è quando prende coraggio e dice ai due spacciatori di star fuori dal suo territorio. Golubić lo descrive così:

<<It’s a huge moment in the story because we’re going from him being one person, into becoming and choosing to be another person. So the right song to me was absolutely vital. It’s a turning point in the series as a whole and it took nights, and nights, and nights, and nights of trying different ideas out to capture something and at some point – it was one of those 4 AM things – I landed on “DLZ,” which is an amazing song, from an amazing record and it was just so perfect. It just fell into place. It felt like it was telling the story on every level in a really compelling way>>.

Golubić fece anche un favore ai Tv On the Radio che iniziarono a scalare le classifiche e a ed essere conosciuti. In breaking bad c’è anche questa volontà: quella di lasciare maggiore spazio alle band meno conosciute per far sì che si possa fare un viaggio nella musica parallelamente a quello nell’essere umano. Da riascoltare l’album Return to cookie mountain dove, ad elementi di alternative rock, si aggiungono un po’ di blues e di new wave. Potremmo continuare all’infinito ma sarebbe bello che vi divertiste voi lettori a riguardare la serie e a trovare questi intriganti nessi con la musica sempre calzanti e perfettamente in sintonia con lo spirito della serie TV. Ecco a voi la playlist scelta da me tra i brani delle cinque serie:

  1. Out of time man –Mick Harvey
  2. Who’s Gonna Save My Soul – Gnarls Barkley
  3. A Horse With No Name – America
  4. Banderilla – Calexico
  5. Crapa Pelada – Quartetto Cetra
  6. Dead Fingers Talking – Working for a Nuclear Free City
  7. Apocalypshit – Molotov
  8. Didn’t I – Darondo
  9. Pick Yourself up – Nat King Cole, George Shearing
  10. Black – Danger Mouse e Daniele Luppi
  11. Stay On the Outside – Whitey
  12. Bonfire– Knife Party
  13. El Paso – Marty Robbins
  14. The Hole – Glen Phillips
  15. Negro Y Azul: The Ballad Of Heisenberg– Los Cuates de Sinaloa
  16. Red Moon – The Walkman
  17. Zungguzungguguzungguzeng – Yellowman
  18. Baby Blue– Badfinger
  19. Tamacun – Rodrigo y Gabriela
  20. Uh – Fujiya & Miyagi
  21. 1977 – Ana Tijoux
  22. DLZ – Tv On the radio

Da riscoprire la bravissima Ana Tijoux la cantante e rapper francese figlia di due esuli cileni e sostenitrice di lotte al femminile. Nel 2009 pubblica il suo album da solista: 1977, il brano che prende il titolo dall’album è stato addirittura segnalato da Thom Yorke come una delle sue canzoni preferite. In Italia è arrivato solo nel 2014.

Altro consiglio è il duo Fujiya e Miyagi che non sono originari del Giappone ma di Brighton in Inghilterra. Transparent Things del 2006 non è altro che uno spudorato omaggio alle declinazioni più accessibili e pop di certo kraut-rock. Ma è proprio questa la forza: il plagio spudorato viene fatto in maniera creativa rendendo il prodotto fresco e molto fruibile.

Vi aspetto per il prossimo appuntamento con un’altra serie cult però più recente. Se ci sono curiosità o richieste… scrivetemi!

Elena Fioretti
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